“La russia viene sempre estremizzata” – Sergej Makovezkij sull’avvelenamento di Skripal e l’isterismo patriottico.

Makovezkij ha quasi sessant’anni. L’attore di “Вrat 2”, “Zhmurki”, “Pro urodov i liudej”, “12”  recita ogni anno in nuovi film e fa teatro. A Ekaterininburg, durante un meeting creativo ha raccontato la sua posizione nei confronti delle questioni politiche più rumorose, ha spiegato perché odia l’esame di stato unificato e ha ammesso quanto sia difficile vivere nel mondo dei gadgets.

Sergej Makovezkij, arrivato a Ekaterininburg per recitare in “Onegin” al Teatr Jiunovo Zritelija, un giorno prima di andare in scena ha incontrato i suoi ammiratori e per un’ora ha risposto alle loro domande. Ha parlato molto di politica, teatro e internet. 66.ru ha partecipato all’incontro е ha riportato per voi il meglio.  

Internet e gli smartphone

In Internet ci sono molte informazioni poco precise. Qualcuno, da qualche parte sente qualcosa e poi la racconta. Per prima cosa capisci che non è vero, poi ti accorgi che è inventato e infine ti chiedi come reagire. Io, di fronte agli scandali che girano su internet ho deciso di non reagire affatto. Come disse un mio vecchio amico “qualsiasi scandalo dura 24 ore. Poi arriva un nuovo giorno e con lui nuova carne da mettere a cuocere”.

Questo mondo ultraterreno e virtuale mi spaventa ma non me la sento di dire che è cattivo. Tutte le notizie adesso giungono a noi attraverso i siti internet, e sicuramente, in questo flusso di informazione superficiale si nasconde la verità, impossibile da sentire sulle reti pubbliche.

Con i gadgets ho poca confidenza e li uso solo grazie a mio nipote diciottenne. Sono molto felice della sua generazione che vive dentro di loro e per la quale Internet e Instagram sono tutto.

Personalmente, per capire qualcosa devo chiamarlo cinque volte e lui mi spiega sempre come fare con molta pazienza. Gli chiedo: devo attivare la geolocalizzazione o no? E lui mi risponde che se l’attivo, sulla cartina posso vedere dove mi trovo e per esempio un taxi può venirmi incontro. Per me sono consigli paragonabili alla matematica di alto livello. 

L’esame di stato unificato

E’ il più odiato dal sottoscritto, perché la risposta esatta può essere indovinata!

Un esempio della stupidita di questo esame? Durante un programma televisivo, un signore ha raccontato una storia. All’esame gli capitò una domanda: Chi è colpevole della morte di Lenskij? Se voi aveste letto questa grandiosa opera, direste che forse è colpa della gelosia, forse della stupidità, dell’audacia giovanile, o magari del Rock! Secondo me la risposta giusta è “il corso degli eventi”. Sapete invece qual’era la risposta giusta all’esame? “Puškin”. Perché fu lui a ideare questo duello!

Il teatro moderno

A volte quando entro in un teatro moderno resto sbigottito. Mi siedo sulla poltrona e mi trovo ad osservare spettacoli in cui delle persone tossiscono per mezz’ora. Oppure quello spettacolo in cui cadono uova di legno dal cielo e il povero attore le afferra per poi metterle nel cestino e saltare sui tavoli. Cos’è questa roba? Io penso solo ad una cosa: che almeno non cada e non si rompa una gamba! Capisco bene che sotto c’è un’idea dell’autore, ma per me la caduta di uova di legno dal cielo non significa nulla. Cosa mi rimarrà di questo spettacolo? Nulla! Vado via  vuoto come un pallone! E se voi chiamate questo “teatro moderno”, allora non è il mio teatro moderno. Qualcuno dice che sia magnifico, Ok, ma almeno non insistete…

Il teatro moderno non dovrebbe negare agli spettatori la possibilità di emozionarsi. Il teatro è l’unico posto in cui possiamo verificare se il nostro cuore si sia indurito о se ancora risponde. E se c’è risposta, vuol dire che sei ancora vivo.

La televisione

Negli ultimi tempi cerco di guardare il canale “Dožd’”. Anche se a volte le mani sono tentate dai canali pubblici. E mi trovo davanti a un quadro molto curioso: Su “Dožd’” dicono una cosa, e sui canali pubblici l’esatto  contrario. Da persona ragionevole cerco di riflettere da solo su ciò che effettivamente accade. Quando ascolto persone intelligenti, lo faccio fino alla fine. Ad alcuni ospiti i presentatori lasciano finire il discorso, altri invece vengono interrotti. Anche su questo occorre prestare attenzione.

La politica

Non capisco questo rapporto con la Russia diffuso in tutto il mondo. Qualunque cosa accada, i colpevoli siamo sempre noi. Io non mi  sono mai distino pеr isterismo patriottico,  ma nonostante ciò non mi fa piacere quando io e le persone a me vicine veniamo incolpati senza un motivo. Prendiamo la storia dell’avvelenamento di Skripal: non c’è alcuna prova chiara, ma è stata incolpata la Russia e tutto il mondo ci ha creduto. In seguito la commissione dirà che non ci sono prove ma allora il mondo avrà già reagito. Non esistono medicine universali, ma a lui (Skripal) hanno già somministrato l’antidoto. Se fa male la testa, prendiamo il paracetamolo. Se abbiamo male ai denti, un analgesico. E loro gli hanno dato immediatamente la medicina giusta. Vuol dire che sapevano già di che veleno si trattava.

Oppure un altro esempio: L’Ucraina ci definisce un aggressore. E allora ditemi per favore, voi avete mai visto molti stati aggressori nei quali operano fabbriche del presidente dello stato che li incolpa? E’ chiaramente una farsa. Lе fabbriche di dolci di Poroshenko producono a Lipezk. E se avesse chiamato aggressori gli americani, avrebbe avuto una fabbrica in Connecticut? Cosa ne sarebbe stato di lui? Probabilmente avrebbero arrestato tutti gli attivisti.

Io non so dov’è la verità. Probabilmente è li dove non la possiamo vedere. La politica è un gioco di maschere!

FONTE: 66.ru, 20 Aprile 2018 – di autore sconosciuto, traduzione di Luigi Lupo

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La laurea triennale in lingue all’Università del Salento, poi un viaggio studio a Mosca, poi un altro, questa volta più lungo. La magistrale in metodologia dell’insegnamento della lingua russa per stranieri all’Istituto A.S. Puškin e poi un dottorato in linguistica momentaneamente sospeso. Le andate, i ritorni.  Le passeggiate a Tret’jakovskaja la domenica e tanta neve sulla Tverskaja. Le andate e i ritorni. Le strade piene di gente a primavera il Giorno della Vittoria. I grandi classici, la ricerca della verità, della Istina cioè. Adesso l’Italia e qualche volta la Russia, per lavoro. Forse avevo sette anni quando per caso un pomeriggio, nel salone di casa, misi su un disco di Battiato. Poi chissà!

Luigi Lupo

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