Summer di Kirill Serebrennikov: Coj è vivo!

Nei primi giorni di concorso del Festival di Cannes, si è tenuta la prima mondiale del film Summer (in russo “Leto”, uscirà nelle sale italiane il 15 novembre 2018, ndr) di Kirill Serebrennikov. Stanislav Zel’venskij racconta come nel film coesistano il melodramma, l’epoca, le canzoni di Victor Coj e Lou Reed.

Leningrado, primi anni ’80. Il giovane artista e ebanista Viktor Coj (interpretato da Teo Yoo) conosce il leader dell’allora già popolare gruppo Zoopark, Mike Naumenko (interpretato da Roman Bilyk). Victor scrive canzoni e vorrebbe anche cantare in una rock band. A Mike le canzoni e Viktor piacciono, nonostante il fatto che la moglie Nataša (Irina Staršenbaum) una volta gli abbia detto che vorrebbe baciare Coj.

Il rock underground della Leningrado degli anni ‘80 anche dopo la morte di molte delle sue figure chiave, e in parte proprio grazie ad essa, rimane un tema vivace ed estremamente doloroso: i partecipanti, i testimoni, gli eredi custodiscono gelosamente la loro memoria, e i loro diritti d’autore. Pertanto, ad esempio, Boris Grebenščikov, a cui il copione è stato inviato (e secondo indiscrezioni, radicalmente riscritto in seguito) appare – in una interpretazione di Nikita Efremov divertente e con tante parolacce – in un ruolo molto piccolo, che non corrisponde al suo ruolo nel corso degli eventi, e senza che il suo nome venga menzionato. Il personaggio ispirato a Andrei Panov (Aleksandr Gorčilin) ​​compare nei titoli di coda come “punk” mentre il gruppo Garin i giperboloidy, in seguito ribattezzato Kino, non è stato fondato con Coj da alcun Leonid (Filip Avdeev); Aleksej Rybin aveva in testa l’idea dei Kino da prima di Coj. I moscoviti (della produzione, ndr) sono stati in grado in non desistere quando hanno incontrato degli ostacoli. “Leto” non si è fermato nemmeno con l’arresto del regista durante le riprese.

Leto Kirill Serebrennikov

Si tratta di due film raccolti in uno. Il primo tratta la storia del triangolo amoroso tra Coj, Mike e la moglie di Mike: non entreremo nei dettagli, ma la trama è molto meno scandalosa di quello che sembra. Il secondo è un calco dell’epoca, un ritratto di gruppo nel formato di video-clip, una dichiarazione d’amore per il rock di Leningrado e di antipatia verso il potere sovietico e tutto il resto.

Come accade spesso, queste due parti non si uniscono senza conflitti. Pare che il secondo film sia più caro al regista e che, gradualmente, predomini sul primo che, essendo timido, dolce e casto come i suoi personaggi, quasi non resiste. Di conseguenza Summer produce un’impressione complessa: ha una struttura flessibile in gran parte compensata dall’energia dei singoli episodi, la prova di un indubbio talento convive con un’altrettanto evidente bruttura. Se è difficile considerarlo nel complesso un film fortunato, allontanarsi da esso sarebbe comunque sbagliato.

Nel trio centrale, il punto debole come prevedibile è Roman Bilyk. Non è ancora in grado di recitare (può cantare e interpretare da solo Naumenko), e nemmeno i riccioli che nascondono metà del viso lo possono aiutare. Mike risulta quindi non tanto imperturbabile quanto inibito: l’attore ha ovviamente paura di spostare i muscoli facciali.

D’altra parte, il suo carisma è quasi sufficiente a garantire che lo spettatore non venga distratto. Staršenbaum e Teo Yoo, a confronto sembrano meravigliosi. Il lavoro del coreano-tedesco – e anche dell’eroe sconosciuto che gli presta la voce – dovrebbe, ovviamente, essere considerato separatamente. È del tutto possibile accettare questo lavoro come standard del quotidiano di Coj, anche nei futuri biopic. In esso c’è la moderazione, la spontaneità ed il fascino fantastico, visibili in ogni registrazione video del musicista.

È necessario effettuare una riserva e dire che il materiale non mette gli artisti davanti a grandi problemi, a parte quelli tecnici. Ci sono in due o tre scene complesse (ad eccezione di Roman Bilyk, per il quale, ancora una volta tutte le scene sono complicate). È una scelta consapevole del regista, che ha rifiutato di fare un piccolo melodramma potenzialmente esplosivo a favore di un film più ambizioso, ma meno rischioso. L’attuale Summer è infatti costruito attorno ad evento mancante e i personaggi principali si sforzano di stare nell’angolo. Ogni sinossi di questa pellicola è leggermente in malafede, in un certo senso essa è sul nulla, che, per inciso, non è necessariamente un male.

Nonostante il lirismo Serebrennikov guarda più verso Sergej Solov’ëv o, forse verso I’m Not There (dove Bob Dylan veniva interpretato, tra gli altri, dall’attuale presidente della giuria) che verso Control. Inserisce costantemente esibizioni. Il film, già pieno di musica, si trasforma diverse volte in un musical: si suonano i Talking Heads, Iggy Pop e Lou Reed (il primo numero è divertente, il secondo non molto, il terzo non lo è affatto).

Festival di Cannes Kirill Serebrennikov

A volte a tutto schermo compare un quadernetto, dove Naumenko scrive le traduzioni di Marc Bolan. A volte c’è un colore. A volte disegni. A volte qualcos’altro. In alcuni momenti questo è fantastico, mentre a volte è estenuante. Per qualche ragione c’è Lija Achedžakova, che dice “l’inverno è passato, l’estate è arrivata, ringrazio al partito per questo”. Per qualche ragione – molto probabilmente un grave errore – un personaggio chiamato Lo Scettico (Aleksander Kuznetsov) rompe regolarmente la quarta parete, rivolgendosi al pubblico, facendogli perdere il senso del film e trasformando immediatamente tutto in una scenetta teatrale. La cinepresa di Vladislav Opelyants (il direttore della fotografia, ndr) è certamente molto intelligente. Ogni minuto richiede attenzione.

Nonostante tutto alcuni episodi di Summer sono intrisi di una malinconia onesta che rende questo film in generale una conversazione superficiale e garbata davvero interessante. L’amore non corrisposto, i sogni insoddisfatti, la morte precoce che vengono sempre accostati a questi nomi. Il regista avrebbe potuto sentire profondamente anche senza i Kino e gli Zoopark il provincialismo e disperazione di questa era leggendaria.

Il film Summer uscirà nelle sale russe il 7 giugno

Fonte Afisha.ru 10/05/2018

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Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

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