Chi e perché ha storpiato il personaggio di Baba Jaga

L’immagine di Baba Jaga è stata deformata e ridotta a vecchia sanguinaria alla quale sono state attribuite colpe inesistenti. Chi, quando e perché abbia deciso di calunniare quella che nel complesso è un’innocua vecchietta, lo chiarisce Večerka (nome di una testata giornalistica estone in lingua russa, N.d.T.).

Al’bina Volkova è la moderna Baba Jaga. Ciò non vuol dire che ella abbia una gamba fatta d’osso e che voli su un mortaio con l’aiuto di una scopa. Come assicura Al’bina, tutti questi “fronzoli” non hanno nulla a che vedere con Baba Jaga.
“Baba Jaga è un personaggio letterario generalizzante. L’ipotesi più credibile è che in passato venissero chiamate in questo modo le erboriste.” spiega Al’bina “Per esempio io raccolgo erbe curative e preparo decotti e liquori. Posso predire un pochino il futuro, ma quello dipende dalla disposizione d’animo. Ma non dalla mia disposizione d’animo, bensì da quella delle stelle. La chiamavano Baba Jaga (Jaga in russo significa “strega”, N.d.T.) perché avevano paura, non capivano. Ed è qui il guaio. Trattano anche me con timore. E tutto ciò per quale motivo? Perché faccio essiccare sulla piastra l’iperico o metto in conserva nei barattoli i fiori di tiglio. Al contrario non preparo cosce di rana o girini essiccati. E non faccio nemmeno andare a male il latte.”

La Baba Jaga moscovita prepara decotti e liquori per rimanere giovane e mantenere un bel colorito in volto. Raccoglie le erbe a seconda delle fasi lunari e delle stagioni.

Il personaggio folcloristico di Baba Jaga è tradizionalmente dotato di malattie, compare in molte fiabe e leggende e milioni di russi sono abituati a questa immagine di lei. Essa è una vecchia spaventosa, con una gamba fatta d’osso, che si sposta tramite un mortaio con l’aiuto di una scopa. Ovviamente mangia i viandanti occasionali che giungono presso la sua piccola izba, la quale si erge su zampe di gallina. A volte questa strega cerca di ficcare i viandanti nel forno (come nella fiaba di Vassilissa la Bella: “… Non lasciava avvicinare nessuno a sé e mangiava le persone come fossero dei pulcini”), altre volte aiuta il principe Ivan a uccidere Koščej (prototipo dell’antagonista maschile nella mitologia slava, N.d.T), come nella fiaba della principessa rana (un piccolo disguido rispetto ai suoi normali comportamenti…).

©Fotochronica TASS (Фотохроника ТАСС)
Baba Jaga, interpretata da Georgy Millyar, nel film del 1965 Jack Frost (Morozko in russo)

Secondo le leggende degli antichi slavi, Baba Jaga è figlia del personaggio mitologico Vij. Essa è anche chiamata Jagišna o Jagibicha.  In alcune antiche narrazioni è persino dotata di una coda di serpente. Questa caratteristica è un collegamento col mondo dell’oltretomba, dove la Jaga dell’antica tradizione accompagnava le anime dei defunti. Se si dà credito a questa versione si può dedurre che la gamba fatta d’osso rappresenti il legame di Baba Jaga con il mondo dei morti.

Un altro modello impiegato per spiegare la creazione del personaggio potrebbe essere Echidna (figura mitologica dell’antica Grecia, metà donna e metà serpente, madre di molti mostri, inclusi Chimera, l’idra di Lerna, Cerbero e Ortro). Come confermano alcune fonti, dal matrimonio di Eracle e Echidna nacque la popolazione degli sciti.

Tra il popolo c’era la credenza che Baba Jaga avesse immancabilmente un aspetto esteriore mostruoso, anche se di tanto in tanto poteva trasformarsi in una donna normale, vivere in un villaggio, allevare bambini, il tutto senza tradire il suo vero aspetto. Come testimonia il folclorista Ivan Sotnikov, esistono alcune versioni alternative sull’origine del personaggio di Baba Jaga.

©Vikotr Vasnecov
Rappresentazione folcroristica di Baba Jaga, l’immagine canonica, usata nei racconti e nelle leggende,  alla quale sono stati abituati milioni di russi.

La prima versione si trova nelle tradizioni degli antichi slavi, secondo i quali durante i funerali i defunti venivano seppelliti sottoterra all’interno di bare, dette “casette”, le quali erano dei ceppi dai quali fuoriuscivano delle radici, lontanamente somiglianti a zampe di gallina. Queste bare venivano collocate all’entrata del bosco, in direzione opposta al villaggio. “Seppellivano il defunto con le gambe rivolte verso l’entrata della foresta e, se date un’occhiata a tali tombe, si possono effettivamente vedere le ossa delle gambe” racconta Sotnikov.

La seconda versione è quella secondo cui la piccola izba che si erge su zampe di gallina, nella quale sarebbe vissuta Jaga, sarebbe una cabina di caccia. Nei boschi più folti queste cabine venivano costruite su tre gambe dritte. Tali costruzioni modeste erano destinate alla custodia degli attrezzi e delle provviste dei cacciatori e venivano sempre poste “con la parte posteriore rivolta verso il bosco, quella anteriore verso il sentiero”.

L’izba di Baba Jaga più famosa in Russia si può trovare nella città di Furmanov, nell’oblast’ di Ivanovo. Gli abitanti del posto, è sottinteso, affermano che essa sia la vera izba di Jaga. E anzi, qui non la chiamano strega “dalla gamba fatta d’osso”.

Qui ritengono che Jaga sia la protettrice delle filatrici, delle tessitrici, per questo ce ne sono così tante a Ivanovo. Insomma, la posizione geografica non è casuale.

Gli etnografi di Furmanov assicurano che ci sono ragioni per cui dare credito a queste informazioni, ragioni che non sono solo comprovate, ma anche, cosa fondamentale, geograficamente consolidate! Per esempio l’antico nome della città di Furmanov era Sereda (secondo le credenze popolari veniva chiamata così la figlia o la sorella di Baba Jaga). Vicino al Monte Calvo (Lysa Hora, a Kiev, N.d.T.), l’erba non cresce, mentre le betulle sì. E ancora non molto distanti troviamo i villagi Babino e Koščeevo.

“In città si ritiene che Jaga sia una protettice che tiene lontano il malocchio” racconta un’abitante del posto, Elena Krivjakina “Negli orti è possibile vedere dei pupazzi di altezza pari a quella d’uomo: sono degli spaventapasseri, degli spauracchi che devono proteggere la casa dal malocchio, dai ladri, da ogni forza oscura. La nonna mi raccontava che Jaga ci difendeva ed era protettice, mentre tutto quello che si diceva riguardo alla sua passione per il mangiare bambini era solo ciò che si inventavano le malelingue per diffamare questo personaggio. In realtà le donne erano molte e si tramandavano di madre in figlia l’abilità nel curare le persone. Ma proprio come oggi non tutti capiscono come facciano i medici a curare le persone, allo stesso modo in passato ci si spaventava di questa capacità. Vedevano fasci di qualsiasi erba sulla stufa, qualsiasi bacca e si spaventavano, certamente. Ma di solito si trattava di forestieri. Infatti a Furmanov tutti sanno che non si deve aver paura di Baba Jaga, ella ci assiste!”

“E ovviamente le gambe che sostengono l’izba non sono zampe di gallina,” assicura l’abitante di Furmanov “ma sono di quel colore poiché sono state fatte ingiallire dal fumo affinché non imputridiscano. Nella Rus’ ci si serviva di questo metodo per le case che si ergevano su palafitte in terreni paludosi.”

Con la generazione Alfa Centauri

-Alcuni ricercatori ritengono senza alcun dubbio che Baba Jaga fosse un extraterrestre umanoide e rilevano che ella avesse cammuffato la navicella spaziale sotto forma di “piccola izba retta da zampe di gallina”. L’izba poteva muoversi su grandi distanze.

-Il cannibalismo attribuito a Baba Jaga può essere spiegato con il fatto che la vecchia adescasse giovani nell’izba per studiare la specie umana.

-Baba Jaga sapeva volare. Malgrado l’opinione comune, non volava su una scopa, ma all’interno di un mortaio. Guidava il mortaio con l’aiuto di un pestello , mentre con una piccola scopa spazzava via le tracce (l’ipotesi da loro ritenuta più probabile è che nascondesse le tracce lasciate dal motore a reazione del mortaio).

Discorso diretto

Varvara Dobrovol’skaja, folclorista, candidata al premio in scienze filologiche:

“Baba Jaga è un personaggio mitologico che è entrato nella fiaba ai tempi del deterioramento del sistema mitologico. Essa è legata al personaggio della sacerdotessa che si occupava dei riti funebri e di iniziazione. Si usa collegare la sua origine con quella di un personaggio del mondo sotterraneo, del mondo dei morti, il più delle volte con i serpenti. Possiamo parlare di lei a partire dal suo nome. La radice “-jag” era usata in una serie di dialetti per riferirsi al serpente.”

Citazione

Vladimir Dal’, scrittore, etnografo:

“Jaga, o Jaga Baba, Baba Jaga, Jagaja, Jagavaja, Jagišna ,o ancora Jaginična, è una specie di strega dall’animo malvagio, nascosta sotto le sembianze di una vecchia deforme. È una strega con le corna sulla fronte. Baba Jaga, dalla gamba d’osso, si muove su un mortaio, con l’aiuto di un pestello, spazza via le tracce con una piccola scopa. Le sue ossa escono fuori dal corpo; vive di carne umana, rapisce bambini, il suo mortaio è fatto di ferro, la trasportano dei diavoli; in sua presenza tutto geme, il bestiame muggisce, avviene una morìa di animali; chi vede la strega, lo diviene a sua volta. Viene chiamata strega malvagia e volgare. Babajaga, o Jaga-Baba, il mostro delle fiabe, la più grande di tutte le streghe, aiutante di satana. Ella va in in giro col capo scoperto, indossando una camicia senza cintura: l’apice dell’indecenza.”

FONTE: vm.ru, 4 Marzo 2018 – di Agrippina Elistratova, traduzione di Angela Zanoletti 

 

Potrebbe interessarti

Studentessa di Scienze Linguistiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la passione per la letteratura e per la musica mi ha fatto avvicinare alla Russia, col desiderio sempre maggiore di conoscere ogni aspetto di questa cultura, meno lontana da noi di quanto possiamo credere.

Angela Zanoletti

Studentessa di Scienze Linguistiche presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, la passione per la letteratura e per la musica mi ha fatto avvicinare alla Russia, col desiderio sempre maggiore di conoscere ogni aspetto di questa cultura, meno lontana da noi di quanto possiamo credere.