Lei può chiamarlo “Dimon”

L’intervista alla pensionata crimeana Anna Bujanova, quella stessa donna a cui Medvedev disse “Di soldi non ce ne sono, ma voi resistete”.

(*) il titolo fa riferimento a un’inchiesta pubblicata nel marzo 2017 da Aleksej Naval’nyj dal titolo “Voi non potete chiamarlo Dimon” (diminutivo di Dmitrij) sulle presunte attività illecite del primo ministro russo.

“Articolo dedicato al nuovo mandato del Primo Ministro”

Due anni fa, il 23 marzo 2016, lo spazio internet russo si riempì di un nuovo meme. Ne era creatore il Primo Ministro della nazione: Dmitrij Medvedev.

Durante una visita a Fedosija, si avvicinò a lui un’anziana signora. Senza essersi presentata, rivolse con impeto alla seconda carica dello Stato una domanda molto scomoda: “Dicevate che [le pensioni] sarebbero state indicizzate. Dov’è l’indicizzazione in Crimea? Cosa sono 8.000 Rubli (108,76 €)? Sono una miseria! Su di noi si puliscono i piedi! Con una pensione così non si può vivere, i prezzi sono troppo alti”. Il Primo Ministro non riuscì a trovare una risposta migliore di questa: “[L’indicizzazione] non c’è da nessuna parte, non la abbiamo semplicemente introdotta. Il fatto è che adesso non ci sono i soldi. Quando troveremo i soldi faremo l’indicizzazione. Voi qui resistete, vi auguro ogni bene, salute e serenità”.

Dopo la nuova nomina di Dmitrij Medvedev a Primo Ministro, il consiglio di redazione ha avuto un’idea che sembrava folle: bisognava ritrovare quella pensionata. Prima di tutto non conoscevamo nemmeno il suo nome. Inoltre la popolazione di Fedosija e sobborghi ammonta a circa centomila persone. Trovare una pensionata senza nome in mezzo a centomila persone era inconcepibile. Tutto quello che avevamo era uno screenshot sfuocato tratto dal video in cui la vecchietta parla a Medvedev.

Per prima cosa mi sono rivolto a dei miei conoscenti di Fedosija, ma nessuno di loro conosceva quella vecchietta. La richiesta di aiuto nell’identificare quella donna , da noi pubblicata su un forum locale, si era trasformata in un dibattito politico.

La fotografia con la quale sono andato in giro per Fedosija alla ricerca della pensionata apparsa nel video con Medvedev.

Dopo averla cercata in due chiese, quattordici negozi, un ospedale e la sede locale Partito Comunista della Federazione Russa, dopo aver chiesto a decine di persone per la strada ed aver persino spaventato una donna che somigliava alla vecchietta che stavo cercando (l’ho avvicinata in un vicolo deserto chiedendo “Non è lei su questa fotografia?”), pensavo già di dover tornare in redazione e riferire che la missione era fallita.

Improvvisamente invece su VKontakte mi apparve una notifica: “A quanto pare quella donna vende latte al mercato”.

In effetti al reparto del latte nel mercato centrale mi confermarono che “si, è la nostra Anja questa. E si, era lei quella che parlava con Medvedev”.

Fu così che venni a sapere che il nome della pensionata è Anna Bujanova, e che vive a venti chilometri da Fedosija, in un villaggio chiamato Novopokrovka. “Andate fino al villaggio e lì chiedete, chiunque vi potrà mostrare la sua casa”, mi dissero al reparto del latte. E così fu.

Anna Bujanova. Foto: Ivan Žilin / Novaja Gazeta.

Anna Bujanova vive ai margini del villaggio in una casa bassa intonacata di argilla. La trovo intenta a spennare della galline.

Per i primi cinque minuti continua a sospirare: “Da un giornale di Mosca? Fino a qui? Come è possibile…”, poi ci invita in casa scusandosi più volte: “Qui stiamo facendo dei lavori, ma abbiamo appena iniziato”.

Dopo aver preparato un infuso alla menta, inizia a raccontare:

– Non ci sono andata solamente a nome mio [da Medvedev]. Al mercato siamo un gruppo di persone, un collettivo. Mi hanno detto: “deve venire il Primo Ministro, bisogna dirgli delle pensioni”. Non è solo un mio problema.

Ho risposto: “va bene, posso farlo io”.

“Quando Medvedev è arrivato, non lasciavano che le persone gli si avvicinassero. Io però conosco molto bene Fedosija, e passando attraverso dei cortili sono arrivata sul Viale Ajvasovs’kogo. Sono sbucata proprio nel punto in cui si è fermata la sua auto. Lui mi ha visto farmi strada in modo così sfacciato e ha detto alle guardie di lasciami passare”.

– E lei gli ha fatto quella domanda…

– Ma certo, sulle pensioni. Cercate di capirmi: ho trent’anni di anzianità di servizio, ho lavorato come cuoca in una mensa, poi come direttrice di una mensa, poi come maestra in un asilo, poi come custode in una scuola. L’anzianità minima per una pensione di lavoro è di vent’anni e io ne ho trenta, ma alla fine quella che ricevo è una pensione sociale e non di lavoro: ottomila rubli.

– Perché?

– Non lo so. Già da due anni l’ufficio pensioni di zona non manda l’estratto conto. E senza di quello non è possibile fare una reclamo a Simferopoli (Capitale della Repubblica di Crimea, NdT).

Screenshot dal video. Il momento in cui Anna Bujanova fa a Medvedev la domanda sull’indicizzazione delle pensioni.

Nemmeno dopo la domanda fatta al Primo Ministro la pensione le è stata indicizzata?

– No. All’inizio me lo hanno promesso. Mi hanno detto che sarebbe aumentata a 11.000 rubli (149,55 €). Ma dall’aprile dello scorso anno la hanno semplicemente maggiorata fino al minimo di sussistenza. Adesso ricevo 8.500 rubli anziché 8.058. Questa non è una indicizzazione.

Come fa a vivere?

Solo grazie alla fattoria. Ho cinquantatre galline, quattro tacchini e due oche. La mucca è stata portata via l’anno scorso. Poi c’è l’orto: patate, pomodori, cetrioli. Ho anche degli alberi da frutto. Se devo pagare una bolletta della luce o del gas e non mi bastano i soldi vendo qualcosa: a volte una gallina, a volte della frutta.

A dire il vero nemmeno vendere è così semplice, si sono inventati una bella procedura. Prima di tutto deve venire da me un incaricato del Consiglio del Villaggio a verificare che io abbia realmente un orto. Lui mi rilascia un verbale di ispezione e con questo verbale posso andare dal Presidente del Consiglio del Villaggio il quale, alla presenza di due vicini di casa che fanno da testimoni, chiede loro conferma di quanto riportato sul verbale: davvero sul mio terreno si coltivano barbabietole? Davvero ci sono delle galline? Se i testimoni confermano, il Presidente mi rilascia l’autorizzazione a commerciare.

Al mercato di Fedosija ho la mia bancarella, la numero cinquantacinque. Mi costa 50 rubli (0,68 €) al giorno. Altri 100 rubli li spendo per il viaggio da Novopokrovka e ritorno. In luglio e agosto, quando vendo pomodori e cetrioli, gli affari vanno bene: posso guadagnare 600, 800, a volte persino 1.000 rubli (13,60 €) al giorno. In inverno invece succede che guadagni solamente 200 rubli vendendo qualche patata. A conti fatti guadagno 50 rubli al giorno: 200 rubli, meno 100 rubli per il viaggio, meno 50 rubli per la bancarella.

La vita è sempre stata così difficile?

– No

“Bisogna dire che quando eravamo parte dell’Ucraina le cose erano più facili. La grivnia (la valuta ucraina, NdT) era più forte, il rublo invece si è rivelato essere una moneta debole.”

Petr Saruchanov / Novaja Gazeta.

Quando hai dei soldi in più e vai in un negozio, spendi tutto senza aver comprato niente. Dal 1 novembre 2019 hanno promesso di rivedere il minimo di sussistenza: la pensione minima sarà di 12.000 rubli. Almeno così dicono all’Istituto di Previdenza. Staremo a vedere…

– Quindi questa volta lo hanno proprio promesso?

– Dicono di si.

Dmitrij Medvedev è stato nuovamente nominato Primo Ministro…

– Sai, l’altro giorno il mio cuore ha sussultato. In televisione hanno fatto vedere Putin che gli stringeva la mano. In quel momento ho capito: “lo sarà di nuovo”. Se Putin gli stringe la mano significa che andranno ancora d’accordo.

– Cosa ne pensa?

– Penso che sia stato tutto inutile. Da Medvedev non avremo nulla. D’altro canto io penso che questa volta Putin gli darà una girata di vite. Anche Putin avrà letto dei suo miliardi (si riferisce allo scandalo sollevato dall’inchiesta del gruppo di Naval’nyj, NdR). Quindi può anche essere che questa volta Medvedev sarà più responsabile.

Fonte: Novaja Gazeta, 12 Marzo 2018    Autore: Ivan Žilin     Traduzione: Paolo Zirulia

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Nato nel 1975, un po’ milanese e un po’ sardo. Mi piace il mare, leggere, nuotare, le serie tv americane, Berlino e la cultura russa. Ho studiato russo all’Università Cattolica e non ho mai smesso di essere incuriosito da quel paese e di seguirne le evoluzioni, che a volte mi fanno sperare, altre volte mi fanno arrabbiare. Vivo a Milano. Email: paolo.zirulia@hotmail.com

Zirupa

Nato nel 1975, un po’ milanese e un po’ sardo. Mi piace il mare, leggere, nuotare, le serie tv americane, Berlino e la cultura russa. Ho studiato russo all’Università Cattolica e non ho mai smesso di essere incuriosito da quel paese e di seguirne le evoluzioni, che a volte mi fanno sperare, altre volte mi fanno arrabbiare. Vivo a Milano. Email: paolo.zirulia@hotmail.com