Da El’cin a Medvedev: gli undici primi ministri russi

La Duma ha approvato la candidatura a capo del governo di Dmitrij Medvedev che ricopre la carica di primo ministro russo già da più di sei anni. Nella galleria fotografica di RBK tutti i primi ministri russi e la loro storia dopo aver lasciato uno dei posti chiave nel governo.

 

Boris El’cin. Dal 6 novembre 1991 al 15 giugno 1992

Ufficialmente non ricoprì la carica di premier, guidò il governo in qualità di presidente della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa in base al decreto N.171 in un periodo di riforme economiche radicali.

Nel 1991 fu eletto presidente della Russia. Lasciò questa carica nel dicembre del 1999.

 

Egor Gajdar. Dal 16 giugno 1992 al 13 dicembre 1992

Ufficialmente non ricoprì la carica di primo ministro poiché fu premier ad interim. Nel dicembre del 1992 il Congresso dei deputati del popolo si rifiutò di approvare la sua candidatura a primo ministro a causa del malcontento per l’andamento delle riforme economiche.

Dopo aver lasciato questo posto ricoprì la carica di ministro dell’economia e delle finanze della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (1991-1992), di ministro delle finanze (febbraio – aprile 1992), di primo vicepresidente del governo (marzo – dicembre 1992), di presidente del governo ad interim (giugno – dicembre 1992) e altre. Fu deputato della Duma alla prima e terza convocazione. È morto nel 2009.

 

Viktor Černomyrdin. Dal 14 dicembre 1992 al 23 marzo 1998

La candidatura di Černomyrdin fu proposta come compromesso da El’cin al Congresso dei deputati del popolo. A fine anni Novanta fu annoverato tra i possibili successori di El’cin per il posto di presidente. Nel novembre del 1996 fu per due giorni presidente ad interim, quando El’cin venne sottoposto ad un’operazione al cuore.

Dopo aver lasciato il posto di premier fu deputato della Duma, rappresentante speciale del presidente per lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali con l’Ucraina (2001-2009), ambasciatore russo in Ucraina (2001-2009), consigliere del presidente (2009-2010). È morto nel 2010.

 

Sergeij Kirienko. Dal 23 marzo 1998 al 23 agosto 1998

Dopo quattro mesi dalla sua nomina Kirienko annunciò l’incapacità dello stato di adempiere ai propri obblighi creditizi. La conseguenza del default fu il crollo del prezzo del rublo. In seguito a questi eventi il governo diede le dimissioni.

Oggi occupa la carica di primo vicedirettore dell’amministrazione presidenziale.

 

Evgenij Primakov. Dall’11 settembre 1998 al 12 maggio 1999

Dopo le dimissioni del governo Kirienko, per due volte e senza risultati, El’cin propose alla Duma la candidatura dell’ex premier Viktor Černomyrdin, dopodiché come figura di compromesso fu scelto Evgenij Primakov: a suo favore votarono 315 deputati su 450.

Il presidente spiegò successivamente che le dimissioni di Primakov erano legate all’incapacità del suo gabinetto di affrontare la crisi.

Dopo aver lasciato questo incarico fu deputato della Duma, rappresentante del gruppo “Patria – Tutta la Russia” (OVR) (2000-2001), per dieci anni fu presidente della Camera di commercio e dell’industria (fino al 2011). È morto nel 2015.

 

Sergej Stepašin. Dal 12 maggio 1999 al 9 agosto 1999

Guidò il governo dopo le dimissioni di Primakov, tuttavia ricoprì la carica solo per qualche mese prima che El’cin revocasse il suo mandato senza spiegazioni.

Nell’aprile del 2000 fu nominato presidente della Corte dei conti, lasciando questo incarico nel 2013.

 

Vladimir Putin. Dal 9 agosto 1999 al 7 maggio 2000

“Ho deciso di nominare una persona che, secondo me, è in grado di rafforzare la società e, appoggiandosi alle principali forze politiche, è in grado di far proseguire le riforme in Russia. Saprà unire intorno a sé coloro che, nel nuovo, XXI secolo, dovranno rinnovare la grande Russia. Questa persona è il segretario del Consiglio di sicurezza russo, direttore dei Servizi di sicurezza federali Vladimir Vladimirovic Putin”, annunciò Boris El’cin nel corso del suo intervento il 9 agosto. Dal 31 dicembre 1999 al 7 maggio 2000 Putin esercitò anche le funzioni di presidente. Il 26 marzo 2000 fu eletto capo di stato.

 

Michail Kas’janov. Dal 7 maggio 2000 al 24 febbraio 2004

Prima della nomina a premier Kas’janov aveva ricoperto la carica di ministro delle finanze e di vice primo ministro al governo presieduto da Putin. Le dimissioni del governo Kas’janov avvennero il 24 febbraio 2004.

Kas’janov, come anche il direttore dell’amministrazione del presidente Aleksandr Vološin licenziato prima di lui, era tra coloro che si opponevano all’azione penale contro gli azionisti e i manager di Yukos (azienda petrolifera russa controllata dal magnate Michail Chodorkovskij e ceduta a metà degli anni Duemila alla società pubblica Rosneft, ndt). Oggi Kas’janov è a capo di PARNAS, un partito che al Cremlino collocano tra l’opposizione non istituzionalizzata.

 

Michail Fradkov. Dal 5 marzo 2004 al 14 settembre 2007

Dopo le dimissioni di Kas’janov le funzioni di premier furono esercitate per un breve periodo da Viktor Christenko, dopodiché il gabinetto fu guidato da Michail Fradkov. Il governo Fradkov divenne celebre per una riforma estremamente impopolare, quella dei pagamenti diretti. Inoltre, con Fradkov fu realizzata la riforma amministrativa e avviati i progetti nazionali “Salute”, “Istruzione”, “Alloggio accessibile e confortevole”. Il loro curatore fu il vicepremier Dmitrij Medvedev, passato al governo dalla carica di capo dell’amministrazione presidenziale. Il governo fu sciolto il 12 settembre 2007 al via della campagna per le elezioni della Duma.

Fradkov fu nominato direttore dei Servizi segreti esteri. Lasciò questa carica nel 2016 quando venne nominato direttore dell’Istituto russo di ricerca strategica.

 

Viktor Zubkov. Dal 14 settembre 2007 all’8 maggio 2008

Il governo Zubkov fu praticamente di transizione, e lo stesso Zubkov veniva considerato un direttore tecnico, poiché il ruolo principale era svolto dai vicepremier Sergej Ivanov e Dmitrij Medvedev. Questi avevano uno status paritario, dato che non era ancora chiaro chi di loro sarebbe stato proposto per la carica di presidente allo scadere del secondo mandato di Putin. Ma anche lo stesso Zubkov non rinnegava la possibilità di candidarsi alle elezioni presidenziali se Putin se gli avesse affidato questo incarico.

Nel 2012 fu nominato rappresentante speciale del presidente per la cooperazione con i paesi esportatori di gas.

 

Vladimir Putin. Dall’8 maggio 2008 al 7 maggio 2012

Ricoprì la carica di premier per la seconda volta dopo la vittoria di Dmitrij Medvedev alle elezioni presidenziali. Diventò anche il leader di “Russia Unita”, sebbene non rientrasse direttamente nella direzione del partito. Il premier Putin e il presidente Medvedev iniziarono ad essere chiamati “il tandem dirigente”. Le dimissioni del secondo governo Putin avvennero il 7 maggio 2012.

 

Dmitrij Medvedev. Dall’8 maggio 2012

Il terzo presidente russo Dmitrij Medvedev fu nominato capo del governo nel 2012, dopo la vittoria di Putin alle elezioni presidenziali.

Il 7 maggio 2018 Putin è diventato ufficialmente per la quarta volta capo di stato, dopodiché il governo ha dato le dimissioni come previsto dalla costituzione. Lo stesso giorno a Medvedev è stato proposto di mantenere la propria carica.

Tra tutti i primi ministri della nuova storia russa Dmitrij Medvedev è colui che ricopre questa carica da maggior tempo.

 

Fonte: RBK, 07/05/2018. Articolo di Aleksej Gavrilko-Alekseev. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.