Nella guerra del commercio non ci sono vincitori

I partecipanti di SPIEF’18 sostengono un futuro senza sanzioni e accuse reciproche

Dal 24 al 26 maggio si è tenuto il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF). Per tre giorni la “Capitale del Nord” è stata il centro delle principali novità della politica e dell’economia mondiali. Stando ai dati di Roscongress, organizzatore dell’evento, al forum hanno partecipato delegazioni da 140 paesi diversi, circa 1500 compagnie russe e straniere e 17000 partecipanti. La delegazione più numerosa è stata quella americana, composta da 250 persone. Tra gli ospiti d’onore del presidente russo Vladimir Putin il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro giapponese Shinzo Abe. 

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La storia del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo inizia nel 1997, quando fu organizzato per la prima volta sotto l’egida del Consiglio della Federazione, dell’Assemblea Interparlamentare dei Paesi Membri della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) e grazie al sostegno della Federazione Russa. Allora nella Capitale del Nord si riunirono 1500 ospiti da 50 stati. 

Dal 2005 il patrono del Forum è il presidente Vladimir Putin che determina l’alto livello dell’evento, che oggi può essere definito a pieno titolo come una delle più autorevoli piattaforme di dibattito a livello mondiale. Tradizionalmente vi partecipano capi di stato e di governo, politici importanti, personaggi pubblici, economisti.

Lo slogan «Costruiamo un’economia di fiducia» è stato il tema principale di quest’anno. Hanno costituito il programma una decina di incontri suddivisi in quattro blocchi tematici: «L’economia globale in un’era di cambiamenti», «Russia: sfruttare il potenziale di crescita», «Capitale umano nell’economia digitale», «Tecnologie di leadership».    

Lezioni di francese e cerimonie orientali

Tra i panelli del Forum il leader russo ha incontrato il primo ministro giapponese Shinzo Abe, il vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Wang Qishan, e il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Christine Lagarde. Durante il primo giorno di lavoro hanno avuto luogo le trattative bilaterali tra Vladimir Putin e Emmanuel Macron. Per quasi quattro ore i presidenti hanno discusso le relazioni russo-francesi e i problemi d’ordine internazionale, come la situazione in Siria e nell’Ucraina nord-occidentale e il ritiro degli USA dall’accordo nucleare con l’Iran. Putin ha definito il colloquio «molto utile», e Macron «molto produttivo». Ci sono stati passi avanti non solo in ambito politico, ma anche economico, perché a Pietroburgo la Russia e la Francia hanno firmato accordi per quasi un miliardo di euro.

Durante il loro incontro Putin e Abe hanno principalmente parlato del problema della conclusione dei Trattati di Parigi e hanno discusso la comune attività economica sulle isole Curili Meridionali, che il Giappone rivendica. Abe ha espresso la speranza che le isole non siano più un simbolo di contrasto, ma diventino simbolo di collaborazione. Putin ha ribadito che la conclusione dei Trattati di Parigi è possibile intensificando ulteriormente i rapporti tra Russia e Giappone e realizzando in maniera programmata misure economiche comuni. 

Rimedio per l’egoismo

Venerdì è stato il giorno dell’evento chiave del Forum 2018, la sessione plenaria. Nel suo intervento, Putin ha ricordato che una volta alla base della crescita mondiale vi erano due importantissimi principi determinanti: la libertà di impresa, commercio e investimento, e la solidità e prevedibilità di queste regole garantite da chiari sistemi legali. Oggi, tuttavia, la macchina della cooperazione multilaterale costruita per decenni si rompe in maniera grossolana.

«La violazione delle regole sta diventando la regola», ha affermato il presidente russo. La logica dell’egoismo economico rallegra quegli istituti come l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) che non riescono a risolvere i loro problemi. Questo potrebbe portare il mondo economico e commerciale indietro all’età del baratto. Putin è sicuro che oggi non ci sia bisogno né di guerre commerciali e né di tregue temporanee, ma di un mondo che possa commerciare al meglio delle proprie risorse.

Da parte sua Macron si è detto sicuro che si può avere successo solo se si ha una forte collaborazione con l’Unione Europea e assume il ruolo di mediatore. Il presidente francese ha proposto al collega russo di sedersi al tavolo delle trattative e lavorare insieme. «Vorrei che la Russia restasse nel Consiglio d’Europa. Voglio che il nostro dialogo strategico per la soluzione di molti problemi, economici, sociali e di sicurezza, acquisisca una nuova direzione», ha detto Macron.

Il direttore del FMI Christine Lagarde continua a sostenere che esistono strumenti per porre fine alle dispute commerciali. A questo scopo, tutti i problemi vanno risolti nell’ambito dell’OMC. Sostiene che le accuse di Washington secondo cui Pechino commerci in maniera disonesta meritano un’inchiesta che le confermi o le confuti. «Se deve essere così, una piattaforma su cui bisogna discutere esiste ed è l’OMC, di cui fanno parte sia la Cina che gli USA», ha detto Lagarde. Durante la sessione plenaria del Forum è a lungo risuonato l’eco della sua dichiarazione che è necessario rivedere le sanzioni sia nei confronti dell’Iran che nei confronti della Russia.

Si spera che l’OMC possa far ritornare gli USA alle regole, pensiero condiviso dal premier giapponese. «Credo che sia necessario rivolgere un’attenzione globale al commercio, e agire secondo le regole dell’OMC. Ne parliamo all’interno del paese, e a questo invitiamo anche i nostri partner americani», ha detto Abe.

La Cina invece non teme le minacce, ma non vuole una guerra commerciale con gli USA. Stando alle parole del vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Wang Qishan, non ci sarebbero vincitori. «Dobbiamo assolutamente evitare una guerra commerciale perché non vincerebbe nessuno. Sarebbe come la Guerra dei cent’anni tra l’Inghilterra e la Francia, cento anni e solo una riga sui libri di storia», aggiungendo che la Cina nelle relazioni con gli altri paesi si è sempre attenuta al principio del reciproco vantaggio in quanto è una necessità di tutti i popoli del mondo ed è conforme agli interessi di tutti i paesi.

La scelta degli investitori

Il Forum non è solo una piattaforma di discussione in cui i partecipanti discutono il presente e il futuro dell’economia mondiale e, in particolare, dell’economia russa. L’ obbiettivo del Forum è quello di attirare investimenti in Russia. Generalmente chi interviene come principale lobbista è il presidente della Federazione Russa, tuttavia questa volta Putin si è incontrato con gli imprenditori francesi e giapponesi e con il consiglio internazionale di esperti del Russian Direct Investment Fund (RDIF). All’incontro sono stati invitati 14 partecipanti che gestiscono attività per 14 trilioni di dollari.

Ha contribuito a persuadere gli investitori anche il primo vicepresidente del governo russo Anton Siluanov che ha promesso agli investitori che per i prossimi 6 anni il sistema fiscale resterà invariato. «Non modificheremo le tasse. E domandate: cosa cambierà? Certamente ci sarà una messa appunto significativa in cui agiremo per ridurre quelle imposte che pesano negativamente sugli affari. Bisogna semplificare il sistema fiscale per le medie imprese, le piccole imprese e i liberi professionisti, che ancora oggi lavorano nel mercato grigio dell’economia. E noi proprio oggi creiamo un sistema tale da attirare la loro attenzione e vi diamo inizio», ha detto Siluanov.

Il presidente dell’Unione Russa degli Industriali e degli Imprenditori Alexander Šokhin ha riconosciuto l’efficacia dei sistemi di aiuto statali. Ha trovato una semplice spiegazione al perché i progetti industriali si realizzano con successo. «Il fondo di sviluppo dell’industria e il contratto speciale di investimento hanno fatto una buona impressione: sono valutati positivamente dagli affari e sono considerati come uno dei più efficaci strumenti di sostegno», ha segnalato Šokhin.

Il caso della compagnia coreana Hyundai Motor conferma la veridicità di questa conclusione. La fabbrica Hyundai Motor Manufacturing Rus a San Pietroburgo nel 2017 ha prodotto 233.500 automobili, il 12% in più rispetto al 2016. L’azienda produce tre delle cinque macchine più popolari in vendita sul mercato russo. Il capitale complessivo che Hyundai Motor ha investito in questo progetto ha superato il miliardo di dollari.

I risultati di SPIEF’18 sono prova del grande interesse degli investitori nei confronti della Russia. In tre giorni di lavoro del Forum sono stati chiusi in totale 550 contratti per 2,36 trilioni di rubli. Per molti progetti gli accordi sono stati raggiunti direttamente con i Soggetti federali della Russia. In particolare, Vnesheconombank (VEB) ha firmato un accordo con le regioni della Federazione Russa per più di 21 miliardi di rubli. «I progetti sono pianificati in vista della realizzazione all’interno di un nuovo modello di lavoro tra Vnesheconombank e le regioni. VEB sceglierà in ogni regione fino a tre manager tra i cui compiti rientra la ricerca dei progetti di investimento nella sua regione, e anche il sostegno ai promotori attraverso la formulazione di documenti bancari», commenta il vicepresidente di VEB Aleksej Ivančenko.

Tra i progetti di investimento per i quali si sono stretti degli accordi al Forum vi è la creazione di un cluster sanitario nella zona economica speciale di San Pietroburgo e di un’azienda farmaceutica all’avanguardia a Mosca. VEB finanzia anche la costruzione di una fabbrica per la produzione di membrane high tech nell’oblast di Vladimir, di un parco eolico nell’oblast di Uljanovsk e della produzione e distribuzione al dettaglio di energia proveniente da risorse rinnovabili sul fiume Kuban.

Tra gli avvenimenti principali legati alla fondazione Roscongress vi è stata la creazione del Centro di Sviluppo della Comunicazione Sociale. È intervenuta in qualità di partner strategico del progetto la fondazione di beneficenza «Arte, scienza e sport». Il centro patrocinerà progetti sui principali indirizzi dello sviluppo sociale: figli e famiglia, cultura, istruzione, anziani, ecologia, inclusione e nuove tecnologie. Il resoconto dei risultati intermedi e l’annuncio dei vincitori del concorso avranno luogo al Forum Economico Orientale, che si terrà dall’11 al 13 settembre a Vladivostok.

Soldi per soldi

Gli esperti valutano positivamente i risultati del Forum di quest’anno. Il vicedirettore del reparto analitico della Alpari Anna Kokoreva ha dichiarato che l’evento è stato tra i più significativi ed efficaci forum orientati verso il richiamo di capitali da investire in Russia. «Negli anni il totale dei capitali raccolti risultati dal Forum è variato da 12 miliardi a 18 miliardi di dollari, e nel 2013 ha stabilito un record assoluto con la chiusura di contratti per 320 miliardi di dollari di investimenti», ha ricordato Kokoreva.

Nonostante le sanzioni, la Russia rimane una delle più importanti economie del mondo e ha un grande potenziale. Kokoreva è convinta che in circostanze di concorrenza spietata le compagnie straniere lotteranno per entrare nel mercato russo o per espandersi lì. «Oggi investire nell’economia russa fa molta gola visto il basso costo del rublo e dei beni. La presenza di barriere all’entrata nel mercato è considerevolmente diminuita, ma così il potenziale è rimasto alto. Per l’investitore questo significa che persino attraverso piccoli investimenti riceve un buon profitto», ha sottolineato il vicedirettore.

Secondo Oleg Fillipov direttore del Dipartimento di Economia della facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Accademia RANEPA, il fatto che gli interessi economici abbiano iniziato a prevalere sulle ambizioni politiche riflette un continuo aumento della tensione nelle relazioni tra Europa e America sul problema della collaborazione con Mosca. Sostiene che questo conflitto di interessi crea premesse – se non per l’abolizione delle sanzioni – quantomeno per il miglioramento del sistema economico in Russia. Il giornalista di «Profil» presente al Forum ha notato che «l’impressione generale del Forum 2018 è positiva. La partecipazione al Forum di numerose delegazioni provenienti da USA, Giappone, Cina, Francia, del capo del FMI, di Macron e Abe e persino del filosofo e mistico indiano Vasudev, sono prova del fatto che il mondo ha capito che è necessario avviare un dialogo costruttivo». Filippov è convinto che SPIEF’18 ha contribuito a capovolgere la posizione delle compagnie occidentali nei confronti della Russia e, di conseguenza, ad aumentare gli investimenti nell’economia russa.

FONTE: profile.ru, 2 Giugno 2018 di Igor Naumov, Traduzione di Silvia Vitale