Dai “Leningrad” a Vysockij. Le dieci canzoni sul calcio del Mondiale 2018

“Kommersant” ha raccolto la playlist principale dell’estate 

In vista del campionato del mondo di calcio gli ascoltatori sono stati inondati da una moltitudine di canzoni dedicate all’evento. Sembra che in Russia non ci sia nessun cantante di varietà che non abbia cantato con un messaggio pieno di entusiasmo e la pretesa di rendere il proprio pezzo la colonna sonora del torneo. 

La FIFA ha nominato inno ufficiale della manifestazione la canzone del produttore discografico Diplo “Live It Up” incisa dal portoricano Nicky Jam, dall’americano Will Smith e dalla cantante kosovara Era Istrefi. Non è stata discussa per nulla la partecipazione di un artista russo nella registrazione.  

Esiste anche “Colors”, l’inno “sponsorizzato” inciso da Jason Derulo. Della sua promozione si è occupata la Coca-Cola, come anche della versione russa cantata da Basta. Neanche una di queste canzoni è diventata una hit alla radio e nemmeno tra i tifosi. “Kommersant” ha deciso che non può esistere un mondiale senza inno, ma questo ruolo deve essere ricoperto da una delle canzoni che sono già diventate “popolari”. 

Di fronte a voi dieci canzoni russe, alcune sono apparse ancora nel periodo staliniano, altre solo nei giorni scorsi. Ad accomunarle ci sono la loro totale riconoscibilità e l’appartenenza all’inconscio calcistico collettivo. 

“Leningrad” – “Ecstasy” (“Sei semplicemente mitico, Stanislav”) 

La canzone dello scorso anno della band “Leningrad” non ha nessuna relazione con il calcio, ma ha vissuto una seconda giovinezza dopo la partita tra Russia ed Egitto. Alla fine del match il commentatore del canale “Russia 1” Vladimir Stognienko l’ha mandata in onda in diretta, dedicandola a Stanislav Čerčesov (attuale commissario tecnico russo, ndt). La canzone non è solamente tornata alla memoria ma si è iniziato a cantarla in coro e su uno dei palazzi di San Pietroburgo è apparso un murales con il ritratto di Čerčesov e lo slogan “Sei semplicemente mitico, Stanislav”. Oggi i turisti si fotografano in questo luogo, esattamente come accade a “Kamčatka” (vano caldaia situato a San Pietroburgo dove Viktor Coj, leader del gruppo rock russo Kino, organizzava i propri concerti, ndt). 

 

“Chaif” – “Argentina-Jamaica 5:0” 

La canzone del gruppo “Chaif” “Argentina-Jamaica 5:0” è uscita nell’album “Shekogali” del 1999. Si tratta di un raro caso di hit russa in stile reggae. Si crede che per l’udito e il senso del ritmo dei nostri connazionali il reggae sia una materia estranea, ma “Argentina-Jamaica 5:0” è diventata la prima canzone popolare amata sul calcio dopo molti anni. Prima di allora l’unica melodia riconoscibile era una soltanto: “La marcia calcistica” di Matvej Blanter. 

Il leader del gruppo “Chaif” Vladimir Šakhrin ha scritto “Argentina-Jamaica 5:0” a Parigi durante il campionato del mondo del 1998. Nella canzone è descritta una situazione reale: i tifosi della Jamaica cantavano una canzone triste accanto alla torre Eiffel dopo la sconfitta con l’Argentina per 5 a 0.  

 

Maksim – “Lo sai che” 

La canzone di Marina Abrosimova che si esibisce con lo pseudonimo artistico Maksim è uscita nel suo album di debutto “Età difficile” (2006). Nessuno, inizialmente neppure la stessa cantante, sa dire con precisione in quale momento la canzone lirica della ragazza è diventata inno non ufficiale dei tifosi dello “Spartak” e successivamente ha iniziato a risuonare anche durante le partite di altre squadre. Su YouTube si può trovare una moltitudine di video cantati dai tifosi, ma non è chiaro quale di questi sia il primo. 

Secondo una delle versioni, la canzone è stata semplicemente accesa allo stadio dopo una delle partite della squadra ed è letteralmente cresciuta assieme a questa. Stando alle parole di Maksim, i tifosi biancorossi si recano ai suoi concerti in massa e, riconoscendola per strada, esclamano “Spartak campione!”. 

 

Feduk – “Semicalcio” 

Il rapper Fyodor Insarov, conosciuto come Feduk, è l’autore della canzone principale del primo film nazionale sui tifosi di calcio, il che gli ha permesso di far aumentare la propria popolarità nell’ambiente degli hooligans. Tutto ciò è accaduto molto tempo prima del boom con la canzone “Vino rosé” e della successiva esibizione a “Vechernij Urgant” (talk show seriale molto popolare condotto da Ivan Urgant, ndt).  

 

Matvej Blanter – “La marcia calcistica” 

La melodia che tradizionalmente risuona prima delle partite negli stadi russi e nei paesi post-sovietici compie quest’anno 80 anni. È risaputo che a chiedere la sua incisione al compositore Matvej Blanter fu il commentatore calcistico Vadim Sinjavskij, mentre i primi ascoltatori del pezzo furono Dmitrij Šostakovich e suo figlio. La durata della canzone è di un minuto. Alla fine degli anni Duemila la Società russa per i diritti d’autore pretese dalla Premier Liga russa lo 0,2% dei soldi raccolti ad ogni partita, durante la quale veniva accesa questa marcia. Tuttavia, il conflitto è stato risolto quando la nipote di Matvej Blanter annunciò che il nonno “l’aveva donata alla comunità calcistica”. 

 

Semyon Slepakov – “Olé olé olé” 

La canzone del comico Semyon Slepakov è apparsa sul suo canale YouTube l’undici giugno, poco prima dell’inizio del campionato di calcio. Al momento il video è stato visualizzato più di 10 milioni di volte. Il senso della canzone, brevemente, è che pure Ramzan Kadyrov (presidente della Repubblica cecena, famoso per i suoi metodi rigidi, ndt) nel ruolo di allenatore della nazionale russa non la farebbe giocare come si deve. Poco dopo il ministro per la politica nazionale, relazioni esterne, stampa e informazione Dzhambulat Umarov ha chiesto all’artista di scusarsi con il presidente della Repubblica cecena. Tuttavia, lo stesso Ramzan Kadyrov ha scritto nel proprio canale Telegram che la canzone gli era piaciuta e ha addirittura pubblicato la propria risposta in versi a Slepakov. 

Subito dopo la vittoria russa contro l’Egitto Semyon Slepakov ha inciso in duetto con Sergej Šnurov la canzone “Campioni”, dedicata alle imprese dei nostri calciatori, ovvero scusandosi praticamente con la squadra e Kadyrov. Ma anche qui non si è riusciti ad evitare un brutto scherzo. 

 

Vladimir Vysockij – “Portiere” 

La canzone è stata scritta da Vladimir Vysockij nel 1971 in occasione della partita di addio di Lev Yašin. Era un periodo nel quale Vysockij non veniva ancora mostrato in televisione e persino la canzone “Portiere” risuonava solamente ai concerti e nelle musicassette, nonostante le richieste dello stesso Yašin.

 

Lev Ošanin e Anatolij Novikov – “La canzoncina calcistica” 

“Compare la viva sensazione che anche tu, persona non più giovane, cammini assieme alla gioventù dell’epoca, lasciandoti indietro il peso degli anni. Come se anche tu avessi la capacità di correre i cento metri in un tempo record, di combattere intrepido sul ring, di segnare un gol magnifico in una porta di calcio. Con questa sensazione ho lavorato su “La canzoncina calcistica” …”.

Questo un frammento del racconto del compositore Anatolij Novikov su “La canzoncina calcistica” scritta nel 1947. Si ritiene che questa composizione riflettesse il grande interesse dei cittadini sovietici verso il calcio che divenne per loro uno sfogo dopo quattro anni di guerra. A proposito, nello stadio “Dinamo”, citato nel ritornello, negli anni della guerra vi era un campo di addestramento militare, mentre nel campo da calcio come mascheramento furono piantati abeti.

 

“Splin” – “Pallamano” 

La canzone del gruppo “Splin” “Pallamano” dall’album “Nuova gente” (2003) è chiaramente dedicata a questo gioco maggiormente popolare (in Russia, diversamente dalla situazione negli altri paesi europei, ndt). Il leader del gruppo Aleksandr Vasiliev ha raccontato in un’intervista: “La canzone “Pallamano” è stata scritta a nome dei tifosi che hanno bevuto e fumato talmente tanto che non capiscono più per quale sport fanno il tifo. Ne è uscita una canzone dura”.

È risaputo che prima del campionato del mondo di calcio del 2002 al signor Vasiliev era stato proposto di cambiare la parola “pallamano” con ”calcio”, affinché diventasse l’inno della nazionale russa. Tuttavia l’autore mantenne il tono ironico e lo stasus controculturale della canzone e non accettò la proposta.

 

Aleksandra Pachmutova e Nikolaj Dobronravov – “La squadra della nostra gioventù” 

La canzone “La squadra della nostra gioventù” è stata scritta nel 1979 per il film “La ballata sullo sport”, una sorta di prefazione cinematografica alle Olimpiadi del 1980. Il film è stato girato dal regista Yurij Ozerov, mentre il testo della pellicola è stato narrato da suo fratello, il celebre commentatore di calcio Nikolaj Ozerov. Nelle esecuzioni di Lev Lešhenko e soprattutto di Ljudmila Gruchenko la canzone ha “umanizzato” gli sportivi, dando loro la capacità di riflettere, superare non solo vittorie e sconfitte, ma anche l’inevitabile deperimento del talento, l’avvicinamento al “lavoro di allenatore”. A testimoniare il fatto che il calcio sia stato la fonte di ispirazione per l’autore vi è la frase “Arrivano le riserve ambiziose. Fà che giochino meglio di noi”.

Fonte: Kommersant, 30/06/2018. Traduzione di Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.