Malgrado l’Occidente, la guerra e la natura. Come venne creata la metropolitana di Mosca

La metro della capitale è la più bella del mondo e – a detta degli autori del libro “La Metropolitana di Mosca, un monumento architettonico sotterraneo” pubblicato dal Museo dell’architettura, dalla Metropolitana di Mosca e dalla casa editrice “Kučkovo pole” – non si tratta di vuote parole. Ria Novosti vi racconta gli episodi più interessanti legati alla sua costruzione.

Antipode all’Occidente

La metropolitana di Mosca ha aperto nel maggio 1935. La popolazione si tuffò in un mondo di bellezza e sfarzo: le stazioni, fatte di granito, marmo, gemme bronzee e naturali sbalordirono sia cittadini sovietici sia quelli stranieri.

E se le prime linee metropolitane in Europa vennero costruite ad imitazione delle linee ferroviarie, come infrastrutture di trasporto utilitarie, per la metropolitana di Mosca venne scelto uno schema fondamentalmente diverso.

In sostanza verso la metà degli anni 50 l’intera città venne duplicata sotto terra in un unico complesso stilisticamente integrale

“La metropolitana di Mosca venne costruita come chiaro antipode all’Occidente: una opera edilizia di trasporto artistica e ben ragionata che non aveva analoghi nel mondo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Lo stereotipo occidentale venne demolito per creare sul proprio territorio uno spazio altamente funzionale, realizzato tra le importanti difficoltà idrogeologiche di Mosca e con una veste di alta architettura e arte” scrivono gli autori del libro.

Tempio e palazzo

Nei giornali la metro viene definita come un “paradiso sotterraneo”. Per la realizzazione delle stazioni gli architetti sovietici usarono immagini classiche che ricordavano palazzi e templi. Questo, notano gli esperti, servì da chiaro richiamo al mitologico secolo d’oro il quale era chiamato a raccontare i successi della realtà sovietica” 

Ovviamente i primi passeggeri percepirono la metro come un miracolo. E’ importante dire come si trattasse di un miracolo fruibile quotidianamente e che non era solo un miracolo tecnico ma anche una architettonica espressione delle idee futuristiche sulla pianificazione urbana verticale.

Gli architetti che progettarono le prime stazioni considerarono che le persone in tempi precedenti quando visitavano le chiese si imbattessero in uno spazio di bellezza, di soggetti artistici e di immagini. Con il periodo sovietico tutto ciò era però diventato più difficile.

L’architettura artistica e fastosa della metropolitana era chiamata a fare le veci sia di un tempio che di un palazzo e doveva inotlre creare una immagine convincente del futuro che si stava costruendo.

Luminoso come il giorno

I progettisti delle prime stazioni capirono che le persone avrebbero passato molto tempo nella metro e quindi questa doveva essere non solo bella ma anche confortevole. Gli architetti riuscirono a minimizzare le sgradevoli sensazioni del trovarsi sotto terra senza finestre e senza una illuminazione naturale.

“Le spaziose, alte, riccamente arricchite sale d’ingresso e i sottopassaggi tra una stazione e l’altra ricordavano i palazzi con stucco, dorature e rilievi scultorei. Una grande attenzione la si diede all’illuminazione.”

Nella metropolitana di Mosca vi è molta luce se paragonata alle metropolitane di altre capitali europee

La luce è un fattore importante nella percezione psicologica di un ambiente architettonico ed offre ulteriori opportunità a soluzioni figurate.

 

Lotta al ridondante

Nel 1960 nel paese si aprì una “lotta al ridondante nell’architettura”. Questo si verificò anche nella metro: nelle stazioni furono eliminate alcune decorazioni e diversi locali funzionali: atri, antisale e a volte persino scale mobili.

“Il compito chiave dei progettisti divenne quello di semplificare massivamente l’architettura delle stazioni, una riduzione del prezzo del tradizionale, per Mosca, e già esistente schema di trivellazione sotterranea.

Fu data precedenza all’apertura di nuove linee della metro le quali offrivano ai passeggeri non dei tunnel bui ma una città in continuo cambiamento. “Un viaggio nella metro è in un certo qual modo molto più emozionante di una tipica escursione perchè durante la sua progettazione il fattore visuale-paesaggistico divenne un importante fattore”.

Laddove vi era una cosa  al primo sguardo considerata semplice come una vista sulla città, sorsero delle eccellenti stazioni. La migliore tra queste è Leninskye gory (Vorob’evy gory), concisa come costruzione e con una eminente forza interna, facilmente riconoscibile nel paesaggio cittadino – notano gli autori.

Un monumento non riconosciuto

Oggigiorno la metropolitana di Mosca non è un semplice fenomeno architettonico unico nel suo genere ma un patrimonio urbanistico mondiale.

Tuttavia nonostante tutta la sua fama mondiale, a livello giuridico la metropolitana della capitale non è riconosciuto quale patrimonio nazionale e quindi non è protetto a livello federale

Al momento sono dodici le stazioni a godere di uno status di protezione: Krasnye Vorota, Čistye Prudy, Kropotinskaja, Majakovskaja, Novokuzneckaja, Avtozavodskaja, Paveleckaja, Baumanskaja, Elektrozavodskaja, Semenovskaja, Partyzanskaja e Universitet. La maggior parte di queste è posta sotto protezione statale come monumenti storici legati alla Grande Guerra Patriottica.

Il primo treno della Metropolitana di Mosca durante un viaggio di collaudo

Altre 33 di alto livello, realizzate da importanti architetti del secolo scorso, dal 2007 sono diventati patrimonio culturale. Questo vuol dire che tali stazioni da più di otto anni si trovano in una situazione di limbo: fino ad oggi non si è deciso se includerli tra i “veri” monumenti o no mentre la legge prescrive di formalizzare lo stato finale in un anno.

La metropolitana di Mosca è a tutti gli effetti un museo sotterraneo accessibile a tutti

Si tratta di un monumento di una intera epoca e che riflette il difficile percorso vissuto dall’architettura russa nel XX secolo: dal costruttivismo e art déco fino al “fiammeggiante barocco” e al “neoclassicismo stalinista”.

 

Fonte: Ria.ru del 07/07/18 Autrice Anna Mihajlova Traduttore Antonino Santoro

Potrebbe interessarti

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com