11 curiosità sul volo della prima donna nello spazio

Il 16 giugno 1963 Valentina Tereškova volò nello spazio, divenendo così la prima donna cosmonauta del mondo. In questo articolo abbiamo raccolto e selezionato per voi i fatti più interessanti riguardanti questa missione e la sua preparazione.

La prima donna cosmonauta del mondo era una paracadutista

Dopo il primo volo di successo nel cosmo, ad opera di Juri Gagarin e German Titov, Sergej Korolev, capo del programma spaziale sovietico, decise di inviare nello spazio una donna. Fu una mossa politica: i sovietici volevano infatti essere i primi al mondo anche in questo campo.

La ricerca di una candidata iniziò alla fine del 1961. I requisiti erano i seguenti: paracadutista, età fino a 30 anni, altezza fino a 170 cm e peso fino a 70 kg. Venne data la preferenza alle paracadutiste perché la cosmonauta “dell’Est” avrebbe dovuto lanciarsi nel vuoto durante la discesa della navicella nell’atmosfera terrestre e infine atterrare con il paracadute. I termini per l’organizzazione della missione vennero definiti brevemente, nel giro di circa mezzo anno. Non si voleva sprecare infatti troppo tempo per la preparazione dell’atterraggio con il paracadute.

Così a partire da più di cinquanta candidature vennero selezionate cinque ragazze. Tra di loro c’era Valentina Tereškova. Tutte loro, tranne la pilota Valentina Ponomareva, erano paracadutiste. Valentina Tereškova praticava il paracadutismo dal 1959 presso l’aeroclub di Jaroslav: al momento della selezione aveva già effettuato in totale circa 90 lanci con il paracadute.

 

Tutte le ragazze selezionate per il lancio speravano prima o poi di volare nello spazio

Naturalmente ognuna delle cinque ragazze sognava di diventare colei che avrebbe volato nello spazio. Per creare un’atmosfera amichevole nel gruppo, Korolev promise loro che tutte prima o poi sarebbero partite.

Ma ciò, come ben sappiamo, non accadde, sebbene le altre ragazze avessero pianificato il loro viaggio nello spazio e si fossero preparate per diversi anni dopo il volo della Tereškova. Soltanto nell’ottobre 1969 fu organizzato un gruppo di cosmonaute donne. Quindi tra le cinque ragazze originarie, solo Valentina divenne una vera e propria cosmonauta.

 

Valentina Tereškova aveva due controfigure

Manifesto sovietico che celebra il volo della prima donna nello spazio

Era pratica comune che ogni cosmonauta avesse una controfigura. Nel caso del primo volo di una donna nello spazio, vista la complessità del corpo femminile, decisero di assicurare alla Tereškova ben due controfigure,. Le riserve erano Irina Solov’eva e Valentina Ponomareva.

Ma perché scelsero proprio la Tereškova? La motivazione di questa scelta non è mai stata chiarita, ma secondo la versione più attendibile si trattò di una mossa politica. La Tereškova veniva infatti da una famiglia di operai e suo padre era morto durante la guerra russo-finnica, quando lei aveva due anni.

Le altre ragazze, ad esempio la Ponomareva e la Solov’eva, venivano invece da famiglie di impiegati. Nikita Chruščëv, a cui spettava l’approvazione finale nella scelta della candidata, voleva ovviamente che la prima donna cosmonauta fosse una ragazza “del popolo”. Sotto questo punto di vista Valentina, nata in un villaggio, in una famiglia di trattoristi e operai di fabbriche tessili, era da considerarsi la candidata migliore. Nonostante ciò i medici che visitarono le ragazze erano inclini a dare la priorità ad altre candidate, ad esempio Irina Solov’eva, campionessa sportiva che aveva compiuto più di 700 lanci col paracadute.

Secondo un’altra versione Seregj Korolev aveva pianificato un altro volo femminile, con uscita nello spazio aperto, e proprio per questo viaggio avrebbe inviato Solov’eva e Ponomareva, ovvero le ragazze più resistenti secondo il parere dei medici.

 

Inizialmente si pensava di mandare nello spazio un equipaggio di due donne  

Secondo il piano iniziale nello spazio sarebbero volate contemporaneamente due ragazze, in due navicelle diverse, ma nella primavera del 1963 questa idea fu abbandonata.

Di conseguenza il 14 giugno del 1963 su Vostok-5, la prima navicella, fu imbarcato un astronauta uomo, Valerij Bykovskij. Ai giorni nostri il suo volo viene ancora considerato il più lungo viaggio cosmico compiuto in solitaria: Valerij passò infatti circa cinque giorni nello spazio. La sua missione fu quindi due giorni più lunga di quella di Valentina.

 

La famiglia di Valentina Tereškova venne a conoscenza della sua missione solo in seguito

Da sinistra: Valentina Tereskova, Valery Bykovsky, Yuri Gagarin, Nikita Chruscev.

Il volo sarebbe potuto finire in tragedia, per questo Valentina decise di tenere all’oscuro la sua famiglia. Prima della missione disse che stava andando a una riunione di paracadutisti. La famiglia venne quindi a conoscenza dell’accaduto soltanto in seguito, ascoltando la radio.

 

Nella programmazione automatica della navicella era presente un’inesattezza

Tereškova e Gagarin

Nella programmazione venne ammesso un errore, per cui la navicella Vostok-6 era orientata in modo tale che, invece di scendere, saliva nella sua orbita. Di conseguenza al posto di avvicinarsi alla Terra, Valentina Tereškova se ne allontanava.

Sergej Korolev venne informato del malfunzionamento e insieme a Juri Gagarin riuscì a trovare una soluzione sulla Terra. Per richiesta di Korolev nei dieci anni successivi nessuno dei testimoni poté parlare di quanto era accaduto e soltanto recentemente il fatto è diventato di dominio pubblico.

 

Valentina Tereškova volò in totale per 2 milioni di kilometri

Il lancio della navicella Vostok-6 avvenne nella mattina del 16 giugno 1963 e Tereškova tornò sulla Terra il 19 giugno. In totale il volo durò due giorni, 22 ore e 41 minuti. Durante questo periodo di tempo la cosmonauta compì 48 giri intorno alla terra, volando in totale per circa 1,97 milioni di kilometri.

 

Il volo non fu semplice. l’atterraggio terribile

Valentina durante la preparazione al volo

A quel tempo a Valentina non fu permesso di parlare delle difficoltà del suo volo e di cosa era andato storto. In realtà fu molto difficile per lei rimanere per tre giorni nel pesante scafandro. Ma resistette: non chiese mai di rientrare dal volo in anticipo.

Particolarmente delicato fu il momento dell’atterraggio. In basso sotto di lei si trovava un lago, che rappresentava il pericolo maggiore per il paracadute, che Valentina non poté aprire all’altezza di quattro kilometri. E nonostante i cosmonauti imparassero ad atterrare in acqua, Valentina non era sicura che le forze le sarebbero bastate per rimanere in superficie dopo quel volo logorante. Tuttavia alla fine fu fortunata: sorvolò infatti il lago.

 

I filmati della missione sono falsi

I filmati che ritraggono il momento dell’atterraggio della navicella sono falsi. Vennero registrati il giorno seguente il ritorno della Tereškova sulla Terra. Infatti quando la ragazza rientrò, si trovava in pessime condizioni e fu portata subito in ospedale. Ma si riprese velocemente e il giorno seguente si sentiva già meglio.

 

Valentina non è stata solo la prima donna cosmonauta della storia

È stata anche l’unica donna del nostro pianeta a compiere un volo in solitaria nello spazio. Tutte le successive donne cosmonaute e astronaute hanno volato nello spazio sempre insieme a un equipaggio.

 

Dopo il volo cosmico Valentina non smise di sognare

È possibile avere ancora dei sogni dopo il completamento di un simile volo cosmico e il raggiungimento della gloria universale? Pare di sì. Infatti Valentina Tereškova non smise mai di pensare alla possibilità di un nuovo volo. Il suo più grande desiderio era andare su Marte e per coronare questo sogno era perfino pronta a volare sul pianeta rosso senza avere la possibilità di tornare sulla Terra.

 

Vladimir Putin dona dei fiori a Valentina Tereškova nel giorno del suo compleanno, 6 marzo 2015

 

 

Avevamo parlato di lei in occasione dei suoi 80 anni.

Fonte: www.nat-geo.ru, 16/06/2013 – tradotto da Giulia Romanelli

Potrebbe interessarti

L’Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all’università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull’est Europa.

Giulia Romanelli

L'Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all'università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull'est Europa.