Lenin si fece fregare i pezzi

Recensione del libro “Scacchi sull’isola” di Ištvan Oros

La casa editrice di Mosca “Tre quadrati” ha pubblicato il libro di Ištvan Oros “Scacchi sull’isola. Racconto della partita che ha influenzato le sorti del mondo”, dedicato ad una delle partite di scacchi più famose sulla terra, alla quale partecipò il leader del proletariato mondiale. Aleksej Mokrousov si è inoltrato nel mondo di re e regine.

Ad inizio Novecento il mondo era pazzo per gli scacchi. Tutti erano appassionati di questo gioco, dallo scrittore Vladimir Nabokov che inventava problemi scacchistici, agli eroi letterari come Ostap Bender che pianificava di organizzare un torneo interplanetario sulle sponde del Volga e rinominare la città di Vasiuki in Nuova Mosca. I campioni del mondo Steinitz e Capablanca erano più popolari delle stelle di “Instagram” di oggi. Non restavano in disparte i politici: una delle più famose fotografie di inizio Novecento immortalava una scena sull’isola italiana di Capri.

Nella villa dove viveva l’autore classico del movimento proletario Maksim Gorkij, nell’aprile del 1908, dietro una scacchiera si incontrarono i filosofi-rivoluzionari Vladimir Lenin e Aleksandr Bogdanov. Un tempo compagni nel partito bolscevica, al momento della partita erano in cattivi rapporti: i dissidi riguardavano sia controversie teoretiche, sia la tattica del partito. Durante il duello il figliastro di Gorkij, il futuro regista e operatore cinematografico Yurij Željabužskij (più tardi, negli anni Venti, girò “La sigaraia del Mossel’prom”), fece alcuni scatti riuscendo ad immortalare non soltanto la tensione sportiva di quel momento. Allo stress psicologico la storia aggiunge una tensione politica: molti personaggi nella foto furono ritoccati per la successiva pubblicazione nella stampa, per esempio, il figlioccio di Maksim Gorkij, il fratello maggiore di Jakov Sverlov Zinovij Peškov (dopo la Seconda guerra mondiale generale dell’esercito francese e amico di De Gaulle) e il filosofo, economista e pubblicista Vladimir Bazarov, condannato all’inizio degli anni Trenta come menscevico.

Le storie di persone scomparse sono uno dei soggetti del libro di Ištvan Oros “Scacchi sull’isola. Racconto della partita che ha influenzato le sorti del mondo”. La forma di saggio ha permesso all’autore ungherese di toccare una moltitudine di temi. Durante l’analisi della partita a scacchi (sembrerebbe che si sia conservata la sua scrittura) si affrontano sia il tema del sostegno di Gorkij ai rivoluzionari-espropriatori (un tempo il laboratorio di Lev Krasin per la produzione di bombe si trovava nell’appartamento dello scrittore a Mosca, all’angolo tra le vie Vozdviženka e Mokhovaja), sia quello della falsificazione della fotografia (si ricorda il famoso album di David King “Il commissario scompare”). Ma si parla anche dei pedofili europei a Capri e del dipinto di Arnold Böcklin “L’isola dei morti”: pare che nell’appartamento di Lenin a Zurigo fosse appesa una litografia con la rappresentazione di questa tela famosa a cavallo tra i due secoli; l’originale decorò, in seguito, l’ufficio di lavoro di Hitler. In questo libro sono presenti molte supposizioni e ipotesi che permettono al lettore di spingersi oltre. Il che è appassionante e pazienza se altri passaggi sembrano mal mascherati dalla mistificazione.

L’autore è un famoso grafico e cartonista, le cui mostre si tengono in tutto il mondo. Uno dei suoi cartoni animati è dedicato proprio ad una partita tra Lenin e Bogdanov, il link a “YouTube” è indicato nel libro. Anche il montaggio è diventato oggetto di riflessione in “Scacchi sull’isola”. Si tratta di un punto forte di Oros che ha studiato, tra gli altri, con il celebre Ernő Rubik, creatore del cubo. Oros tratta il tema degli scacchi prevalentemente come artista e da questo nasce l’interesse per i dettagli drammatici chiari, fino ai fatti sospetti, dal punto di vista dello storico, intorno alle immagini di Trozkij a New York in un qualche melodramma (è una frottola!). Ma anche la stessa partita a scacchi, che l’autore analizza con numerose digressioni ed excursus su temi divertenti legati alla rivoluzione, alla fine si rivela immaginaria. In effetti è la scrittura di una partita giocata nel 1960 tra gli equipaggi della rompighiacci “Lenin” e della motonave “Desna”; nel libro è riprodotta una fotografia documentaria di Evgenij Chadlej del quale si parla come esperto delle inquadrature di scena.

Si è conservato poco delle scritture delle partite di Lenin. Fu sconfitto da Bogdanov e in seguito litigò con il vecchio compagno che l’aveva criticato per le sue idee sul saggio “Materialismo ed empiriocriticismo”. Tra l’altro Lenin giocava a scacchi discretamente, in gioventù ne era molto appassionato e sarebbe potuto diventare addirittura un professionista. In quel caso anche le sorti del paese sarebbero state probabilmente diverse.

Fonte: Kommersant, 08/08/2018. Recensione di Aleksej Mokrousov. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.