Le curiose abitudini degli scrittori russi

Molti scrittori rinomati non potevano fare a meno dei loro passatempi preferiti. Alcuni di questi non avevano nulla di strano, ma altri non possono fare a meno di destare quantomeno curiosità. Lev Tolstoj, ad esempio, era innamorato della sua bicicletta, nonostante avesse imparato ad andare in bici solo a 67 anni. Potete scoprire di seguito alcune bizzarrie di quattro dei più famosi autori russi.

Michail Lermontov e la pittura

Il disegno per Michail Lermontov era qualcosa di più di un semplice corso che rientrava nel suo piano di studi all’università. Akim Shangir, un parente del poeta, ricordando gli anni dell’infanzia, scrisse di come Lermontov fosse appassionato di arti visive fin da bambino: “Era dotato di un gran talento artistico: già allora dipingeva molto bene con gli acquerelli e creava intere figure con la cera”.

Michail Lermontov, “Pyatigorsk”, 1837-1838. Museo Statale della Letteratura, Mosca

 

Michail Lermontov, “L’attacco della cavalleria nobiliare presso Varsavia”, 1837. Museo Statale Lermontov, Riserva Tarchany, villaggio di Lermontovo, Oblast’ di Penza

Il primo maestro di pittura di Lermontov fu il pittore Aleksandr Sosnitskij: fu proprio lui a prepararlo per il Collegio Nobile dell’Università di Mosca, una scuola riservata a ragazzi maschi provenienti da famiglie aristocratiche. In seguito Lermontov poté usufruire delle lezioni di pittura del famoso artista russo Pietro Zabolotskij, il quale a sua volta dipinse due ritratti dello stesso poeta tra il 1837 e il 1840.

Lermontov era un artista completo. Disegnava paesaggi, ritratti, scene di guerra, illustrazioni per le proprie poesie, e addirittura caricature. Le sue opere migliori sono le pitture legate al Caucaso, realizzate in spirito romantico durante e immediatamente dopo il suo primo esilio. Siamo a conoscenza di 13 oli su tela e legno attribuiti a Lermontov, più di 40 opere di acquerello e più di 300 disegni e bozzetti.

Nikolaj Gogol’ e il cucito

Nikolaj Gogol’, una delle figure più misteriose nella cultura classica russa, era rinomato non solo per le sue strane abitudini e manie, ma anche per i suoi insoliti passatempi. Collezionava ad esempio edizioni di libri in miniatura, quelli che oggi conosciamo come libri tascabili. Talvolta spendeva una somma di denaro spropositata per un libro che dal punto di vista letterario non gli interessava per niente, solo per il fatto che era più piccolo del normale. Ecco perché, nonostante non avesse una particolare passione per le scienze esatte, arrivò a comprare un’enciclopedia di matematica solo per il suo formato da un sedicesimo di un’edizione normale.

Strumenti di cucito di Nikolaj Gogol’

Ma lo scrittore aveva anche un’altra singolare passione. Secondo il critico letterario e amico Pavel Annenskij, Gogol praticava con piacere il cucito. Con grande diligenza si cuciva fazzoletti di stoffa e risistemava i cappotti lui stesso. La sua abilità di maneggiare l’ago con molta probabilità si deve alle sue quattro sorelle: Anna, Marija, Ol’ga ed Elizaveta.

Gogol’ si interessava inoltre di cucina: amava offrire agli amici ravioli preparati da lui in casa, ma la sua ricetta sua preferita era il latte di capra, che pastorizzava seguendo un procedimento speciale aggiungendo del rum, battezzandolo “gogol mogol”. Attenzione però a non confonderlo con il gogol mogol di oggi, che è tutta un’altra cosa, ovvero un dessert.

Vladimir Nabokov e le farfalle

Il giovane Nabokov era molto curioso e interessato al mondo che lo circondava e adorava le farfalle. La passione per questi fragili insetti si tramutò poi in una vera e propria ricerca scientifica. Nabokov si rivelò un abile entomologo e addirittura fu il primo a scoprire e descrivere certe specie di farfalle nei suoi articoli scientifici.

Farfalle dalla collezione di Vladimir Nabokov

Le farfalle diventarono un tema ricorrente nei suoi scritti: secondo gli esperti se ne contano 570 menzioni nelle opere di Nabokov. Lo scrittore ha più volte detto che, se fosse rimasto in Russia, sarebbe probabilmente diventato un modesto collaboratore scientifico in qualche museo zoologico di provincia.

Nabokov studiava le farfalle ovunque andasse: prima a Pietroburgo, poi in Crimea, in Francia e in America. Di conseguenza, come residenza stabile scelse la Svizzera: quando gli veniva chiesto perché avesse deciso di stabilirsi proprio lì, lui rispondeva sempre che la ragione principale era data dalle farfalle. In quasi 70 anni di esilio Nabokov raccolse molte collezioni notevoli, ma a noi sono giunte solo quelle risalenti al suo periodo in America e Svizzera.

Lo scrittore amava anche la boxe. Da adolescente si allenava con un istruttore professionista, aveva un sacco da boxe e la brutta abitudine di picchiare i compagni di scuola. Nei poveri anni dell’esilio fu proprio la boxe a salvarlo dalla strada: in quei tempi Nabokov oltre a lezioni di tennis e ripetizioni di francese si manteneva anche tenendo corsi di pugilato. Inoltre la sua conoscenza in questo campo lo aiutò a descrivere alla perfezione una scena di lotta nel suo romanzo Gloria:

 “Darwin e Martin, stringendo i pugni, alzarono le braccia piegate a novanta gradi, tenendo la destra attaccata al fianco e la sinistra davanti al corpo, e cominciarono a saltellare con vivacità, come se stessero danzando. […] ma quando Darwin sferrò il suo pugno all’improvviso dritto contro la mascella di Martin, tutto cambiò: la paura era scomparsa e lasciò spazio al piacere, alla luce, mentre il frastornamento nella sua testa gli cantava di Sonja, la vera causa della rissa.”

Aleksandr Kuprin e l’aviazione

L’autore de Il braccialetto di granati e Il duello aveva un’abitudine strana per la quale al giorno d’oggi sarebbe considerato un personaggio alquanto eccentrico. Aleksandr Kuprin era un amante dell’aviazione, e trattandosi di un uomo molto intraprendente, spesso saliva in cielo con mongolfiere o piccoli aeroplani. Era anche il tipo da indossare la tuta da sub per fare immersioni.

Aleksandr Kuprin e Sergej Utočkin su una mongolfiera
Kuprin dopo essersi immerso fino a toccare il fondale marino con la moglie, Elizabeta Kuprina
Kuprin su una mongolfiera, 1911

La sua passione cominciò a svilupparsi nel 1909, dopo che era stato in visita in un aeroporto nei pressi di San Pietroburgo e aver assistito al decollo di uno dei primissimi aeroplani della storia. Nonostante l’esperienza non andò a finire bene (l’aereo precipitò, anche se per fortuna non ci furono vittime), essa instaurò in Kuprin la voglia di salire lui stesso nei cieli. Trascinò in questa sua idea anche l’amico e famoso lottatore Ivan Zaikin.

Nel 1910 realizzarono il loro sogno a Odessa a bordo del “Farman”, un noto velivolo dell’epoca di produzione francese. Il pilota e il suo passeggero sedevano in cabina, Zaikin davanti e Kuprin dietro. Il volo si concluse con un incidente e il loro sogno quasi costò la vita ai due appassionati. Kuprin raccolse poi le sue impressioni nel suo saggio Il mio volo, al quale seguirono molti racconti dedicati alla storia dell’aviazione e di piloti coraggiosi: Persone-uccelli, Il volo magico, Sogni, Sergej Utochkin.

Quando nel 1910 aprirono la scuola di aviazione di Gatchina, non lontano da Pietroburgo, Kuprin cominciò a visitare spesso il campo, e fece la conoscenza di aviatori come Prokof’ev e Konovalov. Kuprin spesso chiedeva di portarlo con sé nei loro voli, e in cambio lui li avrebbe resi protagonisti dei suoi racconti. Provava una forte ammirazione verso “le persone dei cieli”, e la sensazione di volare fu più volte descritta nei suoi racconti come “un’emozione meravigliosa, che definire fiabesca è dir poco”.

FONTE: culture.ru, n.d. – di Dar’ja Legkaja, Traduzione di Davide Canu

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Laureato in Comunicazione Interlinguistica Applicata presso l’Università degli Studi di Trieste dove ho studiato nello specifico inglese, russo e tedesco, ho una grande passione per la Russia data dalla sua ampia storia e varietà geografica. Ho avuto la fortuna di poter passare due mesi alla MGLU di Mosca, dove ho seguito alcuni corsi grazie ad una opportunità di scambio studentesco offerta dalla mia università.

Davide Canu

Laureato in Comunicazione Interlinguistica Applicata presso l'Università degli Studi di Trieste dove ho studiato nello specifico inglese, russo e tedesco, ho una grande passione per la Russia data dalla sua ampia storia e varietà geografica. Ho avuto la fortuna di poter passare due mesi alla MGLU di Mosca, dove ho seguito alcuni corsi grazie ad una opportunità di scambio studentesco offerta dalla mia università.