La moda degli stiljagi in Unione Sovietica

Alte acconciature, gonne vaporose e trucco luminoso: le ragazze stiljagi non si confondevano facilmente, specie tra la grigia folla del proletariato. Ma perché lo stile colorato degli stiljagi era tanto malvisto dalla società sovietica?

Per comprendere a fondo il tumulto sociale causato dalla moda degli anni ’60 bisogna immergersi nel mondo dei dandy sovietici. Come si vestiva, cosa ascoltava, cosa pensava la gioventù sovietica in tutto il suo splendore?

Chi erano gli stiljagi?

Gli stiljagi devono essere considerati, in un certo senso, come i rappresentanti di una subcultura. La gioventù in URSS dimostrava un forte interesse verso lo stile di vita americano, così diverso da quello sovietico. Lo stile degli stiljagi si formò infatti sotto l’influenza della cultura e della moda americana. Il principale modello di riferimento erano i film disponibili all’epoca. Anche la musica, che invece era difficilmente accessibile, influenzò i giovani in maniera particolare.

Il vestiario degli stiljagi inziò a formarsi con gli abiti di importazione, commerciati in contrabbando. Dopo e durante il periodo sovietico i giovani cucivano di nascosto vestiti colorati. Lo stile veniva copiato dalla moda americana degli anni ’50, ma con l’aggiunta di tocchi originali. I colori chiari potevano essere interpretati come desiderio di indipendenza rispetto alle condizioni e alle regole imposte dal sistema, di negligenza verso le norme della morale costituita. Si può dire che lo stile degli stiljagi aveva una certa somiglianza con lo stile rockabilly, che era di moda negli Stati Uniti alla metà degli anni ’50. Il rockabilly a sua volta si era formato sotto influenza della cultura musicale.

Perché nacque il movimento degli stiljagi?

Lo stile di vita sovietico si basava su una rigida semplicità. I “compagni” non potevano distinguersi dalla massa, perché in URSS tutti dovevano essere allo stesso livello e, soprattutto, uguali. La biancheria e i vestiti erano umili e monocromatici e spesso rammendati più volte. Lo scopo principale dei vestiti in URSS era garantire comodità durante il lavoro e nascondere le forme del corpo femminile.

Ovviamente ai giovani non andava giù questa totale limitazione del pensiero, dei modi di autoespressione e della sessualità. Perché il sesso, come si sa, in Unione Sovietica non esisteva (nel 1986, durante un programma televisivo in cui americani e sovietici si facevano domande a vicenda, una donna russa affermò “In URSS non esiste il sesso”. La simpatica affermazione fu seguita da una fragorosa risata del pubblico, che coprì il resto della frase della donna: “…in televisione”. L’equivoco suscitò un caso nazionale e tutti ne risero a lungo. N.d.t.).

Ma ciò non valeva per gli stiljagi. Loro infatti infrasero le regole a diversi livelli: registravano musica “proibita”, ballavano danze “licenziose”, parlavano in una lingua “straniera”. Per distinguere i capi di abbigliamento usavano termini adattati dalla lingua inglese, e guardavano con disprezzo i vestiti prodotti in URSS (che chiamavano sovposhiv, N.d.t.).

Le icone degli stiljagi erano musicisti famosi come i Beatles, Elvis Presley, Benny Goodman e i personaggi dei film. Qualsiasi ventata di novità proveniente dall’Ovest era per loro uno spiraglio salvifico di libertà.  Il contrasto tra l’abbigliamento e lo stile di vita sovietico e straniero era davvero scioccante.

Mosca, 1959, una modella di Christian Dior.

La società sovietica non poteva di certo rassegnarsi a questa ondata di protesta. Quindi, nonostante questa moda non avesse connotati politici, gli stiljagi vennero emarginati su tutti i fronti. Su di loro venne infatti esercitata una pressione sociale: “le brigate di polizia volontarie” organizzavano incursioni durante le loro feste e i media si opponevano con forza alla loro immagine.

Caricatura dal giornale Krokodil:
– Scusi signorina, che piattaforma è questa?
– Una francesina (piattaforma qui è intesa come tacco delle scarpe, N.d.t.)
– Ma guarda dove siamo finiti!

Le gonne alla moda degli stiljagi

Immagine dal film “Stiljagi”, 2008.

Le ragazze stiljagi preferivano gonne vaporose con sottogonna, soprattutto di lunghezza media. Nonostante queste gonne coprissero le gambe, erano molto provocanti, grazie ai colori vivaci e alle stampe. Per enfatizzare la femminilità utilizzavano calze e collant particolari. Le gonne avevano una forma ad A, che conferiva una maggiore agilità nel ballo. Inoltre era molto di moda la gonna a tubino, che stringeva le cosce.

I vestiti alla moda degli stiljagi

Immagine dal film “Stiljagi”, 2008.

Lo stile degli stiljagi attirava l’attenzione: le profonde scollature, gli abiti dalle gonne vaporose, le maglie aperte facevano scalpore, soprattutto perché gli abiti delle stiljagi sottolineavano chiaramente le forme e la vita sottile. Le stampe più usate per i vestiti erano quelle a pois e a strisce. Si usavano anche stoffe con stampe astratte o con motivi floreali.

I pantaloni alla moda degli stiljagi

Le ragazze stiljagi raramente indossavano pantaloni, erano infatti più in voga le gonne. Se sceglievano i pantaloni erano i modelli capri (a tre quarti, N.d.t.) con la riversa e la vita alta. Questo modello donava loro una silhouette seducente.

Accessori e scarpe degli stiljagi

Di solito le ragazze stiljagi sceglievano scarpe alte con i tacchi. Gli accessori comprendevano collane e braccialetti grandi e colorati, ampi orecchini, un mix di diversi accessori vistosi. Le ragazze stiljagi avevano un debole per i guanti e le fasce per capelli.

La moda degli stiliagi oggi

L’abbigliamento degli stiljagi oggi può essere d’ispirazione per una festa a tema o per un servizio fotografico. Tuttavia questo mix di elementi può anche essere combinato ad un guardaroba basico. Inoltre cambiando le stampe vivaci con quelle monocolor si possono ottenere diversi stili interessanti. Si possono infatti sottolineare le curve anche senza ricorrere ai colori sgargianti.  Imitando lo stile degli stiljagi, si possono utilizzare accessori alla moda, ad esempio grandi occhiali o calzini dai colori vivaci. Si può anche scegliere uno stile più alternativo e completare un look semplice con delle creeper (scarpe con suola di gomma molto alta, N.d.t.). Un outfit interessante è il completo da uomo con il farfallino. Inoltre i pantaloni con le riverse e i jeans a vita alta sono già tornati di moda da diverse stagioni, e presto torneranno anche le gonne midi. La vita alta sta bene con un crop-top monocromo. Riassumendo; si dovrebbero evitare gli eccessi, portando invece l’attenzione su un solo elemento del look.

Fonte: hochu.ua, 4 Luglio 2017 – di Anstasija Didenko, traduzione di Giulia Romanelli

L’Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all’università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull’est Europa.

Giulia Romanelli

L'Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all'università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull'est Europa.