The Greatest Ice Show in the World: l’eccellenza russa del ghiaccio in scena al Palavela di Torino

Saper mettere in scena grandi classici del teatro è sicuramente uno dei compiti più difficili per un regista: quando però a dover essere rappresentata è la Storia d’amore più famosa e conosciuta al mondo, il gioco si complica, e non poco. L’amore divenuto leggenda di William Shakespeare, di una Verona senza tempo e dei suoi sfortunati amanti Romeo e Giulietta, ha trovato nel ghiaccio il suo elemento, grazie all’imponente lavoro del regista e di altre 250 persone tra cantanti, ballerini, coreografi, tecnici e campioni mondiali dello sport.

Dopo la prima tappa europea, non a caso nella città di Verona, il “The Greatest Ice Show in The World” approda a Torino il 19 e 20 ottobre al Palazzo Vela. Per due giorni la pista di ghiaccio olimpionica si trasforma nella Verona del 1300 per accogliere la storia di Romeo e Giulietta. Il musical di Ilya Averbukh vede sapientemente dosati una moltitudine di elementi, curati fino all’ultimo dettaglio: dall’arte circense, alle performance di cantanti e ballerini, ma anche il notevole lavoro dei tecnici del “ghiaccio” scenico, che grazie a strumenti all’avanguardia ed effetti speciali mozzafiato, sono riusciti a creare un’atmosfera da fiaba davvero unica nel suo genere.

Tat’jana Tot’mjanina e Maxim Marinin, Romeo e Giulietta.

Aleksej Jagudin e Roman Kostomarov, Aleksej Tihonov e Maria Petrova, sono solo alcuni dei campioni e delle campionesse che hanno deciso di dedicarsi all’arte e allo spettacolo, dopo una brillante carriera sui pattini. Molti di loro infatti proprio al Palavela, in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006 hanno conquistato l’Oro olimpico nel pattinaggio di figura a coppie, come ad esempio Tat’jana Tot’mjanina e Maxim Marinin, Romeo e Giulietta nello spettacolo. Merito del regista di fama internazionale l’aver riunito insieme tutti questi talenti, per creare uno spettacolo di altissimo livello da tutti i punti di vista.

Durante tutto lo show i brani dei grandi della musica classica da Mozart, a Prokofiev, da Bach, a Mendelssohn hanno fatto da cornice invisibile a duelli spregiudicati, feste di palazzo e a romantici passi a due, creando atmosfere sempre diverse e mai scontate. Affianco a quelli dei grandi maestri della storia della musica sinfonica, si sono susseguiti brani originali di Roman Ignatiev, famoso compositore russo, che è riuscito ad emozionare, nonostante la distanza linguistica tra il pubblico e il cast, tutto russo. Durante lo spettacolo infatti, oltre ai cantanti russi, si sono esibiti anche cantanti italiani, Luca Foffano e Gianni Scribani, in un perfetto equilibrio linguistico che ha reso lo spettacolo ancora più interessante.

Duello tra Tebaldo e Mercuzio, Roman Kostomarov e Aleksej Jagudin

Le vicende delle famiglie Capuleti e Montecchi rimangono nell’immaginario comune come la storia di due amanti sfortunati che hanno dovuto pagare il loro amore a caro prezzo. Tuttavia, veramente in pochi sono riusciti a riproporre l’opera di Shakespeare “Romeo and Juliet” in modo nuovo, innovativo, senza lasciare allo spettatore la sensazione di un qualcosa di già visto. La storia di Romeo e Giulietta, la storia di un amore tragico come il loro, trova nel Musical di Averbukh una dimensione nuova, di fiaba, declinandosi attraverso nuove logiche di spettacolo, dove arte e performance di estrema difficoltà si incontrano per creare uno Ice Show davvero suggestivo, da standing ovation.

L’evento realizzato in collaborazione con l’associazione Conoscere Eurasia, è uno degli appuntamenti principali del “Russian Seasons”, progetto culturale internazionale del governo della Federazione Russa, che nel 2018 vede l’Italia teatro di più di 40 eventi tra arte, musica e spettacolo nelle grandi città. Purtroppo, quella di Torino è stata l’ultima tappa Europea dell’acclamato musical che dopo aver registrato “sold out” a Mosca e a Soči, continuerà il suo tour alla volta degli States. 

Ilya Averbukh e i protagonisti dello spettacolo

 

Potrebbe interessarti

Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all’Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l’ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.

Federico Lattante

Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all'Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l'ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.