Sette fatti su Igor’ Stravinskij

Il 17 Giugno 1882 nacque Igor’ Stravinskij, uno dei più importanti compositori russi e, probabilmente, uno dei più popolari. Dopo essersi trasferito da San Pietroburgo in Europa ancora nel 1910, era come se si fosse trasferito dalla Russia a lui contemporanea all’antica Russia, quella protoslava. Nelle ricerche di fonti antiche e dimenticate, si è giunti alla conclusione che i primi tempi della sua vita siano stati i più attivi da un punto di vista creativo.

1 – I primi suoni

La memoria del compositore risale, in primo luogo, ai suoni. Il primo ricordo di Stravinskij è sonoro. L’estate, la campagna. Un vecchio ed enorme contadino muto vestito con una camicia bianca, seduto su un tronco d’albero. Spaventoso. Schiocca la lingua rumorosamente. E canta. Il canto è composto da due sillabe, Stravinskij lo denomina “coccodè”. «Il coccodè era accompagnato da un accompagnamento sui generis: ficcava il palmo della mano destra sotto l’ascella sinistra e subito, molto velocemente, schioccava il braccio sinistro sul destro. Si ingegnava per trovare il modo di emettere in tal modo un’intera serie di suoni sospetti, anche se ritmici, che potevano quasi essere denominati “schiocchi con le labbra”», rievoca il compositore. Egli fu talmente colpito da questa “musica” che si impegnò per imitare il numero dell’uomo a casa e, evidentemente, non senza fortuna, poiché i suoi genitori sostenevano che questa azione fosse indecente e la vietarono.

2- La Pietroburgo di Stravinskij

Un altro importante ricordo di Stravinskij riguardo alla Russia è la sua città natale, San Pietroburgo. La Pietroburgo di Stravinskij costituisce la maggior parte dei suoni della sua infanzia. Si tratta del suono delle carrozze che corrono lungo le strade lastricate, lo scricchiolio delle ruote dei pattini, le grida dei cocchieri, lo schiocco della frusta, le grida dei mercanti (“Caffetano, caffetano”, schiamazzavano i tatari, “Non volete del gelato?” pronunciavano lentamente i russi), il rintocco delle campane ed i colpi a salve dei cannoni della fortezza dei Santi Pietro e Paolo. Anche l’odore: tutta la nazione, secondo il ricordo di Stravinskij, era impregnata dell’odore di tabacco.

3 – All’inizio del periodo artistico

Su insistenza dei genitori Stravinskij si iscrisse alla facoltà di legge dell’Università Imperiale di San Pietroburgo, tuttavia egli era scettico riguardo alla professione futura e, alla fine, decise di sottoporre le sue esperienze musicali al giudizio di Rimskij Korsakov. Pur sapendo che il maestro era incline ad una critica spietata, il giovane Stravinski per chissà quale ragione si aspettava l’esito migliore dall’incontro. Tuttavia la reazione di Rimskij Korsakov si rivelò indulgente e pacata. Essendo insegnante in conservatorio, consigliò a Stravinskij di non iscriversi lì, dichiarando che per lui non fosse adeguata “l’atmosfera di quella istituzione”. Tuttavia il giovane continuò a prendere lezioni di armonia e di contropunto e a lavorare “sotto la costante supervisione di qualcuno”.  Più tardi fu proprio Rimskij Korsakov a diventare suo precettore.

4 -Lo scandalo a Vienna

La musica di Igor’ Stravinskij cominciò a guadagnare fama grazie al balletto L’uccello di fuoco, scritto su ordine di Sergej Djagilev. Il secondo balletto del compositore, Petruška, venne messo in scena anche nella “Stagione russa” di Parigi. Nonostante le aspettative, fu accolto entusiasticamente dal pubblico. L’accoglienza riservata al balletto fu così sorprendente da farlo partire per una tournée a Vienna. L’orchestra viennese percepì con ostilità l’opera di Stravinskij. I musicisti non si presentavano alle prove, sostenevano che si trattasse di “musica sporca”, ostacolavano in ogni modo il lavoro. Una persona che lavorava dietro le quinte dissipò la perplessità del compositore quando gli disse che non si trattava del primo episodio del genere, infatti l’orchestra aveva reagito in quel modo anche con Tristano e Isotta di Wagner.

5 – La sagra della primavera

Ma lo scandalo di Vienna rappresentava solo un timido bisbiglio rispetto alle ripercussioni provocate dalla prima dell’opera più famosa di Stravinskij, il balletto La sagra della primavera. Sin dal primo minuto della rappresentazione, letteralmente, in sala si levò un trambusto. Gli spettatori, dopo aver visto La danza del cardellino, iniziarono a gridare, fischiare, battere i piedi. Non riuscendo a reggere la situazione, il compositore volò via dalla sala, sbattendo la porta. Dietro le quinte, verso cui era diretto, regnava la pazzia: Djagilev, sforzandosi di calmare il pubblico, ora accendeva, ora spegneva le luci, mentre il coreografo Vaclav Nežinskij, in piedi sulla sedia, contava il tempo ad alta voce. Stravinskij arrivò giusto in tempo per afferrare Nežinskij per la giacca, affinché non andasse precipitosamente sulla scena e non si gettasse sul pubblico. L’impressione provocata dalla rappresentazione teatrale fu così inaspettata che gli spettatori che avevano assistito alla prova generale (pittori, scrittori, artisti) accolsero lo spettacolo in modo adeguato, se messi a confronto con gli altri. Dopo la prima Stravinskij cadde gravemente malato, tuttavia non a causa di un esaurimento nervoso, ma a causa di tifo addominale. Dopo un anno la musica del balletto echeggiava nelle sale e veniva accolta in modo più che caloroso dal pubblico.

6- La povertà e il teatro ambulante

L’arrivo della fama, così scandalosa, non portò a benessere materiale. Con la guerra e le rivoluzioni la posizione della famiglia di Stravinskij (il quale aveva quattro figli) risultò gravosa. Fino all’Ottobre del 1917 di tanto in tanto arrivava loro del denaro dalla Russia, in seguito questa fonte di finanziamento venne tagliata. Stravinskij e i suoi amici si ingegnarono per trovare una via d’uscita dalla povertà: il teatro ambulante. Esso sarebbe dovuto esser composto da qualche attore e strumenti musicali. Le ricerche di un mecenate che fosse d’accordo nell’investire in questo progetto durarono molto. In risposta alla richiesta di finanziamenti, i suoi amici ricevettero non di rado risposte molto dure. Tuttavia persino nel pieno della guerra venne trovata una persona che avesse a cuore l’arte. Egli fornì i soldi e Stravinskij scrisse Historie du soldat, basata sulla fiaba sul soldato e il diavolo contenuta nella raccolta di Afanas’ev. Stravinskij trovò conveniente ambientare questo lavoro nell’Europa che stava vivendo la guerra.

7 -Il ritorno in Patria

Nell’Ottobre del 1962, dopo mezzo secolo di assenza, Igor’ Stravinskij tornò nella città natale, che prima che egli partisse si chiamava ancora Pietroburgo. Nella sala grande della Filarmonica di Leningrado ebbe luogo un concerto che diresse proprio il compositore ottantenne. Trascorse qualche giorno a Leningrado e a Mosca, tutto il tempo sotto stretta sorveglianza da parte dei servizi segreti, i quali staccarono persino i telefoni negli alberghi. Incontrò Kruščёv. E morì poco tempo dopo.

Poco prima di morire, quando venne a trovarlo per qualche tempo una parente la quale si offrì di traferirsi in Patria, Stravinskij, probabilmente il più popolare fra i compositori russi, rispose ironicamente: “Ogni bel gioco dura poco.”

Fonte: russian7.ru , 17.06.2013, di Grigorij Sablin (Григорий Саблин). Traduzione: Angela Zanoletti.

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Studentessa di Scienze Linguistiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la passione per la letteratura e per la musica mi ha fatto avvicinare alla Russia, col desiderio sempre maggiore di conoscere ogni aspetto di questa cultura, meno lontana da noi di quanto possiamo credere.

Angela Zanoletti

Studentessa di Scienze Linguistiche presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, la passione per la letteratura e per la musica mi ha fatto avvicinare alla Russia, col desiderio sempre maggiore di conoscere ogni aspetto di questa cultura, meno lontana da noi di quanto possiamo credere.