“Vkontakte” con lo Stato

Il social network ha svelato le normative di collaborazione con le autorità.

“Vkontakte” ha pubblicato le normative relative al trattamento dei dati personali. Secondo tali normative, le autorità potranno ottenere dal social network, anche senza una sentenza giudiziaria, il numero di telefono degli utenti, il loro indirizzo e-mail, il tempo di utilizzo indicato nella richiesta di contenuti e altri dati. Secondo gli analisti, tali rischi erano già stati appieno denunciati; è infatti difficile che si tratti di una novità per gli utenti.

 “Vkontakte” ha aperto uno specifico capitolo per regolare l’interazione con le autorità, nel momento in cui arrivino richieste per ottenere i dati personali degli utenti. Tali richieste sono autorizzate dal Roskomnadzor, dal Servizio federale contro il monopolio, dai tribunali, nonché dal ministero degli affari interni, dal FSB (Servizio di Sicurezza Federale), dal comitato investigativo della Federazione Russa, dalla procura distrettuale, e da altre Forze Pubbliche. L’ottenimento di informazioni sugli utenti può essere sollecitato in presenza di attività di investigazione nel corso di inchieste preliminari e nei processi giudiziari.

In riferimento all’articolo 23 della Costituzione della Federazione Russa, “Vkontakte” ha evidenziato che le conversazioni private degli users non possono essere divulgate ad alcun organo statale senza la sentenza di un tribunale. Tuttavia, pur non avendo una sentenza giudiziaria, le autorità possono ricevere da “Vkontakte” fino a 15 diversi tipi di dati personali. Come recita una delle norme del social network: ”senza una sentenza di un tribunale, le autorità ci possono richiedere la pagina privata degli utenti, il loro indirizzo e-mail, quando e con quale indirizzo IP abbiano cambiato password, la cronologia dei cambiamenti del nickname, il loro numero di telefono, il tempo di utilizzo indicato nella richiesta di contenuti, la cronologia delle pagine bloccate e degli accessi, la cronologia e l’elenco degli indirizzi IP entrati nella pagina”, ha comunicato “Vkontakte”. Inoltre, il social network sostiene di non essere autorizzato ad informare gli utenti sugli scopi delle autorità.

 

“Vkontakte” è il più grande social network in Europa. Secondo i dati di Mediascope, Vk.com ha ricoperto il quarto posto nella top-20 dei progetti internet, con un pubblico di 39, 7 milioni di utenti (età compresa tra i 12 e i 64 anni). Da agosto, “Vkontakte” sta preparando un portale informativo sul trattamento dei dati personali degli utenti. Nell’ultimo periodo l’azienda ha ricevuto un gran numero di domande su questo tema, ha spiegato il 31 agosto sulla propria pagina “Vk” l’amministratore delegato di “Vkontakte” Andrej Rogozov. “Vkontakte”, così come un altro social russo, “Odnoklassniki” (tradotto “Compagni di classe”, ndt), è gestito dalla società Mail.ru Group, il cui rappresentante non ha specificato se anche “Odnoklassniki” pubblicherà una procedura di trattamento dei dati personali degli utenti.

La linea direttiva pubblicata da “Vk” riguardo alla protezione dei dati personali non risulta nuova agli utenti: la legge “Jarovoj”, risalente al 2016, prevede la decodifica dei messaggi, ma è solamente con la nuova piattaforma sul sito che si avranno chiarimenti relativi al tipo di informazioni che possono trasmesse agli organi investigativi senza la sentenza di una corte giudiziaria, afferma Valerij Bezuglov, analista della società per investimenti “Freedom Finance”. Secondo quest’ultimo, “una parte di questi dati spesso vengono divulgati pubblicamente dagli stessi utenti sulle proprie pagine. È poco probabile che le spiegazioni pubblicate su “Vkontakte” non abbiano in futuro un impatto sulla fedeltà degli utenti al social in questione”. Nell’UE o negli USA, così come in Russia, le autorità possono rivolgersi ai social network, ai servizi e-mail o di messaggistica istantanea per ottenere i dati personali degli utenti, alcuni dei quali possono essere concessi dagli operatori senza la sentenza di un giudice. Tuttavia, in mancanza di una sanzione giudiziaria, gli operatori possono anche rifiutare l’accesso alle comunicazioni, spiega la partner di NAFCO Consultants, Irina Mostovaja, la quale ha sottolineato che tali situazioni si sono presentate anche con Facebook, in particolare nel caso del presunto coinvolgimento della Russia nelle elezioni presidenziali americane.

 

Per Artëm Kozljuk, direttore di “Roskomsvoboda”, il fatto che “Vkontakte” abbia stabilito una divisione specifica per il trattamento dei dati personali degli utenti è “un passo positivo”. Di fatto l’azienda ha descritto il processo di trattamento delle richieste, il quale era già stato sollecitato già due mesi fa da “Roskomsvoboda”. Allo stesso tempo, aggiunge, rimangono delle domande da porre al social network, tra cui, nello specifico, la seguente: al momento della divulgazione di un elenco dei dati degli utenti attivisti politici, su quali basi “Vkontakte” divulga per e-mail una quantità enorme di dati senza la documentazione giudiziaria?

Inoltre, l’esperto sottolinea che il social non ha ancora rilasciato i dati statistici relativi all’entità dei dati trattati che hanno avuto origine da tribunali, dal FSB, da Roskomnadzor, e relativi alle richieste soddisfatte. Il social network sta preparando la pubblicazione delle statistiche, ha assicurato un rappresentante di “Vk” a Kommersant: “Al momento stiamo raccogliendo le informazioni; è un processo manuale, quindi l’organizzazione di tutte le richieste e la preparazione dei dati ai fini della pubblicazione richiede molto tempo”.

FONTE: Kommersant.ru, 08/10/2018 – di Vladislav Novyj, Traduzione di Laura Jurinich

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Sono a nata a Venezia nel 1995. Dopo la maturità classica, mi sono laureata in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio all’Università Ca’ Foscari di Venezia e poi in traduzione specializzata alla University College London. Attualmente risiedo a Venezia e lavoro come traduttrice freelance in ambito turistico, editoriale, scientifico e burocratico.

Laura Jurinich

Sono a nata a Venezia nel 1995. Dopo la maturità classica, mi sono laureata in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio all’Università Ca’ Foscari di Venezia e poi in traduzione specializzata alla University College London. Attualmente risiedo a Venezia e lavoro come traduttrice freelance in ambito turistico, editoriale, scientifico e burocratico.