“Noi non compriamo nessuno”: ecco il motivo per cui gli Americani vanno in Crimea

Due organizzazioni sociali americane vogliono recarsi  contemporaneamente in Crimea, per una visita conoscitiva nell’ambito della “diplomazia popolare”. Secondo il parlamentare della Crimea, Jurij Gempel’,  a volersi recare nella suddetta penisola, sono i membri del Centro di Iniziative Civili e l’Organizzazione Studentesca Americana.

Le autorità della Crimea hanno ricevuto una lettera dai rappresentanti di due organizzazioni sociali americane. Il capo del comitato del parlamento di Crimea per le relazioni internazionali, Jurij Gempel’, afferma che vogliono visitare la penisola in via conoscitiva.

“Il Centro per le Iniziative Civili e l’Organizzazione Studentesca Americana si sono rivolti a noi per discutere di un loro possibile arrivo nel 2019”- ha comunicato in una conversazione con RIA Novosti il parlamentare.

Ha sottolineato che verrà composto presumibilmente un gruppo di delegati e che i cittadini americani arriveranno in Crimea in linea con “la diplomazia popolare”. Gli americani vogliono familiarizzare con la vita e le attività in Crimea, e persino “porre le fondamenta per delle relazioni amichevoli e di partnerariato”, ha aggiunto Gempel’, le cui parole vengono trasmesse dal Servizio Nazionale di Informazioni.

All’inizio di settembre una delegazione americana del Centro di Iniziative Civili si era già recata in Crimea in visita. Facevano parte del primo gruppo quattro persone. Nel corso della visita, gli attivisti civili americani hanno visitato il Centro di Riabilitazione Infantile con Disabilità di Simferopol e hanno incontrato i rappresentati del parlamento della Repubblica di Crimea. In più, gli Americani sono scesi nella capitale della Crimea nel Boulevard dell’Amicizia. La visita degli Americani si è conclusa il 9 settembre, dopo essere durata una settimana.

L’agenzia Federale per le Notizie riferisce che Gempel’ ha inoltre fatto notare, che le informazioni sulla sponsorizzazione delle visite sono una calunnia. “La stampa occidentale cerca di inculcare nei propri lettori che la Russia abbia comprato tali persone; e che abbia messo su una farsa ed abbia organizzato loro una vacanza. Si tratta di una vera e propria menzogna. Noi non abbiamo comprato nessuno.”

I rappresentanti di GCI hanno comunicato che lo scorso referendum universale, svoltosi nel 2014, era perfettamente legale. La rappresentante del suddetto centro, Silvia Demarest, ha affermato che descriverà assolutamente ai propri concittadini della situazione attuale in Crimea. Ha inoltre sottolineato, dopo aver a lungo analizzato la situazione, che la decisione di riunificarsi con la Russia è stata l’espressione della volontà del popolo della crimea.

“Non credo che la situazione prima o poi cambierà e la Crimea diventerà ucraina” Ha sottolineato l’attivista americana.

Il Centro per le Iniziative Civili è nato in America ancora nel 1983, quando i borghesi americani hanno cercato di metter fine, con le proprie forze, alla guerra fredda tra gli USA e l’URSS, nella speranza di instaurare delle relazioni costruttive con il governo di Mosca. Il GCI lanciò, quindi, una serie di programmi di formazione per giovani imprenditori russi tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Secondo i dati dell’organizzazione, a tale iniziativa, presero parte circa 6,5 mila imprenditori russi.

Dopo quasi 30 anni il finanziamento a questa campagna è stato interrotto, e la sua attività si è praticamente fermata. Tuttavia, a seguito del deterioramento delle relazioni russo-americane, il GCI ha deciso che è necessario un tentativo di stabilire un dialogo tra Mosca e Washington, ma anche tra Russi ed Americani.

“Tra i cittadini delle nostre due nazioni non scorre cattivo sangue” viene affermato sul sito dell’organizzazione. “Tutto quello che dobbiamo cercare di fare è superare la sfiducia e le paure, dopo aver ripristinato delle miti relazioni al fine di assicurare l’incolumità dei nostri Stati.”

La Crimea viene regolarmente visitata anche da cittadini stranieri di tutto il mondo. Il 30 di settembre è arrivata una delegazione di leader della società civile, di imprenditori e di scienziati dalla Norvegia. Il gruppo di norvegesi è atterrato all’aeroporto internazionale recentemente costruito a Simferopol’, meravigliandosi subito del nuovo terminal.

“La delegazione ha mostrato un vivido interesse nella vita in Crimea. Si sono dimostrato positivi. Si sono dimostrati sorpresi alla vista dell’aeroporto, e ai tempi di sviluppo della Crimea” ha fatto notare allora Jurij Gempel’. La delegazione norvegese in Crimea al momento della visita dei giardini è rimasta colpita dal gusto delle mele locali e dal loro modo di conservazione grazia ad una tecnologia olandese.

“Hanno camminato per il giardino e hanno raccolto qualche mela. Le mele di Crimea sono piaciute particolarmente in quanto in Norvegia non ne hanno di simili” Ha evidenziato il vice-presidente del comitato, il quale ha accompagnato il gruppo.

A ottobre 2016 i deputati dall’Italia, arrivati in visita in Crimea, hanno invitato Roma e l’UE a considerare la Crimea come territorio russo. “Noi appoggiamo a pieni titolo il referendum svoltosi in Crimea. L’UE deve prendere come dato di fatto i risultati del nuovo referendum” ha comunicato la rappresentante ufficiale del sindaco di Padova, Marina Buffoni.

Inoltre, durante la visita, la rappresentante ha stipulato un accordo relativo al gemellaggio con la città di Simferopol’. Secondo il deputato della Regione Veneto, Stefano Baldegamberi, il danno causato dalle sanzioni reciproche è pari a circa 4 miliardi di euro per l’Italia. Non si parla solo delle dirette conseguenze, ma anche della diminuzione drastica dello scambio di merci tra Italia e Russia.

“A causa dell’embargo imposto dall’UE, il prezzo dei prodotti di produzione italiana è diminuito drasticamente.” Ha affermato il deputato, dopo aver comunicato che le sanzioni come metodo di ricatto risalgono al XVIII secolo, non al XXI.

La repubblica di Crimea e Sebastopoli sono entrate a far parte dei soggetti della Federazione Russa nella primavera del 2014 tramite referendum, durante il quale la stragrande maggioranza degli abitanti della penisola ha votato per l’annessione alla Federazione. Kiev non ha riconosciuto i risultati del plebiscito, e continua a considerare la Crime come un proprio territorio momentaneamente occupato. Mosca ha più volte comunicato che il referendum è stato svolto rispettando appieno le norme di diritto internazionale, e che la questione sull’appartenenza territoriale della Crimea è storicamente chiusa.

FONTE: gazeta.ru , 21/10/2018 – Traduzione di Laura Jurinich

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Sono a nata a Venezia nel 1995. Dopo la maturità classica, mi sono laureata in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio all’Università Ca’ Foscari di Venezia e poi in traduzione specializzata alla University College London. Attualmente risiedo a Venezia e lavoro come traduttrice freelance in ambito turistico, editoriale, scientifico e burocratico.

Laura Jurinich

Sono a nata a Venezia nel 1995. Dopo la maturità classica, mi sono laureata in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio all’Università Ca’ Foscari di Venezia e poi in traduzione specializzata alla University College London. Attualmente risiedo a Venezia e lavoro come traduttrice freelance in ambito turistico, editoriale, scientifico e burocratico.