La Russia a Hollywood

La Russia a Hollywood: i film russi trasmessi in occasione del più grande evento del mercato cinematografico

All’American Film Market di Los Angeles ben 44 progetti hanno rappresentato l’industria cinematografica russa.

A Los Angeles, come ogni anno, si è tenuto l’American Film Market (AFM), un evento cinematografico internazionale. Come tradizione, vi partecipano molte case di produzione cinematografica provenienti da Paesi di tutto il mondo. Tra i partecipanti vi è anche la Russia che quest’anno ha presentato 44 progetti.

I russi hanno avuto un grande consenso nei film di genere. In particolare, hanno attirato l’attenzione dei distributori internazionali l’horror di Stanislav Podgaevskij prodotto da Aleksandr Rodnjanskij Jaga. Košmar tëmnogo lesa (Jaga. L’incubo del bosco oscuro, N.d.T.), il franchise del regista Egor Baranov Gogol’ e anche il suo Avanpost.

A differenza degli altri festival del mercato cinematografico, qui non è ammesso un confronto tra attori e spettatori, ma i registi e i produttori russi hanno deciso di andare contro questa tradizione. Così Nadežda Michalkova, che ha debuttato come regista dell’horror Proigrannoe mesto (Posto perduto, N.d.T.) ha presentato di persona il suo progetto, e anche Nikita Argunov, Sarik Andreasjan, Gamlet Dul’jan e molti altri registi hanno deciso di fare come lei. Comunque, il principale elemento di successo non sono state le star, bensì i temi d’attualità e la grande qualità della loro messa in scena.

Tradizionalmente i cineasti russi sono famosi per la riproduzione di temi legati alla Seconda Guerra Mondiale. A Los Angeles sono stati proiettati inizialmente alcuni film di guerra come T-34 di Aleksej Sidorov (la cui prima in Russia è prevista per la fine di dicembre di quest’anno), Spasti Leningrad (Salvare Leningrado, N.d.T.) di Aleksej Kozlov (la cui prima in Russia sarà il 31 gennaio 2019) e Sobibor, film già di successo in Russia. L’esordio di Konstantin Chabenskij come regista sta conquistando il pubblico internazionale; una delle sue mosse vincenti è stata la collaborazione con colleghi stranieri.

Il mercato cinematografico di Los Angeles è diventato un’ulteriore conferma del fatto che gran parte della cinematografia russa ha preso la strada della collaborazione. Nel caso della Russia, una crescita di progetti condivisi con altri Paesi aumenta le possibilità dei cineasti di poter ottenere riconoscimenti importanti. Com’è ben noto, oltre a Sobibor, altri due film in lingua russa sono in corsa per l’Oscar del 2019: Spitak di Aleksandr Kotta presentato dall’Armenia e Ayka di Sergej Dvorcevoj dal Kazakistan. In base al regolamento dell’Accademia americana del cinema ogni Paese può presentare solo un film. In realtà in Russia ci sono più di un candidato, e sono tutti film che sono stati presentati all’AFM.

Il tema della collaborazione tra vari Stati è emerso anche nelle iniziative speciali dell’AFM. Per esempio, alla conferenza “Production without borders”, il direttore generale di Roskino, Ekaterina Mcituridze, si è pronunciata per promuovere il più possibile questa tendenza.

— All’AFM abbiamo condotto decine di incontri e abbiamo ottenuto molte proposte interessanti di coproduzione — ha raccontato Ekaterina Mcituridze a Izvestia. — Adesso l’obiettivo per i nostri produttori e per le loro capacità è stabilire dei rapporti. Per esempio, ai nostri colleghi francesi ci sono voluti 10 anni per far aumentare la coproduzione nell’industria cinematografica nazionale dal 5 al 70%. Per quelli rumeni è stato ancora più difficile, ne sono serviti ben 15 di anni, ma oggi sono i leader mondiali per quanto riguarda la quantità dei progetti condivisi. Siamo certi del fatto che in Russia, grazie al grande sostegno dello Stato, questo processo sarà molto più rapido.

Nei giorni dello svolgimento dell’AFM, Roskino ha comunicato alla Commissione cinematografica di Mosca 130 richieste di collaborazione da produttori cinematografici e televisivi internazionali.

— Già nei prossimi anni gli spettatori di tutto il mondo potranno finalmente vedere sul grande schermo la vera e bellissima Mosca, e non solo Parigi o Praga. Il nostro motto “riprendiamo Mosca a Mosca” sarà la chiave per un ulteriore sviluppo della cooperazione tra cineasti russi e stranieri, — ha evidenziato il capo di Roskino». — Più film dalla Russia, sulla Russia e creati insieme alla Russia ci saranno, e meno barriere tra noi e il resto del mondo rimarranno.

La Commissione di Mosca faciliterà la coordinazione delle riprese e consulterà i produttori di contenuti. In questo modo già nei prossimi anni gli spettatori americani potranno vedere la Russia non solo nel cinema russo ma anche in quello statunitense.

FONTE: www.iz.ru , 13/11/2018 – di Elena Palmer, Traduzione di Virginia Bianchi

Virginia Bianchi

Sono nata a Firenze, classe 1996. Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica ottenuta nella mia città, mi sono trasferita a Milano per completare il mio percorso di studi e specializzarmi nella traduzione in inglese e russo. Sono molto curiosa e sempre pronta per partire per un nuovo viaggio alla scoperta di culture, lingue e cucine diverse.