La sensazione della neve

Nota di redazione: l’articolo è stato interamente tradotto dagli studenti di lingua italiana dell’università Higher School of Economics di Mosca: Ksenija Khristosova, Artem Kopeckij, Evgenij Lapin, Tat’jana Popkova, Elena Savinova, Anna Simonjan, Marija Terekhina, Mikhail Voronov. Tale materiale rappresenta il frutto di un lavoro di gruppo svoltosi durante il corso di traduzione tenuto dalla docente Francesca Loche.

Aleksej Vasilev dice spessо di essere uno scrittore che scrive un libro sulla Jacuzia, peró al posto delle parole preferisce usare le foto.
Su di me

Jakutsk è una città piccola, ci abitano solo quattrocentomila persone, peró è la città principale della Jacuzia. Qui sono nato io 32 anni fa.

Mi sono laureato alla facoltà di filologia dell’università statale di Jakutsk e avrei potuto lavorare come insegnante di lingua e letteratura russa. Ma non volevo andare a lavorare a scuola. Mi piaceva insegnare ai bambini, ma il lavoro ripetitivo con documenti, rapporti e preparazioni non l’avrei sopportato.

Ma non potevo neanche sfuggire ai bambini e adesso lavoro nel giornale per l’infanzia della nostra repubblica che si chiama “La gioventù del Nord” (Junost’ Severa, NdT).

Perché sono diventato un fotografo

In realtà avevo dei problemi con l’alcol. Mi piaceva due volte alla settimana, e a volte più spesso, ubriacarmi con della birra da due soldi in compagnia degli amici e lamentarmi della vita molto noiosa nella nostra regione fredda, di non avere prospettive e della necessità di partire per la Cina o Mosca.

Ritornavo a casa molto tardi, e la mattina mi svegliavo con fatica, promettendomi che non avrei più bevuto. E promettevo senza risultato.  Ho riempito di promesse me stesso, la mia famiglia e i miei amici per circa 3 anni.

Oksana lava i piatti nella mensa. Jakutsk. 2017.

 

Una donna in Piazza di Ordžonikidze. Jakutsk. 2018.

Dopo ho finalmente smesso. E, sorprendentemente, ho scoperto un nuovo hobby: la fotografia. Ho iniziato a interessarmi di fotografia e caricare le mie foto su Instagram quasi ogni giorno. Pubblicavo tutto quello che avevo fotografato. Questo mi aiutava molto a distrarmi — avevo una paura tremenda di iniziare a bere di nuovo.

Quando sono migliorato nella fotografia ho iniziato a pensare di occuparmi di fotografie di nozze. Qui a Jakutsk quasi tutti i fotografi lavorano per i matrimoni, e alcuni ci guadagnano abbastanza – al mese più di quanto guadagno io in quattro mesi nella mia redazione. Però alla fine non sono diventato un fotografo di nozze. Per fortuna.

Sulla Jacuzia

La Jacuzia è una regione speciale. Il clima è molto severo, la temperatura in inverno scende fino a cinquanta-sessanta gradi sotto zero e questi geli durano per due-tre mesi. Per noi meno 30 è già caldo: la gente passeggia e gioca sulla neve.

Uno studente posa nella mensa di scuola. Jakutsk. 2017.

 

Una macelleria in un quartiere residenziale. Jakutsk.

Quando i geli sono più rigidi e la nebbia fitta scende sulla città, tutti stanno sempre a casa e vanno solo al cinema o a teatro. Per questo le strade di Jakutsk sembrano abbandonate e ricordano Silent-Hill. Ma anche in queste condizioni la vita culturale in inverno è abbastanza intensa. Ci sono i concerti di star locali, le prime di film jacuti (ne escono 5-7 all’anno). In generale, lo spettatore jacuto è molto grato: i concerti delle star locali sono più popolari di quelli degli artisti arrivati da fuori. Il cinema jacuto, fenomeno del quale scrivono periodicamente nei giornali famosi, è più apprezzato dei blockbuster hollywoodiani nelle nostre sale.

Julia, studentessa del collegio repubblicano per studenti non udenti, si prepara per il ballo di fine anno.

 

Evgenij nella mensa di scuola. Jakutsk. 2017.

Anche se l’inverno jacuto è diventato il brand della regione, la stagione più amata è l’estate. In particolare la seconda parte di giugno quando si festeggia l’arrivo dell’estate che si chiama Ysyakh. Ysyakh è il capodanno jacuto tradizionale, ma al posto dello spumante c’è il kumys (latte di cavallo alcolico, NdT) e al posto dell’albero di Natale c’è un sacro palo jacuto, che si chiama “Serge”, intorno al quale si fa un girotondo detto “Osuohaj”. Negli anni sovietici  questa festa era stata proibita, ma ora la si festeggia attivamente in tutta la repubblica.

Sulla fotografia

Non ho fatto corsi di fotografia, e anche la mia conoscenza generale dell’arte non era sistematica. Per questo ho riniziato a esplorare l’arte proprio dalla fotografia. Ho studiato osservando le fotografie dei classici dei generi diversi: il reportage di Henri Cartier-Bresson, il fashion di Helmut Newton, lo street di Sole Leiter… Insomma, i miei primi insegnanti sono stati molti.  

Alla fermata dell’autobus. Jakutsk.

 

Nella biblioteca. Jakutsk.

Volevo fotografare la vita vera intorno a me — così com’è in realtà, senza fronzoli. La fotocamera mi ha permesso di vedere tutti i dettagli di questo mondo che cambia tanto velocemente, nel quale vivo. Mi ha permesso di trovare la sua bellezza speciale.

Ai soggetti delle mie fotografie sembra strano che io fotografi proprio loro – le persone ordinarie, anonime piuttosto che le ragazze belle (nonostante faccia fotografie anche a loro). Di solito in queste situazione dico che sono uno scrittore e scrivo un libro sulla Jaсuzia e sulla gente ma al posto delle parole preferisco usare le fotografie. Questa spiegazione sembra sempre abbastanza esauriente. È evidente, gli scrittori si apprezzano più dei fotografi.

La vista sull’impianto di cogenerazione di Jakutsk – la più grande sorgente di calore della città.

 

Uruj Ajal, il blogger famoso di Jakutsk che ha girato una parodia del clip ‘GQ’ di Timati dal titolo ‘Il mio hoton (la stanza del bestiame in jakuto, NdT) è sempre fresco’.

Mi piace considerare il mio lavoro importante. Se non adesso, tra 100 anni la gente guarderà con interesse chi erano i suoi antenati e come vivevano. Per questo in qualche senso provo a lavorare per i nostri posteri. Beh, e anche per me, ovviamente.

Ajtalina nel bar del villaggio di Verkhnevilyujsk.

 

Allievi di una scuola rurale a ricreazione nell’auditorium della scuola. Distretto Churapchinskij.

 

Un campo sportivo a Jakutsk.

 

Erik, studente di una scuola rurale, posa in abiti nazionali nella mensa. Villaggio di Harbalakh, regione Tattinskij.

 

Le donne si preparano per il rituale della benedizione durante il festival Ysyakh. Nei piatti hanno dello sterco di mucca per spaventare gli spiriti maligni e le zanzare. Regione Tomponskij.

 

I giovani artisti del gruppo del villaggio Handyga della regione Tomponskij aspettano di esibirsi durante il finale del festival Ysyakh. Regione Tomponskij.

Fonte: takiedela.ru Testo e fotografie: Aleksej Vasilev  

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Francesca Loche

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione. francesca.loche@gmail.com