Il compleanno di Capodanno: come festeggiavano ai tempi di Pietro I

Nel dicembre del 1699 con un decreto imperiale ufficiale la celebrazione fu fissata il 1 gennaio

Con l’intento di sincronizzare il calendario russo delle festività con quello europeo, alla fine del 1699 l’imperatore Pietro I con un decreto ufficiale ordinò di spostare la celebrazione di Capodanno il 1 gennaio.  E sebbene l’imperatore non riuscì a raggiungere il suo obiettivo principale, proprio grazie a questo documento in Russia furono poste le basi delle principali tradizioni di Capodanno: dall’addobbo delle conifere alle lunghe ferie. La redazione di “Izvestija” ha ricordato come Pietro I ha inculcato negli abitanti dell’Impero russo l’abitudine per il festeggiamento.

 “Il primo giorno dell’anno”

Senza considerare il passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano (avvenuto dopo la rivoluzione bolscevica nel 1917, n.d.t.), al quale i russi sono riconoscenti con la comparsa nel nostro (ovvero russo, n.d.t.) calendario delle festività del vecchio Capodanno (che si festeggia il 14 gennaio, n.d.t.), la data di inizio dell’anno nuovo in Russia è cambiata tre volte. Nella Rus’ iniziarono a festeggiarlo molto tempo prima che la festa attirò l’attenzione dell’Imperatore che ha aperto “la finestra sull’Europa”: i primi accenni su questa festa si incontrano nelle cronache già nella fine del XIV sec.  All’epoca si festeggiava il 1 marzo, data che coincideva fortunosamente sia con il calendario ortodosso (il conto degli anni nuovi iniziava dal giorno della creazione del mondo), sia con la vita della maggior parte della popolazione, che si occupava di agricoltura. Nel giorno di inizio della primavera, празднование новолетия (“prazdnovanije novoletija”, ovvero “la celebrazione del nuovo anno”), come si chiamava allora, appariva più che logica.

Nel 1492 il Capodanno attese i primi cambiamenti: la data della sua celebrazione, in conformità con le decisioni del Concilio di Nicea, fu spostata dalla Chiesa il 1 settembre. Tuttavia ciò aveva poco a che fare con lo stile di vita dei contadini, per i quali l’anno dei lavori agricoli attivi in quel momento, al contrario, finiva. E questa festività, che, secondo il «Парижскому словарю московитов» (“parižskomu slovarju moskovitov”, ovvero “il dizionario parigino dei moscoviti”), giunto fino ai giorni nostri, si chiamava “Первый день во году” (“pervyj den’ vo godu”, ovvero “il primo giorno dell’anno”) non divenne di portata popolare. Le principali solennità, allora, avevano luogo nella Piazza delle Cattedrali del Cremlino moscovita. Il patriarca, accompagnato dal clero, si rivolgeva allo Zar con un discorso, in cui si informava della sua salute. Lo Zar interveniva con un discorso di risposta, che si concludeva con le parole “Дал Бог, жив” (“Dal Bog, živ”, ovvero “grazie a Dio, sono vivo”). Dopodiché i rappresentanti del clero passavano, inchinandosi al patriarca e allo zar e solo dopo tutti i presenti in piazza si inchinavano umilmente.

Spostando i confini delle epoche

Pietro I, salito sul trono russo, non solo si diede l’obiettivo di adeguare la tradizione di Capodanno in Russia al calendario europeo e della maggior parte dei paesi slavi, in cui l’anno nuovo, in quel momento, si festeggiava il 1 gennaio, ma, in sostanza, anche di trasformarlo in una enorme festa popolare.

Una buona opportunità per un tale cambiamento veramente epocale si presentò proprio verso la fine del 1699, quando al posto del XVII secolo sarebbe arrivato lo splendido XVIII secolo. Come la maggior parte delle iniziative di Pietro I, anche educare i russi all’abitudine per il festeggiamento richiedeva da parte dell’imperatore la rinomata durezza. E alla fine del 1699 l’imperatore emanò un decreto, con il quale ordinò di cambiare la data delle ricorrenza.

In particolare, nella prima parte del documento era scritto:

“Il prossimo Gennaio dal 1 giorno del mese inizia il nuovo anno 1700, insieme ad un nuovo secolo; e per questo avvenimento utile e buono si predispone che d’ora in avanti nelle ordinanze e in tutti i documenti e atti di compravendita bisogna scrivere ‘1700, 1 giorno dalla Nascita di Cristo’ ”

 “Fare degli addobbi da alberi e rami di pino”

Pietro I non si limitò ad un semplice spostamento: nel decreto l’imperatore, inoltre, descriveva dettagliatamente come gli abitanti dell’impero dovevano festeggiare l’arrivo del nuovo anno e del nuovo secolo. A sostegno delle tradizioni di Capodanno russe dovevano esserci gli usi che lo stesso imperatore conobbe in Germania.

Alla vigilia dei festeggiamenti i nobili abitanti delle case che affacciavano sulle stradi principali dovevano all’ingresso “fare alcuni addobbi da alberi e rami di pino, di abete e di ginepro”. Mentre le persone “povere” ricevevano un’indulgenza: potevano limitarsi a mettere “almeno un alberello o un ramo” all’ingresso.

Chi voleva fare tutto alla perfezione poteva confrontarsi con i modelli, collocati appositamente per questo scopo nel Gostinyj Dvor a Pietroburgo. Ma nel complesso ai cittadini si permetteva di dar sfogo alla fantasia e, inventando gli addobbi, di basarsi sul proprio gusto personale.

 “In Piazza Rossa ci saranno dei giochi di fuoco e una “sparatoria” ”

Grazie a Pietro I furono introdotti nella tradizione russa di Capodanno i fuochi d’artificio, che, come aveva pensato l’imperatore, dovevano essere all’altezza dell’occasione in quanto a portata.  Il momento per loro arrivava già il 1 gennaio.

Nel decreto imperiale era scritto che:

“Il 1 gennaio, in segno di felicità, augurandosi buon anno e buon secolo, fare ciò che segue: quando nella Piazza Rossa ci saranno i giochi di fuoco e una “sparatoria”, nei cortili dei nobili, dei boiari e degli okol’nichij sparare da piccoli cannoni, se a disposizione, da alcuni moschetti o da qualsiasi arma leggera”

Contemporaneamente nelle strade di Pietroburgo, e in particolare agli incroci, si pianificava di accendere dei grandi falò.

Una tradizione per tutte le epoche

Ma è importante notare che con i tentativi di Pietro I nel 1700 per la prima volta sono comparse le lunghe vacanze di Capodanno, poiché, stando al decreto, i festeggiamenti dovevano durare fino al 7 Gennaio.

E sebbene non sia riuscito a raggiungere il suo obiettivo principale, quello di sincronizzare il Capodanno russo con quello europeo (in quel momento la maggioranza dei paese paesi europei era già passata dal calendario giuliano, ancora in vigore in Russia, a quello gregoriano e festeggiarono l’arrivo del nuovo secolo 10 giorni prima), l’imperatore riuscì a porre le fondamenta della tradizione della festa di Capodanno, che ha attraversato quasi senza modifiche le epoche e le tappe più diverse della storia nazionale.

FONTE: iz.ru , 21/12/2016 – di Evgenija Priemskaja, Traduzione di Armando Spigno

Armando Spigno

Ho imparato ad amare la Russia, la sua cultura e la sua lingua durante un anno di studio a Krasnodar, nel Caucaso, all'età di 16 anni. Da allora ho continuato ad alimentare questa passione sia in ambito accademico che al di fuori. Napoletano di origini, ma russo di adozione, sogno di conoscere e far conoscere la cultura di questo paese il più a fondo possibile.