I più influenti oligarchi degli anni Novanta

Nel novembre del 1996 in Russia comparve il termine “semibankirschina”. Inizialmente, in un’intervista al quotidiano Financial Times, Boris Berezovskij aveva citato i nomi di sette imprenditori che controllavano più della metà dell’economia russa e contemporaneamente influenzavano le decisioni politiche. Due settimane dopo il giornalista Andrej Fadin in un articolo per “Obšĉaja Gazeta” diede una definizione a questo gruppo, creando una variante in russo contemporaneo del termine “semiboyarschina” (letteralmente “gruppo di sette boiardi”, definizione data dagli storici al governo di sette boiardi tra il 1610 e il 1612, ndt). Sebbene in vari periodi in questo gruppo informale entrarono diversi banchieri vicini al potere, questo progetto analizza i sette originari della “lista di Berezovskij”.

Boris Berezovskij

(Obedinennij Bank)

Il suo pensiero sui “semibankirschina”

“Siamo sette ricchi uomini d’affari, abbiamo investito tantissimi soldi nella campagna elettorale di El’cin, ingaggiato Čubajs per la sua direzione e garantito la vittoria. Adesso dobbiamo raccogliere i frutti della nostra vittoria: occupare i posti chiave nel governo”.

29 ottobre 1996 in un’intervista al Financial Times

Posizione patrimoniale nel 1997 e nel 2013

3 miliardi di dollari nel 1997 e 800 milioni di dollari nel 2013.

Principali investimenti

LogoVAZ (automobili, 1989-1995), “Sibneft” (settore petrolifero, ex Gazprom, 1995-2003), “Rusal” (metallurgia, 1995-2004), ORT (televisione, 1995-2001), Casa editrice “Kommersant” (stampa, 1999-2006).

Posto statale

Vicesegretario del Consiglio di Sicurezza russo (1996-1997), segretario esecutivo della Comunità degli Stati Indipendenti (1998-1999), deputato della Duma russa (1999-2000).

Da cosa ha iniziato

Prima della Perestrojka ha lavorato come ingegnere e ricercatore. Nel 1989 è stato uno dei fondatori della joint-venture finno-sovietica “LogoVAZ”.

Business bancario

Nel 1992 è stato a capo del consiglio di amministrazione della banca “Obedinennij”, diventata il “portafoglio” del suo impero imprenditoriale. A fine anni Novanta è entrata nella lista delle 100 maggior banche russe, ma già nel 2000 è scesa di duecento posizioni, mentre nel 2003 era sesta. In quell’anno alla banca è stata ritirata la licenza.

Quali progetti aveva

“Nella mia vita ho fatto praticamente una cosa soltanto e ne ero soddisfatto. Si parla di quando mi occupavo di scienza, di quando mi occupavo dei miei affari e di quando ero in politica. Per me, poi, era molto importante che tutto ciò che ho fatto in questo lasso di tempo coincidesse con gli interessi strategici della Russia: sia la scienza, che il business, che la politica. Ed è proprio in questa direzione che ho intenzione di continuare”.

2 settembre 1998 in un’intervista alla radio “Eco di Mosca”

Qual è stato il suo destino

Il 6 aprile 1999 la Procura Generale russa ha aperto un procedimento penale contro Berezovskij e emesso un mandato di arresto con l’accusa di aver sottratto 214,9 milioni di rubli alla compagnia aerea “Aeroflot”. L’imprenditore è fuggito a Londra dove ha ottenuto rifugio politico. In Russia sono stati aperti più di dieci procedimenti penali contro Berezovskij che è stato condannato per due volte in contumacia. Il 23 marzo 2013 è stato trovato morto nella sua residenza inglese.

Vladimir Potanin

(ONEXIM Bank)

Il suo pensiero sui “semibankirschina”

“In Russia con il termine oligarchi si intendono persone ricche entrate in politica che combinano qualcosa di poco buono, uomini d’affari politicizzati. È iniziato tutto con Berezovskij che di punto in bianco ha iniziato a sparare cazzate dicendo che controllava il paese con altri sei”.

13 dicembre 1999 al quotidiano “Novaja Gazeta”

Posizione patrimoniale nel 1996 e 2018

150 milioni di dollari nel 1996 e 15,9 miliardi di dollari nel 2018.

Principali investimenti

“Interros” (industria mineraria e altri settori), “Nornickel” (industria mineraria).

Posto statale

Vicepremier russo (1996-1997).

Da cosa ha iniziato

Ha lavorato al Ministero del commercio estero dell’Unione Sovietica e alla Banca internazionale per la collaborazione economica dei paesi del COMECON (organizzazione economica e commerciale degli Stati comunisti istituita nel 1949 e sciolta nel 1991, ndt) dove ha conosciuto il futuro partner professionale Michail Prochorov.

Business bancario

Nel 1992 l’azienda “Interros” di Vladimir Potanin ha istituito la banca “Società finanziaria internazionale”, al cui comando è rimasto per non molto tempo. Dal 1993 al 1998 è stato presidente della banca ONEXIM. La banca è sopravvissuta alla crisi del 1998 ma nel 2000 i suoi debiti nei confronti dei creditori hanno raggiunto 1,4 miliardi di dollari. Nello stesso anno è stata annullata la licenza della banca ONEXIM che è stata unita alla Rosbank (ora appartiene alla francese Societe Generale).

Quali progetti aveva

“Se anche gli oligarchi perdono la propria influenza, è solo un’influenza negativa. Io non perdo la mia influenza positiva”.

Novembre 1998 in un’intervista al quotidiano svizzero Tages Anzeiger

“Non si apprezza la capacità di galleggiamento, poiché tutti hanno avuto o possono avere una crisi, bensì la capacità di uscire dalla crisi. Nella mia biografia, spero, ci sarà una nota: “È in grado di uscire da una crisi”. E in questo non bisogna perdere la propria squadra, i propri partner”.

17 maggio 1999 in un’intervista al giornale “Kompanija”

Qual è stato il suo destino

La banca ONEXIM e “Interros” hanno superato la crisi del 1998 ma nel 2007 Vladimir Potanin e Michail Prochorov hanno deciso di spartirsi le quote. Dal 1998 è a capo della holding “Interros”, di cui è il proprietario. Dal dicembre del 2012 è direttore generale e dal 2015 presidente dell’azienda metallurgica e mineraria “Nornickel”.

Michail Chodorkovskij

(MENATEP)

Il suo pensiero sui “semibankirschina”

“Proprio lui (Boris Berezovskij) ha creato il falso mito che esisterebbe una tale oligarchia segreta che comanda il paese. E poiché è molto semplice, soprattutto per la filosofia marxista-leninista della vecchia generazione, questo mito si è consolidato… Riesce ad immaginarsi qualcuno che incastra El’cin?”

8 agosto 2017 in un’intervista a Yuri Dud’

Posizione patrimoniale nel 1997 e 2018

2,3 miliardi di dollari nel 1997 e 600 milioni di dollari nel 2018.

Principali investimenti

Holding MENATEP (finanza, 1987-2002), Yukos (settore petrolifero, 1997-2007).

Posto statale

Consigliere del presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (1991), presidente del fondo d’investimento per lo sviluppo dell’industria mineraria ed energetica con funzioni di capo del Ministero dell’energia russo (1992), membro del collegio del Ministero dell’energia (1998-1999).

Da cosa ha iniziato

Nel 1987 insieme ad alcuni partner ha fondato il Centro internazionale giovanile per la creatività scientifica e tecnologica (NTTM) che si occupava di importazione di computer, jeans, sviluppo di software e implementazione di studi scientifici.

Business bancario

Nel 1989 NTTM e una sezione della Žilsozbank dell’Unione Sovietica hanno fondato la Banca commerciale di innovazione per il progresso scientifico e tecnologico (dal 1990 Unione interbancaria MENATEP). La banca ha partecipato attivamente al processo di privatizzazione, inclusa quella dell’azienda Yukos. Al primo luglio 1998 MENATEP occupava il quinto posto in Russia con un patrimonio di 30 miliardi di rubli. Nel 1999 le è stata ritirata la licenza ed è stata dichiarata bancarotta.

Quali progetti aveva

“In Russia saremo i numeri uno per il petrolio. Questa cosa può ovviamente cambiare con il tempo. Ma ciò che posso dire con assoluta sicurezza è che tra quelle tre quattro compagnie petrolifere russe che sono rimaste, ovvero che rimarranno dopo la fine di tutti questi processi, noi ci stiamo già garantendo un posto”.

20 gennaio 1998 in un’intervista al quotidiano “Kommersant”

Qual è stato il suo destino

Nel 2003 è stato fermato con l’accusa di evasione fiscale e altri reati. Nel 2005 è stato condannato a otto anni, mentre nel 2010 a tredici anni e sei mesi con nuove accuse. Nel 2013 ha ricevuto la grazia dal presidente Vladimir Putin e successivamente ha lasciato la Russia. La compagnia petrolifera Yukos è stata messa in liquidazione nel 2007: le maggiori azioni sono state acquisite da “Rosneft”. Chodorkovskij vive a Londra dove si occupa di attività sociopolitica.

Vladimir Gusinskij

(Most Bank)

Vladimir Gusinskij

Il suo pensiero sui “semibankirschina”

“L’oligarchia è un mito che è stato inventato dai riformatori per giustificare la propria incapacità di agire… Guardate la composizione del governo. Se fossi veramente influente, ci sarebbero altre persone lì. Altrimenti sono solo stupido”.

19 novembre 1998 in un intervento per il quotidiano “Rabočaja tribuna”

Posizione patrimoniale nel 1997 e 2003

400 milioni di dollari, non sono disponibili dati aggiornati.

Principali investimenti

Holding Media Most (mass media, 1997-2001).

Posto statale

Non ricoperto.

Da cosa ha iniziato

Nel 1988 ha fondato la società cooperativa “Infeks” per offrire consulenza agli stranieri in Unione Sovietica. Nel 1989 “Infeks”, assieme alla compagnia giuridica americana Arnold & Porter, ha fondato la joint venture “Most”. Successivamente Vladimir Gusinskij ha acquistato le quote dei partner. La società è stata cofondatrice del quotidiano “Segodnija” e del canale televisivo NTV.

Business bancario

Nel 1989 sulla base della joint venture “Most” è stata fondata la Most Bank. Stando ai dati dei mass media, il suo successo è stato garantito dagli stretti legami tra Gusinskij e le autorità di Mosca che hanno aperto alla Most Bank i conti correnti di grandi strutture municipali e statali. Al primo luglio 1998 la banca si trovava all’undicesimo posto in Russia con un patrimonio di 12 miliardi di rubli. Nell’aprile del 2001 le è stata ritirata la licenza.

Quali progetti aveva

“Temo il 1998… La crisi, la rivolta provocata dal nuovo leader che non appartiene all’élite attuale. Temo che si esca dai confini costituzionali… La vittoria dei fascisti. L’unica circostanza che potrebbe costringermi a emigrare”.

14 luglio 1998 al quotidiano “Kommersant”

Qual è stato il suo destino

Nel giugno del 2000 Vladimir Gusinskij è stato arrestato con l’accusa di appropriazione indebita per 10 milioni di dollari durante la privatizzazione della società “Russkoe Video”. Tre giorni dopo è stato inserito nella lista di persone a cui è vietato lasciare il paese. Il 20 luglio Gusinskij ha firmato un contratto (il cosiddetto protocollo numero 6) sulla vendita della società “Media Most” a Gazprom per 773 milioni di dollari. Il 26 luglio è stato chiuso il caso contro il businessman che ha lasciato la Russia. In seguito all’operazione Gazprom controllava il 65% delle azioni di NTV, TNT, “Eco di Mosca” e altre attività. Vladimir Gusinskij non è più tornato in Russia e nel 2007 ha ottenuto la cittadinanza spagnola.

Petr Aven

(Alfa Bank)

Petr Aven

Il suo pensiero sui “semibankirschina”

“Si sono effettivamente incontrati degli importanti imprenditori in un locale da Boris Abramovich, inclusi noi. Ma noi eravamo lì soprattutto come statisti. È assolutamente un mito. Non abbiamo mai aspirato a dirigere il paese. È un lavoro diverso. Per di più credo che vivere in un paese diretto da oligarchi sia peggio che in un paese con un potere autoritario”.

26 novembre 2013 in un’intervista a “Russkij pioner”

Posizione patrimoniale nel 1993 e 2018

125 mila dollari nel 1993 e 5,1 miliardi di dollari nel 2018.

Principali investimenti

Alfa Bank (settore bancario), TNK-BP (settore petrolifero, 2003-2013).

Posto statale

Viceministro degli Affari Esteri della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, presidente del Comitato per i rapporti economici esteri della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, vicedirettore del Ministero degli Affari Esteri (1991-1992), ministro dei rapporti economici esteri della Russia (1992), rappresentante del presidente russo per i rapporti con i paesi del G7 (1992).

Da cosa ha iniziato

Dopo il dottorato ha lavorato come ricercatore presso l’Istituto scientifico di ricerca sistemica dell’Accademia delle scienze dell’Unione Sovietica, è stato collaboratore scientifico dell’Istituto internazionale per l’analisi sistemica applicata (Austria). Dal 1989 lavora nelle strutture del Ministero degli Affari Esteri.

Business bancario

Nel 1993 ha firmato un contratto con una banca francese per fondare la società di consulenza finanziaria “FinPA” (“Finanze di Petr Aven”). Nel 1993 ha conosciuto il fondatore di Alfa Bank Mikhail Fridman e ha incominciato ad offrire servizi di consulenza alla banca. Nel 1994 Petr Aven ha venduto il 50% delle azioni della “FinPA” ad Alfa Bank, ricevendo in cambio il 10% delle quote della banca. Dal 1994 al 1997 la banca è salita dal trentunesimo al nono posto per patrimonio in Russia.

Quali progetti aveva

“Non è avvenuto il miracolo russo e non aspettatevelo in futuro”.

15 maggio 1999 nel materiale del giornale “Rossiskaja Federacija segodnija”

Qual è stato il suo destino

Dal 1994 al 2011 è stato presidente di Alfa Bank e, tra le altre cose, si occupava dei rapporti con il governo russo. Attualmente è a capo del consiglio di amministrazione di Alfa Bank.

Mikhail Fridman

(Alfa Bank)

Mikhail Fridman

Il suo pensiero sui “semibankirschina”

“A quel tempo le grandi imprese hanno iniziato ad occupare una posizione politica attiva. E anche se non sono un sostenitore di questa partecipazione attiva alla politica e di questo stretto contatto con i politici (considero il business un’istituzione a parte, soprattutto nelle nostre condizioni), ma poiché a quei tempi la nostra struttura era già più o meno notevole, siamo stati invitati anche noi. E con noi si confrontavano. Ovviamente non eravamo noi le figure principali in queste discussioni”.

13 aprile 2012 in un’intervista a Ksenija Sobčak per il canale “Dožd”

Posizione patrimoniale nel 1999 e 2018

300-400 milioni di dollari nel 1999 (stima del giornale “Kult ličnosteij”) e 15,1 miliardi di dollari nel 2018.

Principali investimenti

Alfa Group (investimenti), LetterOne (telecomunicazioni ed energia), TNK-BP (settore petrolifero, 2003-2013).

Posto statale

Non ricoperto.

Da cosa ha iniziato

Dopo l’università ha lavorato come ingegnere alla fabbrica “Electrostal”. Nel 1988 ha creato la società cooperativa “Courier” che si occupava di pulizia delle finestre. Nel 1989 ha fondato le aziende “Alfa Foto”, “Alfa Eco” e “Alfa Capital” che “gli hanno fruttato il primo milione” e sono diventate parte di “Alfa Group”.

Business bancario

Nel 1991 ha creato Alfa Bank occupando il posto di presidente del consiglio di amministrazione Stando ai dati di ottobre 2018, Alfa Bank è al sesto posto in Russia per quanto riguarda il patrimonio (3,2 trilioni di rubli).

Quali progetti aveva

“Siamo sicuri che prima o poi lasceremo le attività petrolifere e bancarie e, forse, investiremo in altre attività”.

3 luglio 2001 in un’intervista a “Vedomosti”

Qual è stato il suo destino

Negli anni Novanta “Alfa Group” ha acquisito grandi società come TNK-BP, X5 Reatil Group e “VimpelCom”. È entrato nel consiglio di amministrazione delle società controllate da “Alfa Group” e in quello di ORT. Nel 2008 ha lasciato il posto di presidente del consiglio di amministrazione di Alfa Bank rimanendo il suo principale azionista. Nel 2013 la compagnia petrolifera TNK-BP è stata acquisita da “Rosneft” per 55 miliardi di dollari. Fridman è presidente del consiglio di vigilanza del consorzio “Alfa Group”. La holding LetterOne in suo controllo investe in società di idrocarburi, commerciali e di telecomunicazione.

Aleksandr Smolenskij

(“SBS Agro”)

Aleksandr Smolenskij

Il suo pensiero sui “semibankirschina”

“Credo che la cosiddetta “semibankirschina” abbia assunto una responsabilità sociale. Gli obiettivi erano seri. Può darsi che questo sia un accavallamento, ovvero sostituire lo stato… Anche questi pensieri giravano. Dopotutto nel 1996 avevamo convinto Potanin ad entrare nel governo da vicepremier. Ma non per difendere i nostri interessi, a noi concedevano tutto comunque, ma per acquisire un ruolo sociale. La “semibankirschina” è nata quando è comparso il primo accordo tacito: non utilizziamo più uno contro l’altro né la polizia né le forze di sicurezza. Sette persone si sono sedute e si sono accordate”.

9 ottobre 2006 in un’intervista al quotidiano “Kommersant”

Posizione patrimoniale nel 1996 e 2018

Dati assenti.

Principali investimenti

“SBS Agro” (settore bancario, 1989-2003), gruppo OVK (metalmeccanica, 2003).

Posto statale

Non ricoperto.

Da cosa ha iniziato

Dal 1974 ha lavorato in tipografie e nell’azienda di commercio “Vesna”, ma è stato condannato per appropriazione indebita di proprietà statale e imprenditorialità privata. Stando alla versione di Aleksandr Smolenskij, la causa del procedimento penale è stata la sua ristampa della Bibbia. Liberato, ha lavorato come ingegnere nel complesso sportivo “Olimpiskij”. Nel 1987 è stato a capo della cooperativa edile “Mosca 3”.

Business bancario

Nel 1989 ha avviato la banca “Stolichnij” (dal 1994 diventata Stolichnij bank sbereženij”, SBS) e ha diretto il suo consiglio di amministrazione. Successivamente SBS è stata unita a Agrarprombank. Prima della crisi del 1998 “SBS Agro” era tra le dieci maggiori banche russe per capitale proprio. Dopo la crisi le sue perdite sono state stimate in 14,4 miliardi di rubli. In seguito, nel settembre del 1998 è stata introdotta nella banca l’amministrazione temporanea della Banca centrale russa e più tardi è stata dichiarata bancarotta.

Quali progetti aveva

“Potete portarmi via il business solo assieme alla vita”.

23 agosto 1999 in un’intervista al giornale “Kompanija”

“Credo che se non ci sarà nessuno scossone negativo, per il 2005 il gruppo OVK sarà pari a “SBS Agro”. Anzi, forse anche meglio… Crisi, sembra, non ce ne saranno”.

20 gennaio 2003 in un’intervista al quotidiano “Kommersant”

Qual è stato il suo destino

Dopo la crisi fatale del 1998 per “SBS Agro”, Smolenskij non ha abbandonato il settore bancario fondando il gruppo OVK nel quale sono entrate sei banche, tra cui la banca “Pervoe OVK” e una serie di altre attività. Al primo aprile 2003 la banca “Pervoe OVK” era al settantaduesimo posto in Russia per patrimonio (6,23 miliardi di rubli). Nel giugno del 2003 Smolenskij ha dichiarato che si sarebbe ritirato dagli affari. Il gruppo OVK è stato acquisito per 200 milioni di dollari da “Interros”. Nell’ottobre del 2006 l’ex banchiere ha acquistato una casa in Francia, tuttavia, come affermato da lui stesso, continua a vivere soprattutto a Mosca come redditiere.

 

Fonte: Kommersant. Articolo di Elena Fedotova. Traduzione di Alessandro Lazzari.

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Alessandro Lazzari

Originario della provincia di Treviso, nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.