“Se non basterà, ne invieremo ancora”: come la Russia si affermerà nella Repubblica Centrafricana

Il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa si è detto pronto a favorire il raggiungimento di un accordo nella Repubblica Centrafricana.

Il Ministro degli Affari Esteri russo ha parlato della possibilità di aumentare il contingente di istruttori militari nella Repubblica Centrafricana. Il rafforzamento delle basi russe in uno dei paesi più ricchi ma anche più pericolosi del continente desta lapreoccupazione degli Stati europei, anch’essi impegnati nel tentativo diaffermarsi nel Paese. La Russia si è dichiarata pronta a favorire una soluzione politica nellaRepubblica Centrafricana, come ha affermato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov. Allo stesso tempo, Bogdanov ha fatto presente che la Russia partecipa giàattivamente alle negoziazioni. “Abbiamo preso parte a tutta una serie di incontri tenutidai vertici a Khartum… Abbiamo contribuito al successo di questo incontro, a cui hanno partecipato i nostri rappresentanti. Siamo anche pronti a dare un aiuto in futuro, ma ciòviene fatto in coordinazione con il governo a Bangui.

Il presidente del Sudan gioca un ruolo attivo nella vicenda. E tutto ciò si inserisce nell’iniziativa dell’Unione africana”, ha dichiarato Bogdanov ai giornalisti. Il viceministro non ha escluso che Mosca possa aumentare il contingente diistruttori militari russi nel Paese. “Dunque non lo escludo [l’aumento del contingente diistruttori militari]. Se non basterà, ne invieremo ancora”. Bogdanov ha inoltre fatto notare che la questione si concilia senza problemicon l’ONU. “C’è un quadro concordato e ci sono determinate restrizioni, ma noi cimuoviamo rispettando i nostri obblighi”, ha chiarito.

Nel frattempo, l’UnioneEuropea è allarmata dal rinforzarsi della presenza russa nella regione. Il 16 ottobre i Ministri degli Esteri dei Paesi membri dell’UE hanno raggiunto un accordo per aumentare il sostegno alla RCA in materia di sicurezza e difesa. Come riporta il Wall Street Journal, i diplomatici hanno chiesto al Servizio Europeo per l’azione esterna l’elaborazione di un piano che preveda consultazioni e aiutialle forze di sicurezza interna della RCA. I politici europei ritengono che il Paese sia visto dalla Russia in primo luogocome uno Stato ricco di minerali e come un punto d’appoggio per esercitare la propria influenza su tutta l’Africa.
Un altro motivo di preoccupazione per l’Europa è rappresentato dal fatto che, negli ultimi anni, la Russia ha esteso la sua influenza ad altre zone calde del continente,tra cui la Libia, come riferisce il WSJ.

L’anno scorso la Russia ha ottenuto da parte dell’ONU un’esenzione all’embargo per la fornitura di armi leggere alla RCA. Tuttavia, secondo i diplomatici dell’UE, laRussia si sarebbe spinta oltre gli accordi stabiliti inizialmente e, come scrive il giornale, nelle ultime settimane l’attività russa nel Paese è stata per loro fonte di preoccupazione. Dal 2012 l’ex colonia francese si trova in una situazione di guerra civile. LaFrancia ha
inviato nel Paese migliaia di militari per porre fine alla rivolta, l’UE ha tentato di innalzare il livello di sicurezza delle frontiere e di potenziare le forze armate nel continente africano.
Inoltre, il WSJ afferma che l’UE non solo fornisce consulenze strategiche, ma spende anche centinaia di milioni di euro in aiuti umanitari.

“La RepubblicaCentrafricana è molto ricca di risorse naturali, ma ciò che ora vale di più sono i suoi depositi di uranio”, ha dichiarato a gazeta.ru il vicedirettoredell’Istituto Ran Dmitrij Bondarenko, secondo cui i problemi di questa regione si spiegano alla luce della ricchezza naturale del Paese. Non sorprende che si cerchi di impossessarsi e diprendere il controllo delle sue preziose risorse.
“Fino a poco tempo fa, la RCA si trovava nell’orbita politica della Francia, la quale conserva nel Paese una base militare e, ovviamente, ambisce al controllo di queste risorse. Nella regione, però, ad affermare i propri interessi ci sono anche gli americani, i cinesi e, a giudicare dagli eventi dell’ultimo anno, i russi”, ha affermato Bondarenko. In effetti, la Russia ha fatto una serie di scelte politiche che mirano alconsolidamento della collaborazione con la Repubblica Centrafricana.

Nel 2017 Mosca ha concluso un accordo sulla fornitura diarmi e sull’invio di istruttori militari russi. Nel gennaio 2018 l’aereo da trasporto Il-76 ha eseguito la prima fornitura di armi e munizioni nel Paese. In seguito a queste scelte, a Bangui si è tenuta, alla presenza del presidente centrafricano, una cerimonia ufficiale di “laurea” dei primi duecento militari usciti dalla “scuola preparatoria russa”.
Nel mese di marzo Artëm Kožin, vicedirettore del Dipartimento di informazione edella stampa del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, ha dichiarato che nell’accordo tra Mosca e Bangui è stato inserito un punto che permette alla Russia di “condurre azioni volte
ad esaminare la possibilità di un utilizzo delle risorse naturali della Repubblica Centrafricana vantaggioso per entrambe le parti”. Già quest’anno la Russia ha cominciato l’esercizio delle concessioni per la ricerca di minerali.

FONTE: gazeta.ru , 22/10/2018 – Nino Džagarkava, Traduzione di Cristina Sarracco

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Cristina Sarracco

Studentessa magistrale all'università di Bologna. Dopo un periodo a Mosca, mi sono trasferita a Parigi, dove attualmente vivo, grazie a una borsa di studio per un anno accademico alla Sorbona.