Mai viste così tante persone ubriache

Ogni artista che si rispetti è solito camminare all’aria aperta. Ol’ga Os’kina non fa eccezione, tuttavia il posto che più le piace per fare i suoi schizzi, è diventato non un parco, né un viale, né un mercato o una stazione, ma la celebre čeburečnaja moscovita «Družba», che si trova presso la metro Sukharevskaja. MOSLENTA ha scritto il monologo di Ol’ga su come sia iniziata la sua «čeburečnaja odissea», la più che buona «Družba» e se fosse difficile trovare una linguaggio comune tra i suoi frequentatori.

Inizio del romanzo
La fila alla «Družba» possiede le caratteristiche della risacca: all’inizio non c’è nessuno, e poi improvvisamente ecco la fila alla porta d’ingresso. Ma la scelta non è ampia, per questo la fila si muove molto velocemente.

Avevo concluso l’accademia tessile Kos’ygina , per esercitare la professione di stilista, così da poter realizzare per la maggior parte del tempo vestiti per spettacoli teatrali, pattinaggio artistico e spettacoli di danza. Tuttavia oltre a questo periodicamente mi occupo di grafica e illustrazione, in modo da disegnare ogni giorno.

La storia del mio romanzo, con la leggendaria čeburečnaja moscovita ” Družba ” è cominciata nel tardo autunno dell’anno scorso.  L’idea di dipingere qui è nata dagli artisti Simon Peterson e Michail Ušačev, e io mi sono unita a loro all’incirca tre o quattro volte.

Ubriachi e indifesi
Olga Os’kina: «una piccola compagnia: due uomini e una donna. Le donne al čeburečnaja sono molto poche, ci sono anche momenti, in cui il čeburečnaja è tutto pieno e anche allora non c’è nemmeno una donna!»

La mia prima impressione su questo posto? Mi sono ritrovata per la prima volta al « Družba» proprio il giorno in cui Trump ha vinto le elezioni. Il Čeburenaja, in generale, reagisce in maniera violenta agli eventi del mondo esterno, ma quella sera era particolarmente rumoroso. Inoltre, per qualche motivo, proprio allora erano arrivati molti artisti, e molti di loro non si erano mai fatti vedere né prima né dopo. Io non avevo mai visto prima d’allora così tante persone ubriache insieme.

Avevamo spostato qualche tavolo, verso di noi si avvicinavano i visitatori, vedevo i loro visi molto da vicino, esaminavo in modo attento persone completamente sconosciute, conversavo affinché non si voltassero e dipingevo quasi senza guardare il taccuino. Era molto strano, quasi una sensazione proibita: dipingere persone ubriache indifese. In seguito si era già formato in me una specie di principio etico e quel giorno avvenne come una rottura degli schemi e un abbattimento dei confini, un qualche tipo di nuova e inusuale relazione “artista-modello”.

Voglio raccontare tutto
Solo un visitatore che versa vodka al suo compagno

Quando cominci a fare qualcosa sistematicamente, allora comincia una serie, che tu lo voglia o no. Ci sono voluti circa sei mesi di ricerca dello stile e del materiale prediletto e con il tempo mi ero già prefissata dei compiti specifici, affinché le serie fossero serie, e non semplici set di immagini casuali. Gli enormi programmi, comuni, la veduta sulla finestra, la veduta dalla finestra, la vista dalla porta, la vista sulla cassa, la vista sugli asciugatori elettrici, la vista sulla fila, i visi, i movimenti fisici, anche gli schizzi, fatti lungo il tragitto verso casa – in metro o per strada. Mi ero prefissata il compito senza senso di raccontare assolutamente tutto di questa čeburečnaja.

Non importa la somiglianza ma il personaggio
Olga Os’kina: «Van O Isaev è un pittore. Non viene a dipingere con noi. In questa immagine è rappresentato un raro momento in cui noi di tutta la compagnia partecipavamo al flash mob «Museo in 15 minuti», e dopo semplicemente andavamo a mangiare qualcosa».

Ogni sessione mi occupa tre ore e la prima mezz’ora o ora in generale io non dipingo, mi adeguo, bevo tè con il cognac. Quando ti conformi alla situazione, tu stesso ti confondi con l’ambiente, diventa impercettibile e da lì cominci a sentire intensamente l’ambiente circostante. Allora diventa subito chiaro, chi può dipingere e chi no. Ci sono giorni in cui sento che non serve neanche iniziare, e così non inizio. Semplicemente sto ferma in piedi, socializzo, mi guardo intorno. A volte dipingo i miei amici-artisti, tra i quali ci sono molti personaggi coloriti.

Io provo a disegnare senza dare nell’occhio, senza fissare la persona da vicino, guardando di sfuggita o con la coda dell’occhio. Per me non è così importante l’omogeneità del ritratto, piuttosto mi interessa il modello, sebbene, stranamente, meno mi preoccupo delle somiglianze e migliore è il risultato.

Erano forse scontenti? Si, è un problema di vedute. Certamente, molti conoscono già noi artisti, sono abituati e ci trattano come l’attrazione locale.

Io in verità penso che sia proprio cosi: in un anno e mezzo siamo già diventati parte della leggendaria čeburečnaja , parte del genius loci. Ma ad ogni modo bisogna capire che le persone vengono qui per mangiare e divertirsi, non per posare come modelli. E quindi nessuno cerca di scacciarti ma sono scontenti. D’altro canto io stessa sono stata più volte soggetto di disegno e non mi sono mai accorta subito che qualcuno mi stesse ritraendo, me ne rendevo conto solo poi quando vedevo i miei ritratti esposti nel gruppo.

Senza perdere prestigio
Olga Os’kina “questo è il mio primo schizzo”.

Generalmente i visitatori trattano noi artisti un po’ con sufficienza. Disegnando al čeburečnaja, ti sembra subito di perdere reputazione e tempo.  A volte ci chiedono : quindi è questa la vostra scuola d’arte? Oppure: Dove studiate? Col tempo anche noi abbiamo iniziato ad usare questa leggenda e quando qualcuno ci chiede di mostrare ciò che disegniamo noi rispondiamo: “non possiamo, ci imbarazza, noi stiamo solo studiando”. E spesso diciamo la verità: io non mostro mai nulla, io stessa non vedo mai nulla fino a quando non torno a casa. Per qualche ragione le persone rispettano le regole, soprattutto quando fai capir loro che queste regole valgono anche per te.

Al čeburečnaja a volte mi chiedono come si può imparare a disegnare. Rispondo che bisogna mettersi in un angolo, affinché nessuno ti veda mentre disegni, e non mostrare nulla a nessuno, te per primo non devi vedere e giudicare nulla. Questo toglierà stress alla tua inesperienza.

Drasticamente e amichevolmente
čeburečnaja « Družba». Vista sulla cassa.

Il « Družba» è uno spazio totalmente autentico, una sorta di nicchia ecologica delle persone, le quali conoscono e sono vicine all’epoca sovietica. Inoltre questo posto è incredibilmente amichevole e sicuro, sebbene a prima vista si possa presentare emarginato. Anche se arrivi da solo, puoi facilmente trovare un compagno. Non poco rilevante è l’importanza dei posti in piedi. Per unirti alle conversazioni di altri sconosciuti a volte è sufficiente, su due piedi, semplicemente girarti di 180 gradi ed ecco sei già dietro un altro tavolo, con un nuovo gruppo.

Gli artisti amano da tempo questo posto. Sette anni fa qui fu allestita la mostra di Nikita Alekseeva «Postojanstvo čebureka», mentre il duo artistico MishMash presentava qui il proprio «Myl’nuju Beveru».

E certamente ad attirarmi qui è stata la compagnia di altri artisti, fotografi e poeti. Questo posto è amato anche da Semen Peterson, Miša Ušachev, Alekseji Gimein, Dmitrij Alešin, Oleg Ivanov, Aleksandr Fedotov, Andreij Čemodanov, Alekseij Starostin, Semen Kapralov, Sveta Voronina, Sveta Dremova, Andreij Mušta, Tat’jana Chazanova, Alekseij Gorbušin, Katja Zarinskaya, Irina Artur, Ekaterina Cholina, Valerij Panfilov, Aleksandr Gurov, Georgij Avetisov, Nadežda Ambrosimova, Gennadij Grikov, Natasha Pivo, Maša Postnikova, Anna Brilling e altri.

Il ritratto è pià semplice da regalare
Olga Oskina: “Un uomo sconosciuto. Quando lo vedemmo per la prima volta, lui disse di essere il proprietario di un hotel a Yasnaya Polyana, in visita a Sochi. Ma poi lo incontrammo più volte. A quanto pare, non era andato né a Sochi, né a Yasnaya Polyana”.

A volte da me e dai miei colleghi si avvicinano visitatori che chiedono di essere ritratti con tutto il loro gruppo o, per esempio, di ritrarre il festeggiato che stanno celebrando.  Noi il più delle volte diciamo di no. È più semplice regalare un ritratto senza una precisa richiesta, solo perché ci va. Misha Yshachev fa spesso così. A qualcuno da perfino qualcosa da rivendere, e mi sembra sia fantastico.

Mosca per il « Družba»
Olga Os’kina: “Alekseij Starostin è un fotografo. Alcuni di noi hanno iniziato a festeggiare il compleanno al čeburečnaja. Alekseij lo ha fatto per primo, esattamente un anno fa. È impossibile dimenticare quel giorno”.

Non si può dire che abbia fatto amicizia con qualcuno dei frequentatori. In altre parole non ci incontriamo fuori dal čeburečnaja, ma sempre ci salutiamo o socializziamo quando ci troviamo lì. Tra l’altro è interessante notare che da quando ho cominciato a dipingere al «Družba», Mosca si è come ristretta (o allargata) a misura di čeburečnaja. Continuamente incontro i suoi frequentatori per strada.

Così non mi hanno insegnato!
Un uomo tiene il tè caldo con particolare attenzione.

Dipingo al «Družba» già da circa un anno e mezzo quasi ogni settimana.. Mi è molto vicina l’idea di Barthes sulla morte dell’Autore. Parafrasandolo, posso dire che l’artista contemporaneo nasce nello stesso istante del suo schizzo e in questo caso il mio schizzo ritrae me stessa. È una sensazione molto interessante e strana e la sperimento esclusivamente quando disegno al «Družba» e da nessun’altra parte. Forse mi è necessario provarla, proprio per questo frequento il čeburečnaja.

Ol’ga Os’kina: «La donna mangia un čeburek, mentre è seduta sul davanzale. Tuttavia non è permesso sedersi sul davanzale, la cameriera ce lo aveva detto non molto tempo prima».

Io dipingo senza pensare, senza autoanalizzarmi, sforzandomi di non seguire quello che faccio e perfino guardo di nascosto i disegni completati solo una volta arrivata a casa o il giorno seguente. E ogni volta mi meraviglio, come se non fossi stata io. Non ho nessun senso di paternità nei confronti dei miei schizzi. Non ne sono capace, non mi è stato insegnato. Dove posso acquisirla, chi mi dice che bisogna fare così? È sorprendete e necessaria la conoscenza di se stessi. A casa a volte mi sforzo consapevolmente di finire una bozza che non sono riuscita a completare, ma è solo un grande errore..

Il frastuono ubriaco del mare di čeburečnaja
Una volta al čeburečnaja arrivò un vecchio gobbo con un bastone bianco. Si avvicinò al tavolo zoppicando e all’improvviso spostò i piatti sporchi da una parte con un movimento semplice e aggraziato del bastone.

Stranamente, al čeburečnaja sto portando avanti un altro mio progetto. Per esempio, in questo momento frequento un corso di arte della filosofia di Andreik Grigor’evič Belikanov, e miei compagni-artisti mi hanno aiutato a terminare un lavoro non facile. Dovevo intervistare una compagno di corso. Lo scopo di questa intervista era di mostrare nel modo più completo possibile l’essenza del mio collega, tuttavia l’idea dell’intervista si basava solamente su mie domande e sue risposte riguardo esclusivamente al čeburečnaja. Su mia richiesta sono arrivati molti artisti, tutti hanno dipinto il ritratto del mio compagno e ciò che è venuto fuori è stato un divertente e breve film  con intervista e dei ritratti.

In più čeburečnaja assomiglia al mare. Quando vi sono molte persone fa un rumore come di risacca e questo a me piace molto. Ci sono pure delle registrazioni per rilassarsi: “il rumore della risacca” o il “canto degli uccellini”. Mi manca la registrazione rilassante del “frastuono ubriaco al čeburečnaja”.

Un uomo molto ubriaco
Persone che parlano al telefono. È facile e piacevole disegnarle, perché sono praticamente immobili.

Il mio modello preferito è Vladimir. Filosofo, matematico, di bell’aspetto, cinico ed erudito e con una personalità misteriosa. Ogni artista che dipinge al čeburečnaja, ha un ritratto di Vladimir!

Ancora un altro immancabile personaggio degli schizzi è il poeta Andrij Čemodanov. Ci siamo conosciuti un anno fa al centro Zverevskom e Miša Ušačev lo invitò al «Družba». Da quel momento ci vediamo al čeburečnaja regolarmente. È una conoscenza molto importante per me.

Oleg Ivanov è un artista, creatore di miti, inventore, catalizzatore e generatore di ogni idea possibile.

Saša Fedotov è un artista e una persona semplice. Abbiamo studiato insieme all’istituto tessile quasi nello stesso momento, quindi il modo di concepire l’estetica è molto vicino. Egli ama molto il čeburečnaja, ma dipinge di rado. Quando venne a dipingere la prima volta, dipinse tutta la notte, per poi distribuire i suoi schizzi a coloro che aveva ritratto , tanto che io non ho fatto in tempo a fotografarli. Si avvicinò a una persona, gli passò uno schizzo e gli disse: «Prendi, questo sei tu».

Michail Rubtsov è un pittore pietroburghese, una persona con un aspetto fisico unico.

Traduzione a cura di Master ELEO Natascia Mincarelli, Nicole Del Favero e Jadi Marinai. Fonte: moslenta.ru

Master ELEO

Il Master di primo livello in Economia e Lingue dell’Europa Orientale / ELEO è un progetto di formazione manageriale dell’Università Ca' Foscari Venezia – Ca’ Foscari Challenge School, rivolto esclusivamente  a laureati con conoscenza certificata della lingua russa. L'obiettivo è formare esperti in relazioni economiche con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. Il Master ELEO intende rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale e istituzionale con un programma didattico in grado di integrare qualificate competenze linguistiche e culturali con conoscenze economiche, commerciali e di marketing internazionale.