La nostalgia per l’Unione Sovietica ha raggiunto il suo picco

I russi hanno incominciato a sentire nostalgia per l’Unione Sovietica: il numero di coloro che si rammaricano per lo scioglimento dell’URSS ha raggiunto il massimo dell’ultimo decennio. A parlare sono i dati del sondaggio condotto dal “Centro Levada”.

Ad oggi due terzi dei russi provano nostalgia per lo stato sovietico, mentre nell’ultimo decennio questo indicatore non aveva mai superato il 61%. I motivi principali per i quali ai russi manca l’Unione Sovietica sono la disintegrazione del sistema economico unico e la perdita del senso di appartenenza a una grande potenza.

Tra l’altro questa tendenza all’aumento della nostalgia per l’URSS risulta sempre più evidente, ha raccontato a “Kommersant FM” la sociologa del “Centro Levada” Karina Pipija: “Vediamo come il trend sia costante nell’opinione pubblica dopo il 2014 quando, in un contesto di duro confronto in politica estera con l’Occidente, sono stati ripresi i soliti cliché sovietici e i mitologemi sulla guerra fredda, sui nemici e altre storie che hanno provocato una crescita dei “sentimenti sovietici”.

D’altro canto, vediamo anche che perdura la percezione che allora si viveva meglio e più giustamente e che lo stato si prendeva maggiormente cura dei propri cittadini.

Gli intervistati descrivono il proprio malumore per mezzo del fattore economico: uno su due ha affermato che rimpiange il sistema economico unico sovietico. La riforma pensionistica annunciata è stata giudicata dalla maggior parte della popolazione come un attentato al bene pubblico e alle garanzie sociali che lo stato metteva a disposizione. E anche questo ha accelerato la crescita di sentimenti nostalgici”.

Il fatto che la maggioranza dei russi abbia nostalgia dell’URSS la dice lunga sul fatto che nella società c’è una richiesta di cambiamenti radicali nella politica e nell’economia del paese. È di questo parere il decano della facoltà di sociologia e politologia dell’Università presidenziale per la finanza Aleksandr Šatilov: “Oggi la Russia si trova in una situazione socioeconomica non semplice. È molto frammentata per quanto riguarda i parametri ideologici e di visione del mondo. Prevale un preciso principio egoistico, come si suol dire.

I russi sono cittadini tradizionalmente collettivisti, paternalisti e sentono, da un lato, mancanza di unità, dall’altro, menefreghismo da parte dello stato.

Per questo motivo è la congiuntura socioeconomica e politica a determinare, a mio parere, una tale richiesta di valori sovietici, dell’idea sovietica e di potenza paternalista grande e unita. Se ipotizzassimo un referendum per votare il ritorno dell’Unione Sovietica, probabilmente il risultato sarebbe un po’ inferiore perché molti percepiscono comunque come questa sia nostalgia di un passato che non tornerà. Tuttavia, non direi che oggi nella società prevalgano aspirazioni a rivedere il sistema politico e socioeconomico esistente. C’è piuttosto un desiderio di correggerlo sensibilmente e ottimizzarlo”.

La maggior parte di coloro che provano nostalgia per l’Unione Sovietica sono persone di età superiore ai 55 anni. Tuttavia, negli ultimi due anni i sociologi hanno notato come questi sentimenti sono presenti anche tra i giovani di età 18-24. Stando all’opinione del sociologo Valerij Kasamari, l’URSS è percepita nell’ambiente giovanile come un brand, da qui anche l’interesse per quell’epoca: “A livello nazionale non c’è nostalgia tra i giovani. E tutti i risultati delle nostre ricerche dimostrano che la maggioranza dei giovani conoscono poco questo periodo, non ne sanno nulla. In questo momento ci sono soltanto fenomeni isolati non tanto di nostalgia ma di interesse verso quegli anni intriganti, perciò iniziano a cantare di quell’epoca, per esempio Lisa Monetočka, nei video appaiono Filipp Kirkorov e Dmitrij Malikov, attirando verso di sé l’interesse. In questa cosa vedo più del marketing, delle pubbliche relazioni, sicuramente non un fenomeno dell’opinione pubblica, perché i giovani non sanno niente degli anni Novanta e non è appropriato parlare di nostalgia”.

Al Cremlino hanno commentato i dati del “Centro Levada”. Il portavoce del presidente Dmitrij Peskov, rispondendo a una domanda di “Kommersant FM”, ha affermato che questi risultati possono essere interpretati in vari modi e che la maggior parte dei russi è orgoglioso della Russia contemporanea.

Dmitrij Peskov, addetto stampa del presidente:

Dovete sapere che i dati dei sociologi danno spazio a molte interpretazioni. Altri sociologi usano frasi standard, tipo che l’uomo tende sempre a esaltare il passato, ovvero a migliorare il ricordo della sua gioventù, e che crede che quello che c’era allora era più buono, più affidabile, più grandioso e così via. Perciò questo è pane per i denti dei sociologi e degli esperti. Se parliamo della percezione di grande potenza, difficilmente qualcuno può obiettare che ora è complicato parlare di grandi potenze. Forse non è opportuno. Ma del fatto che la Russia è una potenza sovrana, di cui è orgogliosa la maggior parte della popolazione del nostro paese, nessuno può obiettare.

Il sondaggio è stato condotto in 52 regioni russe. Vi hanno partecipato 1600 persone.

Fonte: Kommersant, 19/12/2018. Traduzione di Alessandro Lazzari.

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Alessandro Lazzari

Originario della provincia di Treviso, nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.