Il lago Bajkal. Il lago più profondo del pianeta

Sul lago Bajkal è possibile trovare pagine e pagine di informazioni, sia su Internet, che nelle varie riviste e libri. Il lago non è privo di attenzione da parte di turisti, ricercatori e politici. Di anno in anno stupefacenti scoperte scientifiche si legano al lago Bajkal, vengono organizzate di continuo delle spedizioni per svolgere ricerche approfondite. Ho deciso di far luce su questo tema con i fatti e gli avvenimenti più interessanti legati al lago Bajkal. Cercherò di risparmiarvi i noiosi termini geografici, qui ci saranno solo le informazioni più interessanti.

Il Bajkal è uno dei più antichi laghi del pianeta e il più profondo al mondo. Rientra nella top ten dei più grandi laghi del pianeta. La sua profondità media è di 730 metri, la massima di 1637 metri.  Nel 1996 è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Gli scienziati si trovano in disaccordo circa l’origine del lago Bajkal, e anche circa la sua età. Alcuni di loro fissano la sua età tra i 25 e i 30 milioni di anni. Ciò rende il lago Bajkal un elemento naturale unico nel suo genere, poiché la maggior parte dei laghi, soprattutto quelli di origine glaciale, vivono in media 10-15.000 anni, e dopo si riempiono di residui melmosi e diventano delle paludi.

Esiste anche un’ipotesi sulla relativa giovinezza del lago Bajkal, avanzata nel 2009 dal professore di geologia e mineralogia Aleksandr Tatarinov, che ha avuto delle conferme indirette durante la seconda tappa della spedizione “Miry” (Mondi). In particolare, l’attività di vulcani di fango sul fondale del lago ha permesso agli scienziati di presumere che l’attuale linea costiera abbia appena 8.000 anni, mentre la parte più profonda 150.000 anni.

Il Bajkal visto dallo spazio

Il lago Bajkal contiene circa il 19% delle riserve mondiali di acqua dolce. Nel lago è presente più acqua che nei cinque laghi più grandi del mondo presi insieme e, per esempio, è 25 volte più capiente del lago Ladoga (il lago più grande d’Europa, ndt).

L’acqua del lago è talmente trasparente, che rocce isolate e diversi oggetti risultano visibili ad una profondità di 40 metri. L’acqua più pulita e trasparente del lago Bajkal contiene così pochi sali minerali (100 mg/L) che è possibile utilizzarla al posto di quella distillata.

Nel lago vivono 2.630 specie animali e vegetali, due terzi dei quali sono endemici, ovvero si trovano solo in questo bacino. Una tale abbondanza di organismi viventi si spiega grazie alla grande concentrazione di ossigeno presente in tutta la massa d’acqua del Bajkal.

Il più interessante pesce viviparo del Bajkal è la Golomjanka, il cui corpo è costituito per il 30% di grasso. Stupisce i biologi per le sue quotidiane migrazioni in cerca di cibo dalle profondità alla superficie. 

la Golomjanka

Dopo la Golomjanka, il secondo miracolo del Bajkal, a cui deve la sua eccezionale purezza, è il gamberetto Epišura (se ne contano circa 3.000 esemplari). L’Epišura del Bajkal è un copepode, lungo 1 mm, esemplare del plancton, che si incontra in tutta la profondità del lago (non è presente nelle baie, dove l’acqua si riscalda). Il Bajkal non sarebbe il Bajkal senza questo copepode, appena visibile ad occhio nudo, sorprendentemente incline al lavoro e numeroso, che in un anno riesce a filtrare tutte l’acqua del lago una decina di volte. 

Qui abita un mammifero tipicamente marittimo, la foca del Bajkal (Bajkalskaja njerpa). 

Le riserve d’acqua del Bajkal basterebbero per 40 anni per dissetare gli abitanti di tutta la Terra, o potrebbero soddisfare contemporaneamente la sete di 46 x 10^15 persone.

Il ghiaccio del Bajkal offre agli scienziati non pochi enigmi. Infatti, negli anni Trenta, gli esperti della stazione limnologica del lago Bajkal hanno scoperto manti di ghiaccio dalla forma insolita, caratteristici solo del Bajkal. Per esempio, i “sopki” (monticelli), ovvero delle colline conoidali di ghiaccio, alte fino a 6 metri, cave all’interno. Dall’aspetto esteriore ricordano dei tendoni di ghiaccio, “aperti” dalla parte opposta alla costa. I monticelli possono essere isolati, ma a volte formano delle “catene montuose”. 

Nelle fotografie dal satellite, sul ghiaccio del lago Bajkal sono nitidamente visibili degli anelli oscuri dal diametro di 5-7 km. L’origine di questi anelli è sconosciuta. Gli scienziati ritengono che gli anelli sul ghiaccio probabilmente sono comparsi già molte volte, ma a causa della loro enorme dimensione non è stato possibile osservarli. Adesso con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia è diventato possibile, e gli scienziati iniziano a studiare questo fenomeno. Per la prima volta questi anelli sono stati rilevati nel 1999, e successivamente nel 2003 e nel 2005. Come si può notare, gli anelli non si formano ogni anno. Allo stesso modo non si dispongono sempre allo stesso posto. Agli scienziati è interessato particolarmente il motivo del mescolamento degli anelli nella zona    Sud-Ovest nel 2008, in confronto al 1999, 2003 e 2005. Nell’aprile del 2009 questi anelli sono stati nuovamente rilevati, e di nuovo in un altro posto, rispetto all’anno prima. Gli scienziati suppongono che gli anelli si formino a causa dell’emissione di gas naturale dal fondo del Bajkal. Tuttavia i motivi precisi e i meccanismi di formazione degli anelli oscuri sul ghiaccio del lago per il momento non sono stati studiati e nessuno conosce la loro vera natura. 

La regione del lago Bajkal (la cosiddetta zona del Rift del Bajkal) fa parte dei territori ad alta sismicità: qui si verificano regolarmente terremoti, l’intensità della maggior parte dei quali ammonta a 1-2 punti della scala MSK-64 (non percepibili o difficilmente percepibili, ndt). Tuttavia, se ne verificano anche di più intensi. Nel 1862 durante il terremoto di Kudara di 10 punti d’intensità nella parte settentrionale del delta del fiume Selenga un appezzamento di terra dell’area di 200 km2 con 6 ulus (insediamenti di popoli nomadi formati da capanne e jurte, ndt), in cui abitavano 1.300 persone, fu sommerso e si formò il golfo Proval.

Sul lago è stato creato ed è in funzione il telescopio subacqueo per neutrini NT-200, costruito tra il 1993 e il 1998, con l’aiuto del quale si svolge un’attività di rivelamento di neutrini ad alta energia. Su questo modello si sta costruendo il telescopio per neutrini NT-200+ con un volume effettivo aumentato, la cui costruzione si presume verrà terminata non prima del 2017.

Le prime immersioni di sommergibili nel lago Bajkal sono state compiute nel 1977, quando il fondo del lago fu studiato dal sommergibile di produzione canadese “Pajsis”. Nel golfo di Listvjanka (località situata sulla riva occidentale del lago, ndt) è stata raggiunta la profondità di 1.410 m. Nel 1991 “Pajsis” dalla parte orientale dell’isola di Olkhon si immerse fino ad una profondità di 1.637 m.

Nell’estate del 2008 il fondo di assistenza per la conservazione del lago Bajkal ha condotto la spedizione scientifica e di ricerca “Miry”. Sono state effettuate 52 immersioni dei sommergibili “Mir” nei fondali del Bajkal. Gli scienziati hanno portato all’Istituto scientifico di ricerca di oceanologia dell’Accademia russa delle scienze dei campioni di acqua, di fondale e microorganismi raccolti dal fondo del Bajkal.

Nel 1966 fu dato il via alla produzione nel complesso industriale delle cartiere del Bajkal e come risultato iniziarono a degradarsi i fondali dei territori adiacenti al lago. Le emissioni di polveri sottili influiscono negativamente sula taiga circostante il complesso, si osserva l’avvizzimento apicale e il rispecchiamento della foresta. Nel settembre del 2008 nel complesso fu introdotto un sistema chiuso di circolazione dell’acqua, progettato per diminuire gli scarichi delle acque di lavaggio. In accordo con la fonte, il sistema si è mostrato poco funzionale e meno di quattro mesi dopo il suo avvio si dovette bloccare il complesso industriale.

Esistono molte leggende sul lago Bajkal, la più interessante delle quali è legata al fiume Angara. In tempi antichi il poderoso Bajkal era buono e felice. Amava tantissimo la sua unica figlia Angara. Non c’era niente di più bello di lei al mondo. Di giorno era lucente, più del sole, di notte era oscura, più delle nuvole. Chiunque le passasse vicino, si innamorava di lei, tutti la glorificavano. Addirittura gli uccelli migratori: i paperi, i cigni e le gru scendevano in basso, ma si poggiavano raramente sulle acque dell’Angara. Dicevano: “È forse possibile annerire ciò che è luminoso?”.

Il vecchio Bajkal teneva alla figlia più che al suo cuore. Una volta, quando il Bajkal si addormentò, Angara si mise a correre dal giovane Enisej. Il padre si svegliò, e con ira agitò le onde. Si alzò una violenta burrasca, piansero le montagne, si abbatterono i boschi, si annerì dal dolore il cielo, le bestie dalla paura corsero via per tutta la terra, i pesci sparirono nel fondale, gli uccelli volarono via verso il sole. C’era solo il vento e il mare-guerriero infuriava. Il poderoso Bajkal sbatté contro l’antica montagna, ruppe una roccia e la scagliò dietro la figlia fuggente. La roccia cadde proprio nella gola della bella. Angara dagli occhi azzurri implorò, soffocando e piangendo, e iniziò a chiedere:

-Padre, sto morendo di sete, perdonami e dammi almeno una goccia d’acqua.

Il Bajkal urlò irosamente:

-Ti posso dare solo le mie lacrime.

Da mille anni scorre l’Angara nello Enisej con la sua acqua-lacrime e il vecchio e solo Bajkal è diventato cupo e pauroso. La roccia, che il Bajkal gettò dietro sua figlia, fu soprannominata dalle persone la roccia degli sciamani. Lì venivano portati al Bajkal dei ricchi sacrifici. Le persone dicevano: “il Bajkal si infuria, si stacca la roccia degli sciamani, l’acqua comincia ad affluire e inonda tutta la terra”. Oggigiorno il fiume è sbarrato da una diga e per questo dall’acqua è visibile solo la vetta della roccia degli sciamani.

Esiste una leggenda popolare sulla creazione del lago Bajkal. “Dio osservò: la terra è venuta fuori poco amorevole… come si offese la terra! E per far in modo che non restasse offesa, Dio prese e creò per lei non un semplice zerbino, ma qualcosa di paragonabile alla sua generosità: il lago Bajkal”

È possibile rimanere al lago Bajkal per un giorno intero, per tutta la vita e non vederlo mai due volte identico. E quando guardi le sue infinite espressioni, diventa chiaro il perché gli abitanti costieri ne parlano come di un essere vivente, con rispetto e trepidazione. Ritengono, per esempio, che il lago possa offendersi o arrabbiarsi. I siberiani ne parlano come di un mare. E non a caso un’antica canzone comincia con la frase: “Mare glorioso, sacro Bajkal”

Il lago Bajkal è un miracolo della natura in tutti i sensi. Non esiste lago al mondo che goda di una tale fama.

Da sempre i siberiani nativi provano nei confronti del lago Bajkal dei sentimenti mistici. Credono che il lago non sia semplicemente 23 mila km cubi di acqua in un calice reale di pietra, ma un essere vivente, un mago e un guaritore, con il quale non vale la pena scherzare, e neanche far arrabbiare.   

FONTE: lifeglobe.net , 09/03/2013 – Traduzione di Armando Spigno

Armando Spigno

Ho imparato ad amare la Russia, la sua cultura e la sua lingua durante un anno di studio a Krasnodar, nel Caucaso, all'età di 16 anni. Da allora ho continuato ad alimentare questa passione sia in ambito accademico che al di fuori. Napoletano di origini, ma russo di adozione, sogno di conoscere e far conoscere la cultura di questo paese il più a fondo possibile.