Che cosa insegnavano le riviste femminili dei secoli passati

Che cosa insegnavano le riviste femminili dei secoli passati?

Le riviste femminili esistono in Russia da più di 200 anni. In ogni periodo, le riviste trattavano temi di moda e stile. Ecco, grazie al materiale del portale Kul’tura.rf, come è cambiata l’immagine della “donna ideale” nelle riviste.

XVIII secolo, romanzi, compostezza e abiti sfarzosi

 

 

Alla fine del XVIII secolo, la lettura e l’istruzione erano di moda. Le donne aristocratiche, come l’imperatrice Caterina II, amavano le scienze, scrivevano poesie e traducevano opere straniere. La prima rivista femminile russa apparve nel 1779. Si chiamava Modnoe ežemesjačnoe izdanie. Biblioteka dlja damskogo tualeta (Pubblicazione mensile di moda. Libreria per il pubblico femminile, n.d.t) ed era un almanacco letterario. Pubblicava storie d’amore per donne, poesie, racconti sentimentali. Tra gli autori c’erano scrittori popolari come Vasilij Majkov e Aleksandr Sumarokov, il redattore della rivista era il più grande editore dell’epoca, Nikolaj Novikov. “Dare al gentil sesso una lettura piacevole nelle ore libere” – così Novikov ha definito lo scopo della rivista.

All’interno della “Biblioteca” non c’erano illustrazioni colorate, ma in ogni numero della rivista   erano presenti stampe – caricature   di donne frivole. Nei fumetti “Ščegolicha na guljan’e” e “Čepec pobedy” l’artista ridicolizzava l’attenzione eccessiva per i vestiti e nel disegno “Raskrytye prelesti”, il comportamento inutilmente civettuolo. La rivista non godeva di una grande popolarità tra le donne e un anno dopo fu chiusa.

Il successivo giornale femminile, “Žurnal anglijskich, francuzskich i nemeckich mod” (“Rivista sulle mode inglesi, francesi e tedesche”, n.d.t), durò altrettanto poco. Uscirono in tutto tre numeri. Durante la pubblicazione la rivista lontanamente ricordava la lucentezza all’avanguardia, al suo interno   venivano descritte nei dettagli le tendenze europee nel mondo della moda. I principali punti di riferimento erano stilisti di Londra, Parigi e Berlino. Alle donne russe venivano dati consigli sullo stile: ad esempio, si consigliava che per il ballo si doveva indossare un abito pomposo di seta inglese o francese, decorare il decolté con pizzo, e cucire la gonna dello stesso colore delle maniche.

Nella “Rivista” pubblicavano miniature colorate delle immagini di abiti alla moda, cappelli e persino pezzi di arredamento, disegni stampati per il ricamo e lavori di cucito. Nonostante il fatto che la pubblicazione abbia portato nei suoi lettori l’amore per il lusso e uno stile di vita secolare, l’editore Vasilij Okorokov ha prestato particolare attenzione all’educazione morale, infatti i testi sottolineavano la natura delle donne, in quanto modeste, cordiali e di buone maniere.

XIX secolo: riviste femminili e donne editrici

 

 

 All’inizio del XIX secolo per i rappresentanti dell’alta società erano di moda le costose riviste straniere. Le colorate riviste arrivavano dall’Europa. Nel 1823 in Russia uscì il primo numero di “Damskoj žurnal” (“Rivista femminile”, n.d.t), che, secondo il pensiero dell’editore Petr Šalikov, doveva sostituire “le costose pubblicazioni straniere”.

La rivista era suddivisa in tre sezioni: letteratura, critica e moda. La prima sezione comprendeva poesia e prosa di autori ben noti come Vasilij Puškin, Petr Vjazemskij e il drammaturgo Aleksandr Pisarev. Nella sezione di critica venivano pubblicate recensioni e consigli teatrali, e a quale rappresentazione era meglio assistere. Nella sezione sulla moda c’erano molte illustrazioni – venivano stampati  in bianco e nero schizzi di abiti, cappelli e scarpe molto popolari in Europa, ed era possibile anche trovare dei “disegni di moda” a colori.

Gli autori di “Rivista Femminile” elogiavano le donne e le riempivano di complimenti che non riguardavano solo l’aspetto esteriore delle donne. Nell’articolo “Vzgljad na premuščestva ženskogo pola v Rossii” (“Osservazioni sui benefici della donna in Russi”, n.d.t) si parlava dell’influenza delle donne sullo sviluppo della società e sul ruolo nella storia. “Senza le donne non si formerebbero né villaggi pacifici né città in fiore; le persone rimarrebbero per sempre dei figli selvaggi della natura” – scrisse un autore.

“Rivista femminile” ha pubblicato per più di 10 anni. Era popolare tra le donne, ma era criticata dal pubblico maschile. Dopotutto, un’eccessiva attenzione per il fascino per il proprio aspetto, era considerata in quegli anni un’occupazione indegna – simile ad amare gli intrighi. Kondratij Ryleev e Aleksandr Bestužev chiamavano sarcasticamente la rivista “imbellettata”, e il principe Aleksandr Golicyn, Ministro degli Affari Religiosi e della Pubblica Istruzione, era indignato dal fatto che all’interno della rivista “lo scopo della vita e della felicità è il piacere dei sensi”.

Nel XIX secolo ci fu un evento importante: una rappresentante femminile iniziò la pubblicazione di una rivista femminile, Elisabeta Safonova dedicò a questo tutta la sua vita. Nel 1836, iniziò a pubblicare “Žurnal novejševo šit’ja” (“Rivista di cucito più recente”, n.d.t.). Non fu creato per un’elite sociale alta, ma per donne di origini più umili, ecco perché al suo interno si trovavano consigli ed istruzioni su come creare e cambiare il proprio guardaroba. Un’altra creazione della Safonova è stata la rivista illustrata “Vaza” (“Vaso”, n.d.t.), pubblicata a lungo, più di 50 anni. Oltre ai “disegni di moda”, c’era una sezione di aggiornamenti di moda in “Vaza”e raccontava di anteprime teatrali, nuovi romanzi e di nuovi negozi, “lussuosi e sfarzosi”, a Parigi.

Inizio xx secolo: donna-casalinga e donna-cittadino.

 

 

All’inizio del XX secolo fu introdotto nel giornalismo femminile, il tema della famiglia. Ora la donna non era solo una bellissima dama e musa, ma anche la figura principale, custode del focolare familiare. Le riviste hanno iniziato a pubblicare consigli sulla cura dei bambini, alimentazione ed attività fisica.

Nel 1912 uscì la “Žurnal dlja chosjaek” (“Rivista per le casalinghe”, n.d.t.), una rivista illustrata di tante pagine per le donne che si dedicavano alla maternità, alla cura della casa e della famiglia. La rivista aveva quattro sezioni: “Obščij” (“Generale”, n.d.t.) con i consigli di pulizia ed educazione dei figli; “Modnyj” (“Sulla moda”, n.d.t.), “Rukodel’nyj” (“Artigianato”, n.d.t.) e “Kosmetičeskij” (“Cosmetico”, n.d.t.) con ricette di cosmetici popolari e regole per la cura della persona. Anche qui venivano pubblicati saggi e articoli. Ad esempio, su come una casalinga poteva cavarsela senza servitori.

Scrivevano anche su come le donne dovevano vestirsi. Per le donne sposate e le madri la principale caratteristica era la modestia: “Il tono dominante della moda è la semplicità. La vera grazia, la vera eleganza consiste proprio nel perseguimento di questa semplicità.”

Con l’inizio della Prima Guerra Mondiale il ruolo della donna era cambiato. Molte di loro divennero volontarie infermiere, altre addirittura andarono in guerra. Una delle riviste più popolari all’epoca era “Ženščina” (“Donna”, n.d.t.). Sulla copertina del primo numero del 1915 era raffigurata un’infermiera volontaria mentre leggeva una lettera a un soldato ferito. In uno dei sottotitoli della rivista gli autori riflettevano sulle nuove funzioni sociali delle donne del XX secolo: “Madre – cittadina – moglie – casalinga.”

Durante gli anni di guerra le pubblicazioni erano piene di argomenti seri. La rivista pubblicava saggi sulla vita delle ragazze, i cui fidanzati partivano per il fronte, e sul difficile destino delle donne che vivevano nelle città occupate. Nella rivista si trovavano le foto dei rifugiati che lasciavano le loro città, immagini di ospedali. Ma la guerra non impedì agli editori di pubblicare articoli sull’attualità accompagnati dalle immagini. L’autore della rivista di moda scrisse: ” Recentemente ho visto una graziosa bionda in un cappello di velluto nero – un cappello a tre punte, uno stile di cappelli da ammiraglio”. Sono state soggette alla tendenza “militare” anche le camicette e vestiti. Consigliavano di cucirli col tessuto color kaki, con un grande colletto e con bottoni sulle spalline.

Alla vigilia delle rivoluzioni in Russia veniva pubblicato un grande numero di riviste. Solo a San Pietroburgo erano circa 40 i giornali e le riviste dedicate allo stile, cucito e lavori domestici. E con l’avvento del potere sovietico, molte pubblicazioni per donne si trasformarono in portavoce di idee del partito.

 

FONTE: Culture.ru – di Marija Solov’jova, traduzione di Dana Foddis

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