A Torino torna a soffiare forte il vento slavo

A marzo in arrivo la 5° edizione di Slavika, il festival delle culture slave – 10 giorni e più di 20 imperdibili incontri tra musica, cinema, arte e letteratura.

Dal 14 al 25 marzo, ritorna uno degli spazi di riferimento in Italia per conoscere e approfondire i fenomeni culturali, le novità editoriali, musicali e non solo, dell’Europa dell’Est. Quest’anno la redazione di Russia In Translation seguirà Slavika lungo la ricca e sempre nuova programmazione del Festival, che giunge alla sua 5° edizione. Fra gli ospiti la vincitrice del Premio Speciale Torino Film Festival nel Concorso letterario Lingua Madre, Dunja Badnjevic, lo street photographer Aleksandr Petrosjan, la banda balcanica Babbutzi Orkestar, e tanti altri.

Per conoscere SLAVIKA, abbiamo conversato insieme al membro del comitato organizzativo Alessandro Ajers, nonché presidente dell’associazione culturale Polski Kot, luogo in cui nasce e si sviluppa da ormai quattro anni il festival. 

Cos’è Slavika?

Il Festival Slavika è un progetto autofinanziato che dal 2015 collega Torino all’Europa Est e alle sue culture. Un viaggio attraverso il campo delle culture slave in tutte le loro manifestazioni, attraverso la letteratura, gli incontri con autori, poeti, il cinema, il teatro ed eventi live di musicisti e performer, dai Balcani e l’Europa centrale fino all’Est non ancora asiatico. Il festival nasce dal desiderio di portare in città il modo di vivere e fare arte dei paesi culturalmente slavi, dagli sforzi congiunti di una squadra di esperti di lingue e letterature slave. Alessandro Ajres, professore di polacco presso l’Università di Torino, Barbara Delfino, traduttrice freelance, curatrice di “I Vagabondi” di Olga Tokarczuk, ospite quest’anno del Festival, Massimo Maurizio, ricercatore di lingua e letteratura russa presso l’Università di Torino, Olja Arsic-Perisic, professoressa a contratto di lingua serbo-croata presso l’Università di Torino,  e Giulia Rondone, ricercatrice e traduttrice freelance ed esperta di lingua polacca. Una realtà quella di Slavika in continua crescita, uno spazio che di edizione in edizione raccoglie e unisce un pubblico di appassionati sempre più grande con appuntamenti ed eventi seguitissimi, tra cui il Premio letterario Polski Kot che premierà come in ogni edizione la migliore opera tradotta in italiano da una lingua slava. Inoltre, da quest’anno, sarà possibile contribuire al Festival Slavika via Crowdfunding dalla piattaforma online Eppela: dal 18 marzo appassionati crowdfunders di culture slave, potranno sovvenzionare, assieme agli official partners, il Festival Slavika 2020 e suoi itinerari futuri.

Ancora più Festival, ancora più Slavika

Quest’anno il Festival sarà più grande, più ambizioso, più Slavika!

Dalla fitta programmazione, alla ricchezza dei temi del Festival, Slavika si configura sempre più come un’esperienza a tutto tondo attorno ai fenomeni, alle specificità, agli slanci dei paesi culturalmente slavi.  A permettere tutto ciò, un approccio lungimirante agli eventi, divisi in giornate tematiche, come quella del 17 marzo dedicata all’architettura, in un viaggio alla scoperta degli Spomenik in Jugoslavia, in collaborazione con l’associazione “to je to”, e degli stadi balcanici e la loro estetica con Antonio Cunazza di Archistadia e Gianni Galleri autore del libro “curva Est”. O ancora, le giornate di lunedì 18 marzo, dove presso il cineteatro Baretti sarà proiettato “Isola Nuda” di Tiha K. Gudac su Goli Otok il campo di prigionia in Croazia per gli oppositori del regime di Tito, e di martedì 29 marzo durante la quale avrà luogo l’incontro con l’autrice Dunja Badnjevic che con Bollati Boringhieri pubblica il romanzo “L’isola nuda”, raccontando la storia di quel campo dove fu rinchiuso il padre per alcuni anni. L’atmosfera slava passa anche per la musica del festival Slavika con tre eventi live: in apertura il 15 marzo il chitarrista cantante e compositore Damir Imamovic, poi il 23 marzo l’AcCello Duo, il duo fisarmonica e violoncello polacco con Konrad Merta e Piotr Gach e, a chiusura del festival, le travolgenti vibrazioni balcaniche dei Babbutzi Orkestar ospite al Jazz Club lunedì 25.

La Russia di Slavika

Tra le sinergie e gli scontri, di cultura, musica e sapori dell’Est non può mancare di certo la Russia. Il 16 marzo Massimo Maurizio dialogherà con Marco Caratozzolo ospite del Polski Kot, per presentare il libro di cui è curatore per Sellerio “Lenin, un uomo” di Maksim Gor’kij: Lenin oltre il personaggio politico, oltre il mito, il ritratto di un uomo nella sua umanità. E poi ancora, Venerdi 22 marzo presso le Gallerie Fiaf, San Pietrburgo attraverso l’obbiettivo del vincitore del premio “Fotografo dell’anno” ai St. Petersburg Awards 2006 e 2007 Aleksandr Petrosjan in mostra a Torino con i Racconti di Pietroburgo: una mostra potente sull’altra faccia della città e dei suoi abitanti, gli scatti di una Russia grottesca quanto affascinante. Cultura e letteratura russa anche nel viaggio della sua trasposizione in lingua italiana con il seminario di traduzione letteraria dal russo con l’esperto di lingua e letteratura russa Massimo Maurizio, che si affiancherà a quello di serbo-croato tenuto dall’esperta di lingua Olja Arsic Perisic.

Un’occasione imperdibile per chi è appassionato di cultura slava, ma anche per chi è curioso di conoscere un mondo così sfaccettato, pieno di arte, cinema, letteratura e cultura. Sulla pagina ufficiale del Festival è già online il programma di Slavika 2019 con date, info e location degli eventi. Noi di RIT ci saremo, e voi?

Federico Lattante

Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all'Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l'ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.