Shock dei prezzi: in Russia sono aumentate le tasse

Shock dei prezzi: in Russia sono aumentate le tasse. In Russia dal 1 gennaio 2019 sono aumentate l’imposta sull’IVA fino al 20% e l’imposta sui consumi.

L’aumento dell’IVA dal 1 gennaio 2019 costringerà le aziende o ad aumentare i prezzi, o ad affrontare l’aumento dei costi direttamente dalle proprie tasche. Le autorità e gli esperti interrogati da “Gazeta.ru” si aspettano un’impennata dell’inflazione. Nella zona a rischio si trovano soprattutto i prodotti alimentari, le automobili, il mercato immobiliare e quello dei servizi. I prezzi aumenteranno anche sulla produzione di tabacco, alcool e diesel a causa dell’aumento dell’imposta sui consumi.

Dal 1 gennaio 2019 le aziende dovranno scegliere tra aumentare i prezzi in seguito all’aumento dell’IVA dal 18% al 20%, al fine di mantenere un profitto, oppure “pagare” di tasca propria per non perdere clientela.

“Le aziende sono orientate sulla domanda di consumo finale e sulle possibilità economiche dei clienti, ma quest’ultime sono limitate. So che per alcuni gruppi di merci sono state prese delle decisioni, ma questo non concerne i prodotti alimentari; bensì le merci industriali, per le quali le aziende non alzeranno i prezzi. Tali aziende andranno a compensare tramite il proprio fatturato.” Ha comunicato a “Gazeta.ru” il rappresentante del Praesidium dell’associazione delle imprese di vendita al dettaglio (AKORT), Sergej Beljakov.

L’aumento dei prezzi potrebbe rivelarsi più alto rispetto al valore dell’aumento dell’imposta sull’IVA, ha espresso la propria opinione il presidente di “Pilastro della Russia”, Aleksandr Kalinin.

Anche il co-presidente di “Russia in Affari”, Andrej Nazarov ha espresso la propria opinione su “Gazeta.ru”.  Secondo Narazov, considerando il carico, già abbastanza pesante sulle imprese, la maggior parte di esse dovrà comunque trasferire i costi sulle spalle della clientela.

“Come prima cosa cresceranno i prezzi nell’industria alimentare, poi verranno toccati negativamente l’industria della automobili, il mercato immobiliare e il settore delle costruzioni. Inoltre, i prezzi cresceranno anche nel mercato dei servizi professionali. I prezzi aumenteranno anche sui mezzi di trasporto.” ha aggiunto Nazarov.

Beljakov ha notato che da AKORT si cerca attivamente di contenere l’aumento dei prezzi sugli alimenti, se non di impedirlo nei limiti del possibile. “L’aumento dell’IVA comporta un rischio di crescita dei prezzi. Le aziende fornitrici stanno invece agendo in maniera diversa: da qualcuna c’è un trattamento speciale, da altre no; alcune pretendono un aumento dei prezzi, altre no.” ha dichiarato il rappresentante dell’AKORT.

Secondo lui si verificherà una lotta contro prezzi sui prodotti alimentari per le frazioni più sensibile della popolazione. Si parla delle merci di prima necessità del paniere, come per esempio latte e pane.

A dicembre gli operatori telefonici avevano già iniziato ad avvertire riguardo all’apprezzamento del costo dei servizi tramite i loro siti web ufficiali. Dichiarazioni del genere sono state fatte anche dai principali operatori, come “Megafon”, “Vympelkom” e “Tele2”.  Questi ultimi hanno spiegato che la crescita dei prezzi è dovuta all’aumento delle imposte sull’IVA. Ci si aspetta che il cambiamento delle tariffe avverrà da gennaio.

Nel complesso, insieme all’aumento dell’IVA, anche altri fattori contribuiscono all’aumento dei prezzi delle merci dall’inizio del 2019, i quali mettono sotto pressione le imprese. Secondo Beljakov, tra questi fattori contiamo la logistica, i prezzi sulla gasolio, le bollette, gli affitti.

Nel 2019 sono cresciuti anche i prezzi del tabacco, alcool e gasolio in quanto è aumentata la tassa sul loro utilizzo. Così le tasse sulla benzina di quinta classe sono aumentate di due volte e mezzo: da 8213 a 12314 rubli per tonnellata, mentre quella sul diesel da 5665 a 8541 rubli.

Secondo i prognostici della Banca Centrale della Federazione Russa, nel 2019 ci si deve aspettare una crescita dei prezzi sui prodotti contenenti tabacco e benzina pari al 4,6%. L’aumento dei prezzi della benzina può portare all’aumento dei costi di trasferimento e conservazioni delle merci. Il prezzo delle automobili crescerà fino allo 0,2%, e fino allo 0.7% per i prodotti enologici.

Secondo i risultati rilevati da Rosstat nel 2018, l’inflazione era pari al 4,2%. Il Ministero dello sviluppo economico della Federazione Russa prevede che nel 2019 l’inflazione raggiungerà il  4,3%. Secondo i prognostici della Banca di Russia nel 2019 l’inflazione annuale salirà temporaneamente al 5%-5,5%. Invece, la Banca Centrale prevede che il valore sarà di 4%.

“L’impatto sempre più significativo sulla dinamica dei prezzi del 2019 ce l’avrà l’aumento della tariffa base dell’IVA, il cui contributo all’inflazione annuale è pari a circa ad un punto percentuale secondo la Banca Centrale.

Secondo il governatore, l’indebolimento del rublo, già iniziato nel 2018, continuerà ad avere un effetto sull’inflazione, soprattutto nella prima parte del prossimo anno, l’indebolimento del rublo. Secondo il ministro per lo sviluppo economico, Maksim Oreškin, l’inizio del prossimo anno sarà il periodo più difficile per l’economia russa; e le ragioni sono da ricercarsi nella caduta del prezzo del petrolio e nell’aumento dell’IVA.

“Il momento più difficile per il movimento dell’economia sarà l’inizio del 2019. E sono tutta una serie di fattori a sommarsi.” ha detto il ministro in sede di un’intervista sul canale televisivo “Rossija 24”.

La Banca Centrale aveva già reagito all’inflazione stimata e il 14 dicembre aveva aumentato la tassa chiave. Mentre a dicembre il governatore l’aveva aumentata fino al 7,75%.

Alla grande conferenza stampa del 2018 il presidente Vladimir Putin ha tentato di calmare la comunità, dopo aver spiegato ai giornalisti che l’effettivo valore dell’IVA sarà inferiore al 20% in quanto tutte le agevolazione verranno praticamente mantenute, per esempio per la produzione di medicine, di merce per bambini e per il settore tecnologico.

“Alla fine conto sul fatto che si tratterà di un caso isolato. All’inizio dell’anno prossimo si verificherà un aumento minimo dei prezzi e dell’inflazione, e poi comunque i prezzi si abbasseranno nuovamente. La Banca Centrale sta agendo al fine di prevenire un tale aumento.” ha comunicato Putin.

Quanto alla crescita delle tariffe dei servizi di pubblica utilità, negli ultimi anni questa era pari al 4% in media. Nell’ultimo anno si svolgerà in due tappe, ma nel complesso la crescita sarà circa simile.

“Perché in due tappe? Perché, insieme all’aumento dell’IVA, si prevede un qualche aumento dei costi delle merci e dei servizi, connessi alla necessità di un normale funzionamento del sistema di pianificazione urbana. Quindi, al fine di non aiutare queste organizzazioni,  e alla fine ciò viene fatto negli interessi dei cittadini, è stata presa la decisione di dividere l’aumento in due tappe. Tuttavia, il valore totale non dovrebbe superare il 4,1%.” ha aggiunto il Presidente.

Alcuni esperti cercano di trovare un lato positivo nella crescita dei prezzi. Il direttore per lo sviluppo di Pronline, Dmitrij Trepol’skij, afferma che l’impennata dell’IVA potrebbe spingere la popolazione a posticipare gli acquisti. “Però la popolazione inizierà ad investire denaro al fine di aumentare il capitale.” ha detto speranzoso.

Tuttavia, considerando che il reddito disponibile reale della popolazione praticamente non è cresciuto (l’aumento è pari a 0,4% in 11 mesi, secondo i dati rilevati da Rosstat), non sarà possibile contare sul rafforzamento dell’attività di investimento da parte dei cittadini.

Fonte gazeta.ru 1/01/2019- di Jevgenja Petrova, Traduzione di Laura Jurinich

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Laura Jurinich

Sono a nata a Venezia nel 1995. Dopo la maturità classica, mi sono laureata in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio all’Università Ca’ Foscari di Venezia e poi in traduzione specializzata alla University College London. Attualmente risiedo a Venezia e lavoro come traduttrice freelance in ambito turistico, editoriale, scientifico e burocratico.