15 fiabe cinematografiche sovietiche

Con che cosa occupare un bambino durante le vacanze invernali?

Ricordiamo insieme le fiabe cinematografiche sovietiche più amate, che gli adulti moderni hanno visto più di una dozzina di volte, e che i bambini moderni devono guardare almeno una volta.

Il vecchio Khottabych

È l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Lazar Lagin. Il giovane pioniere Volka con Krasnopresnenskaya (Alexei Litvinov) tira fuori dal fondo della Moscova una caraffa sigillata e visibilmente antica. Il ragazzo, curioso, a casa apre il reperto e dal vaso appare un antico genio. Hassan Abdurrahman Ibn Hottab (Nikolai Volkov) ha trascorso in questa brocca stretta duemila anni, scontando una pena per un reato. Il genio arriva nell’Unione Sovietica negli anni ’50, quando le persone erano convinte che la terra fosse piatta e fosse sul dorso di una tartaruga.

Jack Frost – Morozko

Uno dei principali film natalizi in Russia e in Repubblica Ceca. Il film è uscito anche in Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Messico, Finlandia e in altri paesi. Steven Spielberg in un’intervista ha detto che il film “Jack Forst” ha influenzato la creazione di molti capolavori di Hollywood. Il regista Aleksandr Rou era convinto che in natura ogni miracolo riuscisse molto meglio che nei padiglioni cinematografici. È difficile dire se la giovane studentessa dell’Università russa di arti teatrali Inna Čurikova, che effettivamente gelava nei boschi di Kola, condividesse il suo pensiero. Ma l’attrice, che in seguito divenne una stella nel cinema sovietico, sopportò coraggiosamente il freddo, mangiando con dedizione teste di cipolla, che l’attrezzista aveva messo nel cestino insieme a delle mele economiche. Immagini poetiche, costumi nello stile pittorico della scuola di Bilibino, una trama monolitica e elaborata ed effetti speciali mai visti negli anni ’60, ecco il segreto del successo della famosa fiaba.

Il regno degli specchi storti

Vi piace guardarvi allo specchio? Cosa pensereste se dietro la superficie riflettente vi trovaste voi o qualcun altro con il vostro stesso nome solo al contrario?  Ola Kaprisulja assomiglia al suo riflesso: Alo. Insieme le due ragazze giungono nel regno degli specchi storti. Qui tutto è al contrario e vivono, secondo leggi animalesche, con le sembianze di persone, Arepiv (Vipera), Oibbin (Nibbio), Opsor (Rospo), Ollagappap (Pappagallo) e molti altri personaggi mescolati. Superando le difficoltà, Ola si renderà conto che essere una sciattona, golosa, pigra e una frignona è sbagliato ed inoltre è pericoloso per la vita.

Cenerentola

Una delle fiabe più famose e più amate mai create. La guerra era appena finita. C’era diffidenza verso il materiale, verso i giovani registi, verso i futuri eroi. Mancanza di attrezzeria e costumi. Hanno consegnato il film nell’aprile del 1947, il periodo di riprese in teatro di posa capitò nel freddo. I padiglioni “Lenfilm” nella città del dopoguerra non erano riscaldati e Yanina Zhejmo ricordava che gli attori andavano alle riprese con scialli di lana e stivali di feltro, ma non appena risuonava l’ordine “Motore!”, “ospiti del ballo!”, e “cortigiani” si toglievano di dosso tutte le cose calde e rimanevano in abiti da ballo, fatti con tende e con altri materiali di scarto. Qualcosa portato dagli attori da casa, qualcosa preso in prestito dal teatro Marinskji. Il risultato rallegra gli spettatori di tutte le età già da parecchie decine di anni.

Fuoco, acqua e tubi di ottone

Questo film è ancora più comico e spensierato di altri racconti di Alexander Rou. Non ‘è posto per la tristezza e le tenebre. Anche un archetipo del genere (a cui il regista prima ha ricorso non una volta), come Koschei l’Immortale qui non è male. È un uomo vivente, un fidanzato adulto, che non è riuscito a far fronte ai suoi sentimenti. Inoltre, l’acqua (Pavel Pavlenko) qui non è affatto un mostro, ma piuttosto, un vecchio bonaccione annoiato, del quale, in una vecchiaia così avanzata, non ci si può sorprendere. 

Mama

Lyudmila Gurchenko nel ruolo della Capra. Michail Bojarskij nel ruolo del Lupo. Questo è già abbastanza per dover guardare questo film. Alla moda, stravagante, con una parrucca color viola-blu e leggins sovietici, il bel Lupo guarda con desiderio Mamma Capra e ruba i suoi dolci figli. Senza dubbio il bene vincerà il male e al posto di un’abbondante cena il Lupo congelerà la propria coda nell’acqua gelata.

Là, su sentieri sconosciuti…

Partireste voi in un’avventura, andando a trovare la nonna? Sicuramente. Soprattutto se la nonnina è la stessa Baba Yaga del Tredicesimo regno. Nel film musicale “Là, su sentieri sconosciuti…”  il semplice pioniere sovietico Mitya Sidorov entra nel Tredicesimo regno. Con tutte le sue favolose conseguenze.

Dopo la pioggia, di giovedì

Al re Avdej nacque un primogenito. Certamente, Ivan. Quello stesso giorno dalla governante di Varvara venne alla luce Ivan. Trovarono poi un altro Ivan dietro il recinto nel cavolo. Poi i piccoli sono stati sostituiti. Passeranno 20 anni prima che la giustizia trionfi, e non senza l’aiuto di Koschej l’Immortale interpretato da Oleg Tabakov.

La regina delle nevi

L’adattamento cinematografico dell’opera di Evgenia Schvarza, scritto sul soggetto della fiaba di Hans Christian Andersen, uscì alla metà degli anni ’60. A quell’epoca gli spettatori conoscevano già il famoso cartone animato di Lev Atamanov e per gli autori era un compito non banale costruire un’immagine così interessante senza ricorrere all’aiuto dell’animazione. Senza i moderni effetti speciali il regista Gennadi Kazanski dovette “resuscitare” oggetti inanimati e “far parlare” gli animali.

Finist – Falco Lucente

Aleksandr Rou scrisse lo scenario per il film. C’era una volta il contadino Finist. Lui era possente, forte ed era amico di un Falco, un uccello non facile. Il Falco ha sempre predetto al cavaliere da dove sarebbe arrivato il pericolo e come sconfiggere gli invasori. Poiché il cavaliere Finist vinceva sempre negli scontri il nemico, nel popolo lo soprannominarono Lucente falco. Vyacheslav Voskresensky, che interpretò Finist, divenne a lungo l’idolo delle ragazze sovietiche.

Un vecchio, vecchio racconto

Quando la regista Nadezhda Kashevarova iniziò la produzione di questo film, il suo principale capolavoro cinematografico – “Cenerentola” del 1947, realizzato in collaborazione con Michail Shapiro secondo la sceneggiatura di Eugenia Shvarza, – l’avevano visto 18 milioni di spettatori. “Vecchio, vecchio racconto” è nato sulla base non di una sola trama ma bensì di tre fiabe di Andersen: “L’Acciarino”, “Il guardiano dei porci” e “Gian Babbeo”.
Il ruolo principale l’ha interpretato Oleg Dahl.

La principessa sul pisello

“Cercasi principessa” – un annuncio così audace fu appeso ai cancelli del palazzo, quando giunse per il principe il momento di sposarsi. E subito un’incredibile svolta. Non fu trovato nessun pretendente che volesse dividere le stanze reali con il principe. L’erede al trono decise di combattere la sorte e si mise alla ricerca. Oltrepassò decine di terre circostanti, consumato più di un paio di scarpe da ballo, caduto in depressione per la solitudine, non avendo trovato neanche una candidata al titolo di sposa, decise di tornare a casa. La futura principessa si presentò all’entrata del castello reale. Ma, invece di gioire, la famiglia reale decise di organizzare una prova importante. E le misero un pisello.

Maria la tessitrice

Un soldato in pensione torna a casa e, naturalmente, sulla sua strada incontra dei bisognosi. L’eroe contento si impegna, si fa carico di qualsiasi cosa: dal tirar fuori un orso da una trappola, a dare una mano ad un artigiano per salvarsi dalle grinfie del re del mare – senza problemi. Il soldato cambia facilmente il suo percorso, per aiutare il coraggioso Vanyushk alla ricerca della madre rapita. Il re Vodokrut, tuttavia, non libera così facilmente Maria. La forza non può far fronte alla magia, questo è il caso in cui gli eroi devono vincere grazie all’intraprendenza, all’inventiva e alla fede nella propria ragione. Oltre al ripugnante Vodokrut, sul cammino del soldato e del ragazzo compaiono il ministro e la zia.

Sadko

È uno dei primi lavori del dopoguerra del noto maestro del genere fiabesco Aleksandr Ptushko. Il film creato sulla base del folklore russo, è diventato un capolavoro del mondo delle fiabe, a cui hanno fatto riferimento i migliori registi del mondo. Sadko, commerciante e suonatore di Gusli della città di Novgorod è un eroe russo dall’aspetto canonico: piantina obliqua sulle spalle, capelli ricci biondi, voce vellutata. Quando suona la cetra, gli ascoltatori si fermano ad ammirarlo. Al banchetto del mercante Sadko sogna ad alta voce: se avesse più oro, andrebbe in viaggio per gli anni a venire. Corre in aiuto della figlia del re del mare.

Una storia di vagabondaggi

Un po’ spaventoso, un po’ triste – questo film è contemporaneamente una fiaba per bambini e una parabola filosofica. Il regista Aleksandr Mitta ha subito abbattuto gli stereotipi fantastici: la tragedia qui accade proprio a Capodanno, e uno dei protagonisti principali, il medico e poeta Orlando, contrariamente ai canoni muore. Come al solito c’è una lieta conclusione: dopotutto l’orfana Marta ritrova suo fratello scomparso Maggio, dotato di un insolito dono, percepire e attirare a sé l’oro. Tuttavia è troppo audace e ambiguo per la fiaba: dopo aver distrutto il castello pieno d’oro di Gargon, Maggio si priva del proprio dono, ma allo stesso tempo l’anima del defunto Orlando si infonde in lui.

Articolo a cura delle studentesse del Master ELEO Giada Gavasso, Elena Martinolli, Ludovica Platino.

Master ELEO

Il Master di primo livello in Economia e Lingue dell’Europa Orientale / ELEO è un progetto di formazione manageriale dell’Università Ca' Foscari Venezia – Ca’ Foscari Challenge School, rivolto esclusivamente  a laureati con conoscenza certificata della lingua russa. L'obiettivo è formare esperti in relazioni economiche con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. Il Master ELEO intende rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale e istituzionale con un programma didattico in grado di integrare qualificate competenze linguistiche e culturali con conoscenze economiche, commerciali e di marketing internazionale.