Come evitare la censura

Nota di redazione: Il seguente testo è stato tradotto dalla studentessa dell’università Higher School of Economics, Tat’jana Popkova, come prova finale del corso di traduzione della docente Francesca Loche.

“Un tiranno”, “i francesi buoni”, “uccidere”, “baciare” e altre parole che dovete evitare se vivete nella Russia del XIX secolo e volete che il vostro testo sia pubblicato.

“Il male succede perchè si guardano solo le parole e le frasi e non lo spirito del testo. Quelli che, creando perifrasi con maestria, riescono a evitare i termini vietati dalla censura, fanno passare cose inaccettabili.”

Faddej Bulgarin, un editore

1. Non usate l’espressione “Pietra angolare”

Se scrivete un testo mondano, cercate di evitare questa citazione biblica. Un censore vi ricorderà che la pietra angolare significa Gesù. Ecco come lo scrittore e storico della letteratura  Aleksandr Nikitenko descrisse questa situazione (a proposito, anche lui era un censore):

“Nel mio testo ‘Sull’economia politica’ tanti brani sono stati eliminati dalla censura. Comunque, in un punto si dice che: ‘Adam Smith suggerisce che la libertà dell’industria è la pietra angolare per l’arricchimento nazionale” etc… La parola ‘angolare’ è stata cancellata perché, come nota il premuroso censore, la pietra rappresenta Gesù, per questo l’epiteto non deve essere usato per designare qualcos’altro.”

2. Non dite che i francesi sono buoni 

Anche se descrivete i francesi che furono contro la rivoluzione. Il presidente della Commissione  della Censura di Pietroburgo Mikhail Dondukov-Korsakov pensava che non ci fossero persone buone in un Paese durante un colpo di stato. Proprio a Dondukov-Korsakov è dedicato un famoso epigramma di Puškin che allude al legame tra il vice-presidente dell’Accademia delle Scienze del periodo e il ministro dell’educazione Sergej Uvarov.

3. E neanche gli ebrei

Un racconto in cui “un ebreo è stato rappresentato come un uomo di grande virtù (anche se nessun cristiano è stato descritto come una persona cattiva)” è stato definito immorale “perché un ebreo non può e non deve essere un uomo di grande virtù.”

4.  Un censore cancellerà tutto a sangue freddo anche se scrivete di torte o di funghi
Un articolo prima e dopo della censura. Una caricatura di Apollon B. del giornale satirico “Iskra”. 1863. Wikimedia Commons

Il famoso censore Krasovskij cancellò da un ricettario le parole ‘liberare la fantasia in cucina”  e vietò l’articolo “la nocività dei funghi” perché la frase ‘liberare la fantasia in cucina” fa allusione alla libertà e “i funghi  sono un cibo di penitenza per gli ortodossi, e scrivere della loro nocività significa minare la credenza e propagare la sfiducia”. Inoltre, se trovate delle patate che sono andate a male non scrivete che non sono buone. La censura lo considererà contro la volontà di Dio.

5. Cercate di evitare gli epiteti “celeste”, “angelico”, “divino”

E anche altre parole e frasi legate alla sfera religiosa.

“Ecco alcuni esempi di frasi vietate dalla nostra censura in quanto offensive per i credenti: il cielo nazionale, lo sguardo celeste, il sorriso angelico, il divino Platone, per l’amor di Dio, giuro su Dio, Dio l’ha reso ricco, era sempre occupato con la caccia etc. Tutte le parole qui sottolineate sono vietate dalla nostra censura, la letteratura e in particolare la poesia hanno regole davvero rigide. Bisogna dire che  perfino la censura papale permette l’uso di queste frasi, il ché è confermato dalla poesia italiana moderna.”

6.  Non scrivete “ho baciato” e “ho amato”

Se siete gli scrittori di un romanzo, al posto di “lo sposo ha baciato la sposa” scrivete che lui l’ha guardata. E se volete scrivere che un uomo si è innamorato di una donna, arrivate al punto: scrivete che voleva sposarla.

7.  Non mettete tanti punti tra i numeri
La stampa buona. Una caricatura del giornale Der Leuchtthurm. Germania, 1847. Staatsbibliothek zu Berlin

“Il censore Akhmatov fermò la pubblicazione di un libro di aritmetica perché tra i numeri di un problema c’era una sequenza di punti. Lui sospettava ci fosse un intento nell’autore del libro.” In generale se vi occupate di scienze, non pensate che la censura non vi raggiungerà. Provate di dimostrare che “le forze della natura” non minacciano l’ordinamento politico-sociale.

8.  Non dite che un imperatore è stato ucciso e non usate la parola “tiranno”

E non importa di chi si tratta, fosse perfino Giulio Cesare. Perché un lettore deve sapere che all’epoca si poteva eliminare un monarca così? Per quanto riguarda la parola “tiranno”, un censore non la permetterà anche nel caso in cui si tratti di un annuncio dove Tiranno è il nome di un cane scomparso. Si dovrà cambiare in nome da Tiranno a Trèsor.

9. Non usate la frase “Il leone è il re degli animali

In Russia c’è già un re, per questo e meglio non scrivere che il leone è il re degli animali: “Negli articoli dove si trattava di flora e fauna appariva sempre il segno di censura ‘L’ che significava ‘sostituire la parola’”.

10. Non osate scrivere la parola “carestia” in tempi di carestia 

Cercate di trovare una frase più neutrale, altrimenti lo farà un censore. Una volta “Il professore Dokhman ha consegnato a ‘Kazankie Vesti’ (Notizie di Kazan, NdT) un articolo dal titolo ‘Le conseguenze fisiologiche della carestia’. Il giorno dopo fu molto sorpreso di vedere il suo articolo con il nuovo titolo: ‘Le conseguenze fisiologiche del pessimo raccolto’!”

11. Non rallegratevi per gli articoli pubblicati
Il comitato della censura. I redattori dei giornali presentano i loro articoli. Una caricatura del giornale satirico “Iskra”. 1862 Wikimedia Commons

Anche se il vostro testo è stato pubblicato, non vale la pena di dargli grande importanza. È possibile che abbiate comunque scritto qualcosa di immorale e in tal modo pericolosa. I libri pubblicati saranno trovati e bruciati.

Fonte: arzamas.academy Autore: Oksana Vorob’eva Traduttore: Tat’jana Popkova Redazione: Francesca Loche

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Francesca Loche

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione. francesca.loche@gmail.com