Dove si vive bene in Russia? In quali regioni si trasferiscono i russi?

Dove vivere bene in Russia. In quali regioni, di solito, si trasferiscono i russi?

«L’erba del vicino è sempre più verde», dice il proverbio. Ogni anno migliaia di russi cambiano la loro residenza. Mosca e San Pietroburgo continuano ad essere i principali centri di attrazione, ma ormai non sono più gli unici leader.

«La distribuzione dei flussi migratori nelle città russe non è la stessa per tutto il paese», riferisce il Servizio Federale di Statistica. Ad esempio, le città situate al centro del Paese, in particolare quelle della regione di Mosca, risultano i posti più attraenti in cui risiedere secondo la popolazione degli altri soggetti. La percentuale di spostamenti interregionali nelle suddette città supera il 70%. Nelle città situate nelle zone meridionali del Paese e sul Volga, invece, c’è una distribuzione più uniforme dei flussi provenienti da questi e da altri soggetti».

Rosstat pubblicherà i dati definitivi per il 2018 solo nella seconda metà dell’anno, quindi partiamo dalle cifre del 2017.

Chi è in cerca di una vita migliore

Nel Paese, in un anno, più di 4.2 milioni di persone hanno cambiato residenza. A trasferirsi, in genere, sono giovani con un’età media di 30.3 anni (29.4 anni per gli uomini, 31.2 per le donne).

Il deflusso demografico verso il centro del Paese ha interessato soprattutto le regioni dell’Estremo Oriente, della Siberia, degli Urali, del Volga e del Caucaso Settentrionale. I motivi che spingono a trasferirsi sono per lo più di carattere personale e familiare (33.7%). L’8.4% e il 8.7% si trasferisce rispettivamente per studio e lavoro. La maggior parte di quelli che si spostano per motivi di studio vanno a San Pietroburgo, mentre quelli che si spostano «per il benessere dell’ambiente» vanno nella regione di Krasnodar.

Leader per trasferimenti

Secondo le cifre riportate dal ministero, in un anno il numero di nuovi arrivati a Mosca e San Pietroburgo è stato di 290 e 220 mila persone. Nella classifica, poi, ci sono grandi soggetti territoriali russi: Ekaterinburg, Krasnodar, Novosibirsk, Krasnojarsk, Tjumen’, Ufa, quasi tutte metropoli e capoluoghi regionali. Spesso si recano qui per studiare (nelle grandi università) o per lavoro, ma anche perché gli stipendi sono più alti rispetto a quelli delle piccole città.

Tra i centri di attrazione demografica, Rosstat cita anche Balashikha, Khimki, Ljubertsy, Krasnogorsk e Mytišči, tutte città della regione di Mosca. In questo caso il fattore decisivo di scelta è la vicinanza a Mosca.

Se si considera l’intensità degli arrivi (ogni 10 mila persone residenti) anziché la quantità, al primo posto ci sono di nuovo le città situate nei dintorni della capitale: Krasnogorsk, Dolgoprudnj e Reutov. Tra le città delle altre regioni russe, invece, la scelta ricade su Novyj Urengoj, Noril’sk, Sochi e Krasnodar.

Il denaro non ha odore

Novyj Urengoj è la capitale russa non ufficiale del gas, ed è una città giovane e bella. Qui gli stipendi sono abbastanza alti, non a caso 8101 persone hanno indicato che vi si sono trasferite per trovare un nuovo lavoro. A Novyj Urengoj fa freddo; d’inverno i termometri segnano – 45 gradi. Qui l’estate dura circa 40 giorni, ma porta un caldo soffocante.

A Noril’sk, secondo i suoi abitanti, è ancora più difficile. In inverno la temperatura dell’aria scende fino – 50 gradi e il periodo invernale dura 9 mesi l’anno. È considerata una tra le più fredde e sporche città al mondo. Qui la statistica sull’incidenza del cancro è spaventosa. I trasporti sono sottosviluppati e ci si può spostare solamente in aereo e con la nave d’estate. Tuttavia l’estate è praticamente inesistente, ed è breve e fredda. I prezzi dei negozi sono più alti rispetto che in campagna, però in questa città della regione di Krasnoyarsk i salari sono alti.

Noril’sk

Qui i trasferimenti sono dovuti sia al lavoro su turni, che al desiderio di guadagnare per poter acquistare un appartamento fuori città. Nelle imprese dell’industria mineraria e metalmeccanica la retribuzione dei dipendenti è elevata, le ferie sono lunghe e vengono pagate. L’ammontare del salario tuttavia è diverso: ci sono posti vacanti con stipendi da 30 mila rubli, e stipendi da 200 mila rubli. Si va in pensione molto presto, e la maggior parte di quelli che vanno in pensione si trasferiscono in città più calde del Paese.

Senza dubbio i russi scelgono di sopportare i disastri naturali, il freddo e la mancanza di sole, ma almeno guadagnano tanti soldi.

Ksenia si è trasferito da Noril’sk a Mosca, dove si è iscritto all’università e ha trovato lavoro. Chiama la sua città natale «città dei genitori»: «è la città in cui i genitori si guadagnano da vivere e pagano la scuola ai figli. Restano lì per stipendi discreti, in modo da permettere ai figli di studiare in buone università e di pagar loro l’appartamento affittato durante gli studi. Poi, come molti sperano, i figli potranno stabilirsi in città più adatte a trascorrere la vita».

«Non rimpiangiamo nemmeno per un attimo di esserci trasferiti»

Nell’estate 2016 la famiglia Ivandikov di Chelyabinsk ha girato in macchina l’intera regione di Krasnodar. Il viaggio ha colpito talmente tanto la famiglia che hanno subito deciso di trasferirsi lì.

«Abitavamo nella prospera Ekaterinburg», racconta Julija Ivandikova. «Insegnavo russo all’università, mentre mio marito lavorava nell’apparato statale. Ed ecco che partiamo per la luminosa, bella e calda Krasnodar, scattiamo foto e, all’improvviso, dico a mio marito: „Com’è che qui ci rilassiamo e tutto, mentre a casa viviamo nel grigiore delle giornate, al freddo e al buio?”. Lui mi ha capito al volo. Nostro figlio, che andava alle medie, non sembrava particolarmente turbato dall’idea di trasferirsi, perciò una volta tornati a casa abbiamo messo in vendita l’appartamento. Mio marito aveva intenzione di trovare un posto di lavoro simile a quello che aveva in quel momento. Doveva compiere il servizio per altri 10 anni, ma noi abbiamo deciso di mollare tutto e di andarcene. Abbiamo venduto l’appartamento e ne abbiamo comprato un altro di 15 metri quadri in meno, con un sovrapprezzo di un milione.

Ho trovato un lavoro più semplice in una scuola. A mio marito con il servizio statale è andata male, ed ora lavora in un’azienda che produce mobili. Certo, il nostro reddito è sicuramente diminuito, ma siamo felici che in qualsiasi momento possiamo saltare in macchina e correre al mare, motivo per cui a questa città perdono tutto. Non rimpiangiamo nemmeno per un attimo di esserci trasferiti. Indubbiamente sentiamo la mancanza della nostra famiglia, ma adesso al posto di andare in Turchia tutti verranno in vacanza da noi. Andiamo a Sochi in auto con i nostri genitori, e prima di tornare a Ekaterinburg piangono e giurano che si trasferiranno anche loro da noi».

Nel 2018 Krasnodar è stata riconosciuta come una metropoli ed una delle città più in sviluppo della Russia. Ogni anno arrivano in media 100 mila persone, il che per essere un capoluogo regionale è una cifra molto alta.

«Una parte significativa di quelli che si trasferiscono permanentemente provengono dalle regioni settentrionali, ovvero dal territorio di Khabarovsk e Primorsky, dai distretti autonomi Yamalo-Nenets e Khanty-Mansi, dalla regione di Kemerovo e di Krasnojarsk e dalle regioni di Irkutsk e Sverdlovsk», riferisce il governo di Krasnodar. Kuban’ e il suo capoluogo, avendo un clima mite e caldo, ed essendo vicine al Mar Nero e d’Azov, attraggono molti russi.  Molte persone si trasferiscono con la famiglia e prendono casa a Krasnodar, uno dei leader nel Paese per numero di abitazioni in costruzione.

Krasnodar
«Trasferirsi a Sochi è stata una delle migliori decisioni della vita»

Un altro importante punto migratorio è Sochi, che dopo le Olimpiadi si è arricchita di infrastrutture e posti di lavoro. Ultimamente è diventata una popolare meta di svernamento per i moscoviti che lavorano distanti. Il loro stipendio gli permette benissimo di affittare un appartamento in bassa stagione e di sopravvivere. Anche gli abitanti delle altre regioni russe, però, spesso si trasferiscono qui con permesso di soggiorno permanente.

La famiglia Kovalev di Čeljabinsk ha deciso di trasferirsi a Sochi perché già il fratello maggiore del capofamiglia viveva nella località turistica. «Quando l’ecologia della regione è diventata fuori dal dall’ordinario, ho riflettuto molto sulle parole di mio fratello circa la possibilità di trasferirmi nelle calde regioni», racconta Stanislav Kovalev. «Eravamo in attesa del terzo figlio quando un nostro vicino ha manifestato il desiderio di acquistare il nostro appartamento e di unirlo al suo. Ho chiamato mio fratello, il quale ha urlato che l’universo ci stava mandando un segnale, in quanto gli appartamenti della zona degli Urali meridionali si erano fortemente abbassati di prezzo, e vendere la propria casa ad un prezzo ragionevole era difficile. E qui, come si suol dire, “a te le carte”.

Ogni giorno, in tv, parlano delle ennesime emissioni delle nostre fabbriche. Non si riesce a respirare, l’aria è fitta, densa e puzza di bruciato. Abbiamo così deciso di vendere e di trasferirci, ma acquistare a Sochi si è rivelato ancora più complicato. Mia moglie ha partorito, e assieme ai nostri tre figli siamo andati a vivere da mio fratello in un monolocale. Certo, era abbastanza grande (circa 60 metri quadri), ma non è stato molto divertente. A Čeljabinsk avevo degli amici con cui facevo restauri e vivevo bene. Mia moglie non lavorava perché badava ai bambini. Mi sono sentito in colpa a pesare su mio fratello e a spendere tutti i soldi messi da parte per pagare l’affitto. A Sochi, però, il mercato immobiliare è particolare: qui ci sono dei contratti che non si trovano in nessun’altra parte del Paese. Ad esempio, esiste un contratto per l’acquisto di un appartamento e un contratto per l’acquisto di uno spazio abitativo.

Sembrerebbero la stessa cosa, ma non è affatto così. La seconda variante è infatti un contratto di investimento, per il quale non viene concesso un mutuo. C’è anche il termine garage residenziale, prima conosciuto solo sul posto. Inoltre a Sochi è difficile ottenere un certificato che attesti il diritto di proprietà sulla casa. Cercando casa sono diventato talmente esperto di queste questioni, da pensare ad una carriera come agente immobiliare. Ormai, però, sono in ritardo: questa nicchia è già occupata.

Alla fine abbiamo trovato per caso l’appartamento dei nostri sogni. È vero, mi sono aperto un mutuo da mezzo milione, ma so per cosa sto pagando. Comunque trasferirsi a Sochi è stata una delle migliori decisioni della mia vita. È una città da vacanze, in cui si respira un’atmosfera di eterno divertimento. Persone provenienti da ogni parte del mondo vengono qui per il mare, e io ci vivo a tre fermate di distanza. I miei figli camminano nel parco Riviera, non tra le tre betulle della periferia del quartiere di Lenin in cui vivevamo».

«Più la gente abita lontana da Mosca, più fatica a vivere»

Andrei Pokida, direttore dell’Istituto di monitoraggio socio-politico dell’Accademia di Scienze Sociali RANEPA, spiega alcune cifre del grafico sulle migrazioni:

«Il centro di attrazione è soprattutto la Russia Centrale. Le regioni degli Urali e della Siberia, invece, mostrano sia deflussi che afflussi di persone. Ciò si spiega con il fatto che da qui si spostano verso la parte europea della Russia, mentre vi arrivano dall’Estremo Oriente.

L’Estremo Oriente è la regione più problematica in termini di deflusso demografico. Ogni anno perde decine di migliaia di persone, che non solo vanno in Siberia e negli Urali, ma anche nella parte centrale del Paese. Perché se ne vanno dall’Estremo Oriente? Ci rendiamo conto che più si è lontani da Mosca, più gli stipendi sono bassi ed è difficile realizzarsi. Mosca e San Pietroburgo sono i principali centri di attrazione. Negli ultimi 10 anni Krasnodar è rimasta tra i leader, ma il più delle volte qui c’è un deflusso dalle aree meridionali del Paese. È senza dubbio una città che attrae per il clima».

FONTE: www.aif.ru , 07/02/2019 – di Nadežda Uvarova, traduzione di Giulia Bianchi

Giulia Bianchi

Nata in provincia di Venezia nel 1995, dopo essermi laureata in lingua russa e inglese all’Università Ca’ Foscari, ho conseguito un Master in Economia e lingue dell’Europa Orientale. Viaggiare e immergermi nelle culture di altri paesi sono la mia passione: se di Mosca mi sono innamorata, ora sogno un’avventura in Transiberiana.