Slavika 2019: Mostra fotografica di Aleksandr Petrosjan, ”Racconti di Pietroburgo”

Continuano gli eventi culturali nella cornice di Slavika 2019, il festival delle Culture Slave di Torino.Venerdì 22 marzo si è tenuta presso la Galleria FIAF la mostra del fotografo russo Aleksandr Petrosjan. Si tratta della seconda mostra di fotografia prevista dal ricco programma di quest’anno, dopo l’appuntamento dedicato al fotoreporter polacco Krzystof Miller che ha inaugurato il Festival delle culture slave il 14 marzo presso lo Spazio Eventa.

Due fotografi profondamente diversi: Miller ha dedicato la sua vita ai reportage di guerra, documentando i conflitti che hanno sconvolto la storia mondiale negli ultimi decenni, Petrosjan è, invece, uno dei rappresentanti più importanti della street photography in Russia, noto al pubblico per la sua capacità di mettere in evidenza gli aspetti della quotidianità in modo ironico e dissacrante.

San Pietroburgo, città imprevedibile e multiforme

Il titolo della mostra di Aleksandr Petrosjan, dal nome evocativo Racconti di Pietroburgo, raccoglie alcuni tra gli scatti più celebri del fotografo, che da anni vive nella sua San Pietroburgo e ne fotografa gli scorci e la moltitudine di persone che la popolano, la attraversano, vivono e sopravvivono all’ombra della maestosa imponenza della città. Il punto di vista di Petrosjan è peculiare e i soggetti delle sue fotografie non sono mai scontati. La città stessa, che fa da sfondo alle tante vite comuni ritratte, è sempre mutevole e imprevedibile. 

Petrosjan non mira a restituire la sontuosità e la bellezza di una città amata e conosciuta come San Pietroburgo, ma cerca di catturarne l’anima più nascosta, gli aspetti grotteschi, comici e malinconici che riesce a scorgere.

Tra l’insolito e il grottesco

Frangenti insoliti e personaggi sopra le righe sono i protagonisti della fotografia Petrosjan, che nella quotidianità riesce a cogliere i contrasti, le contraddizioni e il disagio di una festa di matrimonio, di un ritorno a casa, dei lavori in corso, di una parata militare, di una festa di quartiere e così via. 

Accostamenti curiosi ma sempre autentici, che catturano l’attenzione e colpiscono con la loro sfrontatezza. I personaggi dei suoi scatti brulicano per le vie del centro, assorti nello loro vite a qualsiasi ora del giorno e della notte, sullo sfondo dell’architettura pietroburghese, ora sfarzosa e austera, ora dimessa e inquietante.

«La fotografia è caso»

La mostra è stata introdotta da Massimo Maurizio che ha presentato non solo gli scatti ma anche la figura di Petrosjan, un fotografo schivo e di poche parole, tant’è che l’esigua biografia sul suo sito riporta le seguenti informazioni: «Il fotografo Petrosjan Aleksandr è nato nel 1965. Ha incominciato a occuparsi di fotografia nel 2000. Dal 2003 al 2008 ha lavorato come inviato per il settimanale cittadino Moj rajon, dal 2008 […lavora] presso la casa editrice Kommersant».

La sensazione è quella di un artista non vuole frapporsi tra lo spettatore e i suoi scatti, gravandolo con informazioni e motivazioni che lo spingono a fotografare un soggetto piuttosto che l’altro, né infarcire di retorica la sua vocazione di fotografo. «Sono un fotografo e vi mostro ciò che succede nella mia città», questo sembra voler dire, e tanto basta. Le sue fotografie nascono spesso in modo inaspettato: Petrosjan scatta decine di fotografie di uno stesso scorcio, della stessa prospettiva, alla ricerca di un elemento imprevisto che venga a turbare l’ordinario. L’imperativo per i suoi scatti è stupire.

Violetta Giarrizzo

Nata in Russia nella lontana Repubblica di Calmucchia, tra steppe, tulipani e templi buddisti, vivo ormai da quasi vent'anni nella mia amata Torino. Laureata in Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale con specializzazione in lingua inglese e polacca, mi sono riavvicinata nell'ultimo periodo alla Russia e alla sua affascinante cultura.