Le fabbriche di cioccolato nella Mosca prerivoluzionaria

Chi ha inventato i biscotti ”Jubilejnoe”, le caramelle ”Gusinye lapki” (Zampette d’oca) e Miška Kosolapyj (Orsetto goffo)? Quali delizie venivano preparate nelle antiche fabbriche di cioccolato e che cosa proponevano ai loro clienti oltre alle dolci leccornie? Troverete qui la storia di tre celebri aziende dolciarie la cui origine risale alle modeste bancarelle e botteghe nella Mosca del XIX secolo.

Fabbrica Abrikosova – Gruppo ”Babajevskij

           

La storia di questa fabbrica ebbe inizio alla fine del XVIII secolo da un servo della gleba di nome Stepan Nikolaev, al servizio dei possidenti Levašovy. Diventò celebre grazie alla sua pastila e le gelatine di frutta che preparava con le mele del giardino signorile. Quando la fama dei suoi dolci raggiunse Mosca, il pasticciere autodidatta iniziò a realizzarli su ordinazione per matrimoni e altre celebrazioni. Con i soldi ricavati comprò la libertà per se stesso e per la famiglia e affrancandosi ottenne il cognome di Obrekosov, che in seguito si trasformò nel rinomato cognome Abrikosov. Nel 1804 l’ex servo della gleba mise su una piccola bancarella. Gli affari presero il volo verso la fine del XIX secolo, quando Aleksej, il nipote di Stepan Abrikosov, trasformò la piccola produzione in un’intera rete di pasticcerie, sale da tè e da caffe. Alla fine del secolo, i loro prodotti dolciari venivano venduti a Mosca, San Pietroburgo, Odessa, Kiev, Rostov-sul-Don e Nižnij Novgorod. Nella fabbrica di Abrikosov venivano prodotte 400 tonnellate di caramelle, cioccolatini, cioccolato e biscotti all’anno, mentre il fatturato totale si aggirava su oltre 2,5 milioni di rubli. La pubblicità promuoveva a gran voce i dolciumi: i manifesti invitavano ad acquistare le gelatine Liliput, le caramelle ‘‘Utinye Nosiki’’ (Becchi d’anatra), ‘‘Rakovye Seiki’’ (Colli di gambero), ‘‘Gusinye Lapki’’ (Zampette d’oca), le pastiglie alla frutta, castagne caramellate e cioccolata di svariati tipi. Nel 1899 l’azienda ”Abrikosov A. I. e figli” ricevette l’importante riconoscimento di Fornitore di Corte di Sua Maestà Imperiale.

I consumatori apprezzavano dei loro dolci non soltanto il gusto raffinato, ma anche le confezioni che venivano conservate come dei souvenir e riutilizzate: scatolette di metallo, di legno, ricoperte di velluto, piccoli cestini di vimini, barattoli di vetro. La fabbrica produceva delle serie speciali per le festività, inserendo nell’involucro delle caramelle biglietti d’auguri, giochi di carta, puzzle e rompicapi. Si attribuisce proprio ad Abrikosov la diffusione dei coniglietti di cioccolato e delle statuette di Babbo Natale avvolte nella carta stagnola. I dolci di Abrikosov erano molto amati nella capitale. Lo scrittore Ivan Šmelëv, nel suo libro  ‘‘Leto Gospodnje’’ (L’estate benedetta), ricorda i cioccolatini ‘‘con i pezzetti di ananas, posati su un incarto merlettato’’ e il suo ‘‘stupore’’ nel vederli serviti durante un pranzo di festa. Si trattava di ‘ ‘ ‘‘un dolce di Abrikosov su ordinazione, ricordava delle caramelle dal profumo intenso, ricoperte di un gelato multicolore dall’interno brillante, un Cremlino vivo”.  Dopo la rivoluzione la fabbrica prese il nome di Babajevskaja in onore dell’eroe della Guerra Civile Piotr Babajevskij. Oggi all’indirizzo Malaja Krasnoselskaja si trova il Museo del Cioccolato e del Cacao ”Miška”.

Pasticceria di Einem – Fabbrica Krasnyj Oktjabr’

I fondatori di questa azienda dolciaria furono gli imprenditori Ferdinand Theodor von Einem, conosciuto in Russia come Fedor Karlovič. Nel 1850 arrivò a Mosca e avviò il suo business, commerciando zollette di zucchero. In seguito Einem aprì una piccola bottega di cioccolato sulla via Arbat, destinata a diventare 20 anni dopo una gigantesca fabbrica sulla riva del fiume Moscova. Dopo la morte di Einem, la gestione dell’attività passò in mano al suo socio Julius Geiss. Verso l’inizio del XX secolo l’azienda ‘‘Einem.  Fabbrica di cioccolato, caramelle e biscotti da tè’’ era composta da diverse divisioni tra cui quella di biscotti, del cioccolato e della halva e aveva punti vendita a Mosca, a San Pietroburgo e a Niznij Novgorod. All’interno dello stabilimento venivano sviluppate ricette originali di caramelle e cioccolato, wafer e biscotti, gelatine e panforte. Le caramelle erano destinate alle dame, ai bambini, ma anche agli uomini, sulle cui etichette erano raffigurate scene di caccia. I pasticceri di Einem inventarono numerosi dolciumi, per citarne alcuni, i cioccolatini ripieni ‘‘Nu -ka otnimi’’ (Prova a prenderle!) e Miška Kosolapyj, entrambi in commercio ancora oggi. Esiste una versione secondo la quale il nome degli ultimi cioccolatini fosse stato ideato dallo stesso Julius Geiss, che dopo aver visto un quadro di Ivan Šiškin a una mostra itinerante dei Peredvižniki, decise di creare la serie dei cioccolatini dedicata ai pittori russi.

 

Geiss dedicava molta attenzione alla pubblicità e alla promozione dei prodotti. I suoi dessert erano oggetto di articoli sui giornali, sulle riviste e sui manifesti cittadini. Gli involucri e le confezioni delle caramelle venivano illustrate da pittori del calibro di Michail Vrubel’ e Aleksandr Benois. Il compositore Karl Feldman, su richiesta di Einem, creò alcune ‘‘dolci melodie’’: ‘‘Valzer del Cioccolato’’, ‘‘La danza del Cacao’’, ‘‘Valzer dei Confetti’’ e ‘‘Muffin-Galoppo’’. Le etichette potevano essere raccolte per ricevere un premio: lo spartito delle dolci composizioni. Nelle confezioni dei cioccolatini venivano inoltre allegate delle cartoline. La serie ‘‘ Mosca nel XXIII secolo’’ raffigurava delle vedute futuristiche della città con i dirigibili, aeroplani, una ferrovia sospesa e altre ‘‘meraviglie’’ tecniche.  Questa serie di cartoline è stata riproposta nel 2010 da Krasnyj Oktjabr’, il nome post rivoluzionario della fabbrica di Einem. L’edificio storico della fabbrica esiste ancora e si trova in Bersenevskaja Naberežnaja 6. Al suo interno ha sede il centro tecnologico ‘‘Digital October’’.

Produzione Adolf Sioux & Co. — Fabbrica Bol’ševik

 

Un’altra novità dei fratelli Sioux fu il lancio della cioccolata calda. Questo dessert ricordava l’odierno latte condensato e veniva così descritto da una pubblicità dell’epoca: ‘‘Cioccolato a base di latte condensato, contenuto in una lattina sigillata ermeticamente per facilitare i viaggiatori, che potranno così gustare una tazza di deliziosa cioccolata in viaggio ogni volta che lo vorranno’’.

                   

 

Verso la fine del XIX secolo, la fabbrica contava 20 diverse strutture nelle quali erano impiegati oltre 1,5 mila lavoratori. Qui non venivani prodotti solo dolci, ma anche sapone, profumi e prodotti per il maquillage.  In occasione dell’anniversario della dinastia Romanov, la fabbrica lanciò sul mercato un’acqua di Colonia con un tappo a forma di stemma dell’Impero Russo. L’azienda avviò inoltre una propria produzione di carta e una piccola tipografia.

Dopo la Rivoluzione venne cambiato il nome dell’azienda da ‘‘Sioux & Co.’’ in ‘‘Bol’ševik’’. Oggi nell’edificio storico situato in Leninskij Prospekt 15 si trova un business center con lo stesso nome.

FONTE: culture.ru  – di Marija Solovjova, Traduzione di Violetta Giarrizzo

Violetta Giarrizzo

Nata in Russia nella lontana Repubblica di Calmucchia, tra steppe, tulipani e templi buddisti, vivo ormai da quasi vent'anni nella mia amata Torino. Laureata in Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale con specializzazione in lingua inglese e polacca, mi sono riavvicinata nell'ultimo periodo alla Russia e alla sua affascinante cultura.