Il Quadrato Nero: come Porošenko ha restituito Malevič all’Ucraina

Porošenko ha annunciato il «ritorno» di Kazimir Malevič in Ucraina

Il presidente dell’Ucraina Pëtr Porošenko sulla sua pagina Facebook ha definito Kazemir Malevič come un «grande pittore d’avanguardia ucraino». Ciò, dopo che la consorte del capo del governo insieme a suo figlio ha preso parte alla première del film dedicato alla vita del pittore suprematista sovietico. Porošenko ha ringraziato i creatori della pellicola per il «ritorno» di Malevič nel patrimonio artistico nazionale. 

Il presidente dell’Ucraina Pëtr Porošenko sulla sua pagina Facebook ha definito Kazemir Malevič come un «grande pittore d’avanguardia ucraino». Ciò, dopo che la consorte del capo del governo insieme a suo figlio ha preso parte alla première del film dedicato a lui.

«Oggi Marina con Michail ha partecipato alla prima del lungometraggio documentario «Malevič», realizzato in occasione dei 140 anni dalla nascita del famoso autore del Quadrato Nero», — ha scritto Porošenko. 

Il presidente ha anche posto l’accento come Malevič sia uno dei più importanti artisti contemporanei, le cui opere «hanno tracciato il corso dello sviluppo artistico del secolo».

«Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione di questa pellicola, che riporta il nome del grande artista d’avanguardia ucraino nel patrimonio storico e culturale nazionale», — ha terminato così il suo discorso. 

Porošenko ha fatto questa dichiarazione sullo sfondo del crescente antagonismo tra l’Ucraina e la Russia in ambito culturale. Così, l’ambasciata ucraina negli USA si è rivolta ad alcuni attivisti con la richiesta di prendere delle misure per impedire le proiezioni nei cinema americani del film russo «Т-34», che la parte ucraina ha considerato propagandistico. 

Per questo, i diplomatici hanno riferito che, grazie ad alcuni membri della comunità ucraina, sono già riusciti a impedire la proiezione del film in alcune città, tra le quali c’è San Francisco. Il rappresentante della compagnia di distribuzione dei film nell’America settentrionale ha raccontato che il padrone di uno dei cinema della città ha deciso di togliere il film dalla programmazione a causa delle pressioni esercitate su di lui. 

Inoltre, hanno riportato dei tentativi fatti per ottenere la proibizione della proiezione della pellicola nei confronti di un padrone di un cinema a Boston. Nonostante che, dopo una serie di telefonate e mail minatorie, lui abbia rinunciato a proiettare il film nella sua sala, ha deciso di mettere a disposizione un altro cinema locale. 

In risposta, però, azioni simili dell’ambasciata russa sono state denunciate come aperte intromissioni negli affari interni degli USA. A parte, i diplomatici hanno posto l’attenzione sul fatto di stilare un elenco dei cinema che avrebbe dovuto essere sotto pressione.

Hanno sottolineato che la parte ucraina ha preso simili risoluzioni nei confronti del paese vincitore nella seconda guerra mondiale, dove migliaia di persone sono sopravvissute durante Olocausto. 

Tra l’altro, i rappresentanti della compagnia di distribuzione hanno notato che, dopo le minacce dell’Ucraina, gli incassi del film hanno superato le attese, mentre le stesse proiezioni proseguono in sale colme. 

«La distribuzione va bene, non ci sono problemi. In effetti, i cinema ricevono delle chiamate, ma rispondono a quelle persone che ritengono che sia giusto togliere dalla programmazione il film grazie alle loro esternazioni», — hanno raccontato al TASS, ossia l’agenzia di stampa ufficiale russa. 

Allo stesso tempo, i rappresentanti della distribuzione hanno espresso perplessità per il fatto che la parte ucraina lo abbia definito un film propagandistico, i cui eroi principali sono i cittadini della Russia, dell’Ucraina e della Bielorussia. 

Gli attivisti radicali, che hanno richiesto con minacce e pressioni ai proprietari dei cinema di rinunciare alla proiezione della pellicola, hanno dichiarato che non hanno neanche guardato il film, ma hanno basato il loro giudizio sul trailer. Tuttavia, più tardi hanno chiarito che l’hanno visto su Internet, sebbene ufficialmente la pellicola non si potesse guardare sui siti fino al 15 marzo . 

Pure all’inizio del 2019 l’agenzia statale ucraina dedicata alle questioni inerenti al cinema ha dato conto dell’introduzione della pellicola nella «lista nera» dei film, la cui proiezione è vietata nel paese. Sono 139 film e serie, tra i cui produttori c’è la Russia.

Inoltre, hanno comunicato che nella lista dei libri, di cui è vietato l’ingresso nel territorio ucraino, c’è una delle opere dello scrittore sovietico Sergej Doblatov. La ragione di questo divieto è nella menzione, fatta nella prefazione, dell’attore russo Sergej Bezrykov che, secondo il governo ucraino, rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale. 

La parte ucraina ha osservato che gli specialisti ritengono che la pubblicazione dei libri degli autori che non hanno legami con la propaganda russa, ma i cui «apologeti» sono menzionati nella prefazione loro dedicata, sia un atto intenzionale della Russia.

Kazimir Malevič nacque nel 1879 a Kiev in una famiglia polacca. Durante gli anni dell’infanzia il grande artista risedette in un villaggio ucraino, ma nel 1896 insieme con la famiglia si trasferì a Kirsk. Per diversi anni Malevič visse anche a Mosca, Vitebsk e Leningrado. L’artista morì il 15 maggio del 1935 a San Pietroburgo, la capitale del Nord.

Fonte: m.gazeta.ru, 22/02/2019 – Il’ja Kurbov, traduzione di Rebecca Gigli 

Rebecca Gigli

Galeotto fu l'incontro con la letteratura russa. Infatti, nel mio caso, la passione per la Russia e la sua cultura sono nate dalla scoperta dei suoi scrittori. È stato naturale, quindi, scegliere di studiare lingue all'università. Anche adesso, dopo aver conseguito la laurea magistrale, continuo a coltivare il mio interesse per il mondo slavo. In particolare, spero di tornare presto a visitare questo paese dalle mille contraddizioni, ma dal fascino ineguagliabile