Putin sta telefonando

In sei anni il presidente russo Vladimir Putin ha parlato con i capi di stato di 55 paesi. Sul sito del Cremlino è stato pubblicato un rapporto su ogni telefonata. I dettagli di queste conversazioni, però, non vengono mai rivelati: nei comunicati ufficiali si citano solamente i temi principali. Alcune volte i rapporti sui siti degli interlocutori di Putin svelano qualcosa di più sulla conversazione, altre volte invece non è neppure possibile chiarire di chi sia stata l’iniziativa di chiamare. Le informazioni disponibili permettono di analizzare solo una parte delle conversazioni con i vari leader.

I giornalisti di “Nastojašhee Vremja” hanno conteggiato quante volte e con chi ha parlato al telefono Vladimir Putin in sei anni.

Il Cremlino alla cornetta

Nel periodo dal 2013 al 2018 Vladimir Putin ha avuto più di 700 conversazioni telefoniche con i presidenti e i capi di stato di 55 paesi. Il maggior numero di colloqui è avvenuto con Germania e Francia, due dei paesi membri del “Formato Normandia” per la normalizzazione della crisi in Ucraina orientale, e con la Turchia, partner della Russia nella risoluzione del conflitto siriano. Un altro interlocutore con cui Putin ha avuto spesso colloqui telefonici è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Tra i leader dei paesi facenti parte dell’ex Unione Sovietica il presidente russo ha conversato più spesso con il presidente kazako Nursultan Nazarbaev, al quale fa annualmente gli auguri di compleanno.

N.d.t. Nelle cartine la gradazione di rosso più scuro indica una maggior frequenza di contatti.

 

La top 10 (in realtà 11) dei paesi con cui il presidente russo ha avuto conversazioni telefoniche dal 2013 al 2018

2013 – 60 chiamate telefoniche

L’ultimo anno relativamente tranquillo per la politica estera russa. Putin discute con i partner del G8 l’imminente summit in Nord Irlanda e la preparazione dell’incontro del G20 a San Pietroburgo, augura buon compleanno ai leader amici come il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev e il capo di stato ucraino Viktor Janukovič. Sempre più spesso il tema delle conversazioni diventa la situazione in Siria.

2014 – 179 chiamate telefoniche

Il nuovo anno inizia tranquillamente, come anche il precedente: conversazioni con i partner occidentali sul programma nucleare iraniano e auguri dei leader stranieri per un’olimpiade invernale di successo a Soci. Ma già alla fine di febbraio e inizio marzo la situazione cambia radicalmente. Inizia l’operazione per annettere la Crimea. Le conversazioni sulla Crimea e successivamente sulla guerra in Ucraina orientale continuano tutta l’estate: sono comparse le prove della presenza di militari russi nel Donbass, è stato abbattuto il Boeing MH17 (volo di linea in servizio il 17 luglio 2014 fra Amsterdam e Kuala Lumpur abbattuto da un missile terra-aria mentre sorvolava la zona orientale dell’Ucraina uccidendo 298 persone, ndt). In autunno un brusco crollo delle telefonate coincide con il summit del G20 in Australia dove Putin riceve una fredda accoglienza.

2015 – 126 chiamate telefoniche

A metà febbraio Putin, il presidente ucraino Petro Porošenko, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese François Hollande si incontrano per la firma dell’Accordo di Minsk. A seguito di questo evento nel Donbass inizia l’operazione per la conquista di Debalceve da parte dei separatisti con il manifesto sostegno dell’esercito russo. I leader che hanno appena concordato la nuova frontiera chiamano Putin diverse volte ma i combattimenti continuano.

In luglio, un anno dopo l’abbattimento del Boeing, la creazione di un tribunale internazionale di inchiesta sulla catastrofe preoccupa Putin. A fine estate e in autunno i capi di stato hanno un nuovo motivo per chiamare Mosca: il Cremlino prepara e poi dà ufficialmente il via all’operazione in Siria a sostegno di Bashar al-Assad.

2016 – 114 chiamate telefoniche

Nel novembre dell’anno precedente le forze aeronautiche militari turche hanno abbattuto l’aereo russo Su-24. Ciononostante, il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan diventa per Putin l’interlocutore dell’anno. A giugno Erdoğan porge le proprie scuse ma dopo qualche settimana per poco non perde la propria autorità a causa dei tentativi di colpo di stato. Con Putin Erdoğan discute della Siria, della costruzione di centrali nucleari e del gasdotto “Turkish Stream”. A dicembre ad Ankara viene assassinato l’ambasciatore russo Andrej Karlov. I leader stranieri porgono alla Russia le condoglianze ufficiali.

2017 – 104 chiamate telefoniche

In aprile nella metropolitana di San Pietroburgo avviene un attentato terroristico. I capi di stato chiamano per porgere le condoglianze. In estate Putin effettua una moltitudine di chiamate di propria iniziativa: per esempio, si congratula con i leader stranieri per le vittorie alle elezioni.

2018 – 134 chiamate telefoniche

In marzo Putin riceve le congratulazioni per la vittoria elettorale e, nello stesso mese, le condoglianze per le vittime dell’incendio a Kemerovo (incendio del centro commerciale Zimnjaja Višnja che ha portato alla morte di 60 persone, ndt). In aprile il tema principale dei colloqui diventa il supposto utilizzo di armi chimiche nella città siriana di Duma.

 

Fonte: Nastojašhee Vremja, 04/02/2019. Articolo di Mikhail Ageev e Dmitrij Trešhanin. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Alessandro Lazzari

Originario della provincia di Treviso, nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.