Per secoli gli ucraini hanno cercato di conquistare il diritto ad una propria lingua

La Verkhovna Rada ha adottato una legge sulla lingua di stato

La Verkhovna Rada dell’Ucraina ha oggi adottato una legge che dovrebbe essere l’atto finale della presidenza di Petro Poroshenko, ed entrare a far parte dei suoi risultati più significativi nella “costruzione di uno stato nazionale”. Ora la lingua ucraina è riconosciuta come unica lingua di stato, e nessun’altra normativa può conferire ad altre lingue tale status. Il Signor Poroshenko ha definito l’adozione della legge un “altro importante passo verso l’indipendenza mentale” degli ucraini. Il vincitore della campagna presidenziale, Vladimir Zelenskij, ha reagito moderatamente all’adozione della legge, osservando: “oggi è difficile prevedere quali saranno le conseguenze di questo passo”. Intanto al Consiglio della Federazione Russa hanno già dichiarato la “discriminazione della popolazione di lingua russa e dei parlanti di altre lingue”.

Legge generale

La legge per “garantire il ruolo della lingua ucraina come lingua di stato”, adottata dalla Verkhovna Rada (con 278 deputati a favore su un minimo di 226), è stata redatta in modo molto accurato. In essa si discutono le circostanze di scelta della lingua in quasi tutti gli aspetti della vita: dal lavoro degli organi statali, all’animatore di eventi d’intrattenimento. Ogni sezione del documento inizia in  modo abbastanza monotono: “la lingua dell’educazione (della scienza, dei rapporti di lavoro, degli organi giudiziari, dell’assistenza ai passeggeri, della pubblicità, della trasmissione dei film, ecc.) è la lingua di stato”.

Esistono alcune eccezioni, ma sono irrilevanti. Per esempio, gli organizzatori di un evento pubblico hanno il diritto di condurlo in lingua ucraina, ma se “almeno un partecipante” richiede di fare la traduzione, bisogna garantirgliela. La televisione e la radio posso anche non trasmettere in ucraino, ma la percentuale di contenuti in lingua ucraina nell’intervallo tra le 7 e le 10 di sera non deve essere inferiore al 90%.

Una volta che entrerà in vigore il documento, il Presidente, il Primo Ministro, i membri del governo, i deputati, gli educatori, gli operatori sanitari, gli avvocati e i notai, durante le sedute, gli eventi e gli incontri, dovranno parlare in lingua ucraina.

Il documento implica anche l’introduzione di un esame per i funzionari e di multe per la violazione delle regole presentate (da $128 fino a $450).

La pubblica umiliazione o il disprezzo per la lingua ucraina sono equiparati alla profanazione dei simboli nazionali dell’Ucraina, e sono punibili per legge. La responsabilità sarà anche di chi impedirà o limiterà l’uso della lingua ucraina. Detto ciò, si prevede che la legge non venga applicata alla sfera della comunicazione privata e durante la celebrazione di funzioni religiose.

Va osservato che, durante l’esame del disegno di legge, i deputati hanno deciso di rinviare l’introduzione della responsabilità amministrativa per la sua violazione. “Abbiamo rinviato di tre anni l’entrata in vigore della responsabilità amministrativa per la violazione della legge, e durante questo periodo, in tutte le regioni ucraine, saranno istituiti gratuitamente dei centri  per l’insegnamento della lingua ucraina”, ha riferito il deputato Nikolaj KnjaŽitskij, uno degli autori del disegno di legge.

“Un momento storico”

 “Questo è un momento storico, che gli ucraini aspettavano da secoli, poiché era da secoli che cercavano di conquistare il diritto ad una propria lingua”, ha oggi commentato l’importanza dell’iniziativa il deputato Nikolaij KnjaŽitskij.

“L’adozione della legge è veramente una decisione storica, così come la ricostituzione del nostro esercito e l’ottenimento dell’autocefalia… La lingua ucraina è un simbolo del nostro popolo, del nostro stato e della nostra nazione”, ha scritto Petro Poroshenko sulla sua pagina Facebook. Secondo le sue parole la Verkhovna Rada, approvando la legge, ha fatto “un altro passo molto importante verso l’indipendenza mentale” degli ucraini. Inoltre, il presidente Poroshenko, ha registrato un videomessaggio, nel quale ha detto: “Per fare la legge ci sono voluti diversi anni. Da essa sono state tolte sia le ispezioni penali, sia le strutture che avrebbero potuto influenzare gli affari. Il testo è diventato armonioso ed equilibrato. Firmerò la legge non appena arriverà il mio turno per firmarla”.

Il vincitore delle elezioni presidenziali Vladimir Zelenskij si è astenuto dal fare commenti entusiasti.

 “La legge è stata adottata senza prima averne discusso abbastanza con i cittadini. Più di 2 mila emendamenti sono stati apportati al disegno di legge, il quale mostra una mancanza di accordo sulle sue singole disposizioni anche nella Verkhovna Rada”, ha scritto su Facebook. “Oggi è difficile prevedere le conseguenze dell’adozione di questa legge”. Il Signor Zelenskij ne è convinto: “Lo stato deve contribuire allo sviluppo della lingua ucraina creando stimoli ed esempi positivi, non con divieti e punizioni, complicando le procedure burocratiche e moltiplicando il numero di funzionari anziché ridurlo”.

Egli ha promesso che, una volta assunta la carica (la data della cerimonia è ancora sconosciuta), avrebbe attentamente analizzato la legge per “assicurarsi che in essa vengano rispettati tutti i diritti costituzionali e gli interessi di tutti i cittadini ucraini”.

Il partito “Piattaforma d’opposizione – Per la vita”, guidato da Jurij Bojko, ha invece già deciso tutto da solo: i politici hanno detto che si sarebbero rivolti alla corte costituzionale per fare ricorso contro la legge adottata dalla Rada.

A Mosca, come previsto, le stesse notizie da Kiev hanno suscitato una reazione negativa. “Adesso Kiev offre a Donetsk e Lugansk di tornare in Ucraina, dove non c’è posto per la lingua russa, per scuole ed asili russi, per relazioni normali con la Russia, per il ricordo della Grande Guerra Patriottica e dei suoi eroi”, ha affermato Konstantin Kosachev, capo del comitato del Consiglio della Federazione per gli Affari Internazionali. “E’ una straordinaria assurdità, che prima o poi potrebbe davvero portare l’Ucraina a perdere il Sud-Est, e ciò non dipende assolutamente ne’ dall’intervento della Russia, né da una nostra specifica posizione, ma dal fatto che la stessa Ucraina e le autorità al potere commettano errori così fatali da minacciare la sua integrità territoriale”. Franz Klintsevich invece, membro del comitato del Consiglio della Federazione per la Difesa e la Sicurezza, ha scritto su Facebook: “Adottando una legge sull’utilizzo esclusivo della lingua ucraina in tutti gli ambiti, che discrimina apertamente la popolazione di lingua russa e i parlanti di altre lingue, i deputati della Verkhovna Rada hanno colpito con le loro stesse mani l’integrità territoriale del paese”.

Fonte Kommersant, 25/04/2019 – di Kirill Krivosheev e Pavel Tarasenko, Traduzione di Giulia Bianchi

Giulia Bianchi

Nata in provincia di Venezia nel 1995, dopo essermi laureata in lingua russa e inglese all’Università Ca’ Foscari, ho conseguito un Master in Economia e lingue dell’Europa Orientale. Viaggiare e immergermi nelle culture di altri paesi sono la mia passione: se di Mosca mi sono innamorata, ora sogno un’avventura in Transiberiana.