«Perdere la ragione»: Lukašenko ha chiuso la questione della lingua russa

Il presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukašenko, ha tenuto l’annuale appello ai connazionali e al parlamento. Nel corso del discorso, ha commentato «l’ondata linguistica» nel governo. Lukašenko ha sottolineato l’importanza della lingua russa per la Bielorussia e ha paragonato la sua rinuncia con la perdita della ragione. 

Venerdì 19 aprile, il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukašenko ha tenuto il suo appello annuale al popolo bielorusso e al parlamento. Durante il suo discorso, il capo dello Stato ha toccato il problema dell’interazione tra la lingua russa e bielorussa nel territorio dello Stato.

Ha notato che nel paese, di nuovo, sta riscuotendo maggiore attenzione il tema delle due lingue di Stato.

«Noto che, di nuovo, è tornata quest’ondata linguistica. Io vi ho già chiesto: non sollevate mai più questa questione! È chiusa in Bielorussia. Abbiamo due lingue di Stato. Due: il russo e il bielorusso. Non l’ucraino né un russo qualsiasi. Il vero russo, capite?» — ha iniziato il suo intervento, il presidente. 

Lukašenko ha sottolineato che il popolo bielorusso «ha messo l’anima» nella  lingua russa e ha comparato la sua perdita con la perdita della ragione.

«È il russo, nel quale abbiamo messo l’anima! Insieme ai russi abbiamo combattuto: questo è il nostro patrimonio comune. Se qualcuno vuole perdere la ragione, perderà la lingua russa. Se vuole perdere il suo cuore, allora perderà la lingua bielorussa. Che cosa volete perdere: la ragione o il cuore?», — ha detto il presidente della Bielorussia.

Il capo di Stato ha raccontato del caso di un cartellone pubblicitario in bielorusso. Secondo il politico, soltanto dal 50% della popolazione del paese avrebbe potuto comprendere il contenuto dell’annuncio. Lui ha osservato come l’insegna sia stata prontamente sostituita con una in lingua russa.

«Si tratta di sciocchezze. Vado in macchina per strada: il percorso presidenziale, come la chiamano. «Vykonvaj chutkasny rėžim (Rispettare il limite di velocità)». Io, come bielorusso, capisco cosa voleva dire l’autore. Arriva un uomo russo o un bielorusso russofono, che conosce meglio il russo: «Vykonvaj (obbedire)», «chutkasny (velocemente)». Tuttavia, alla fine ha capito «regime»», — ha detto Lukašenko.

Il presidente ha espresso il pericolo che un annuncio possa essere male interpretato. Ha supposto che un uomo, che sappia poco il bielorusso, potrebbe pensare che il discorso riguardi la dittatura di Lukašenko.

«Davvero di nuovo c’è la dittatura di Lukašenko? Ecco, lui viene qua e c’è scritto «regime»! Che cosa volete mostrare a questi? Il 50% della popolazione, parlo con margine, capirà ciò che gli sta chiedendo un ingegnere stradale o un vigile urbano, ma i restanti non capiranno! Sì, inoltre, è stato tradotto in modo sbagliato, con degli errori. Bisogna riportare la designazione normale: l’abbiamo nel sangue. Chi capirà che è un limite di velocità e non la dittatura di Lukašenko?», — ha spiegato il politico.

Lukašenko ha anche evidenziato che le due lingue non impediscono ai cittadini della Bielorussia di essere un’unica nazione. 

In precedenza, il presidente Lukašenko ha costatato che la lingua non dovrebbe impedire la comunicazione interetnica, «soprattutto con le persone nate in Russia». Lui ha anche invocato una graduale, piuttosto che brusca, diffusione dell’utilizzo della lingua bielorussa. Il presidente ha posto l’attenzione sull’importanza della lingua russa e l’ha definita un patrimonio nazionale della Bielorussia, che il paese non negherà mai.

Secondo Lukašenko, in Bielorussia è più diffusa la lingua russa ed è conosciuta meglio del bielorusso.

«Per me il bielorusso è la mia madrelingua, così come lo è il russo. In questo modo, forse, è capitato che sappiamo meglio il russo rispetto al bielorusso. Inoltre, lo utilizziamo di più», — ha detto il presidente nel marzo del 2019. 

Lukašenko ha ricordato che gli studenti bielorussi occupano i primi posti in tutte le nomination delle Olimpiadi di lingua russa, che si svolgono in Russia. Il capo di Stato ha affermato che non dovrebbe essere negato al popolo bielorusso un simile patrimonio.

Nel luglio del 2017, durante l’inaugurazione della XIX sessione plenaria del congresso mondiale della stampa russa, Aleksandr Lukašenko annunciò che la lingua russa era un patrimonio nazionale della Bielorussia e ricordò il suo status.

«La lingua russa per noi non è straniera. È anche un nostro patrimonio nazionale. I bielorussi, durante la sua plurisecolare storia, hanno apportato un non piccolo contributo al suo sviluppo, l’hanno arricchita», — disse il presidente della Bielorussia. 

Il capo di Stato ha aggiunto che il popolo bielorusso ha apportato un grande contributo allo sviluppo della lingua russa.

«I bielorussi, durante la sua storia plurisecolare, hanno apportato un non piccolo contributo al suo sviluppo e la hanno arricchita», — ha affermato lui.

Più tardi, nell’agosto del 2017 alla sessione del consiglio pedagogico della Repubblica, Lukašenko affermò che la Bielorussia avrebbe dovuto avere due lingue ufficiali. Lui pose l’accento che il russo, al pari del bielorusso, era la madrelingua dei cittadini del suo paese. 

«Il russo è la nostra madrelingua. E sia! Avremo due madrelingue: il russo e il bielorusso», — disse.

Il russo in Bielorussia ha lo status di lingua ufficiale dal 1995. In quell’anno, nella Repubblica ci fu un referendum, il cui risultato fu che l’83,3% della popolazione votò, affinché nella costituzione ci fosse scritto che il paese era bilingue.

Nel 2009 in Bielorussia fu condotto l’ultimo censimento, a oggi. Secondo i dati, ottenuti dalla ricerca, il 70% degli abitanti della Repubblica considera il russo, un mezzo di comunicazione nella quotidianità. Nella vita di tutti i giorni il 23% utilizza il bielorusso.

Fonte: gazeta.ru, 19/04/2019 – di Ajlin Chalil, traduzione di Rebecca Gigli.

Rebecca Gigli

Galeotto fu l'incontro con la letteratura russa. Infatti, nel mio caso, la passione per la Russia e la sua cultura sono nate dalla scoperta dei suoi scrittori. È stato naturale, quindi, scegliere di studiare lingue all'università. Anche adesso, dopo aver conseguito la laurea magistrale, continuo a coltivare il mio interesse per il mondo slavo. In particolare, spero di tornare presto a visitare questo paese dalle mille contraddizioni, ma dal fascino ineguagliabile