Chi sono i personaggi del folklore e dei cartoni animati russi?

I personaggi inventati in Russia sono simboli dell’infanzia dei bambini russi, ma in altri paesi del mondo gli stessi personaggi sono concepiti in modo del tutto diverso. Ad esempio, se nella mitologia russa la cattiva è Baba Jaga, in Scandinavia un personaggio simile è Hel, la dea del regno dei morti.

I personaggi femminili: “Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?”

Vasilia la Bella, Elena di Troia, Maria la tessitrice, la Principessa rana, la Fanciulla di neve, Alenuška, sono personaggi femminili che possedevano non solo una logica splendidamente femminile, ma anche una certa bontà, gentilezza, bellezza e sincerità.

Nevina (Sneguročk). La piccola e fragile aiutante Babbo Natale. È l’ospite preferita della serata di Capodanno e il modello da seguire per i bambini cattivi. Dalla metà del XIX secolo l’immagine di una ragazza giovane con un kokošnik un cappello di pelliccia tra i preferiti dalle donne russe, sostituì la l’immagine della piccola nipotina.

Nessun Paese al mondo può vantare la stessa biografia magica e romantica della Fanciulla di neve russa.

In Italia c’è la Befana, una vecchietta con il naso ad uncino che vola su una scopa per portare i regali ai bambini. Una sorta di Babbo Natale cattivo e in gonnella.

I Mongoli chiamano la loro Fanciulla di Neve “Zazan Ohin”, ossia la ragazza di neve. L’eroina tradizionalmente pone un indovinello e consegna il regalo solo dopo aver sentito la soluzione.

Negli USA Santa Claus vanta solo cervi tra i suoi aiutanti, ma nessuna Fanciulla di neve. È curioso che Google Translate traduca il suo nome in modo sempre diverso: ieri era il ragazzo delle nevi, oggi ragazza fatta di neve.

Masha, l’instancabile compagna di Orso del cartone da record. È una bambina con occhi verdi e irrequieti, bravissima nel combattimento corso a corpo, che ama essere capricciosa e teppistella, ponendo domande a cui è difficile rispondere.

Ma il prototipo per il cartone non è altro che un’eroina di una favola tradizionale russa, infatti il regista Kuznecov ha preso in prestito i tratti del suo carattere dall’eroe del racconto di O. Henry “Il piccolo capo indiano”. I creatori della serie hanno deciso di non riadattare i personaggi russi per la trasmissione del cartone in altri paesi.

Baba Jaga è una strega, l’eroina della mitologia slava, dotata di poteri magici. È un personaggio negativo che attira alcuni bravi giovani nella sua capanna che poggia su zampe di pollo, e dà ad alcuni eroi in groppa ad un cavallo bianco il navigatore magico di quei tempi: una matassa di fili. La strega russa non è sempre amichevole, ma nel caso in cui possediate il dono dell’eloquenza, potrebbe aiutarvi.

L’uccello di fuoco è un uccello magico che guarisce i malati e restituisce la vista ai ciechi. È la sorella della fenice dell’Europa occidentale, che era in grado di rigenerarsi dalle ceneri. Probabilmente il papà delle due eroine è il Pavone. Ogni eroina è la personificazione del bene o del male e le sue azioni sono direttamente correlate al suo carattere e alla missione che deve compiere.

I personaggi maschili: “ancora non si sono estinti i guerrieri sulle terre della Russia!”

Non sono meno colorati i personaggi maschili, che trasmettono lo spirito russo. In loro spesso si riflette il contrasto tra bene e male. Non si può pensare ad una fiaba russa senza personaggi maschili.

Nonno Gelo. Nella versione russa è il possente padrone della tormenta di neve. Questo personaggio amato dai bambini cavalca una trojka, con un colpo di bastone incatena stagni e fiumi, con il suo alito freddo ricopre città e villaggi. A Capodanno consegna i regali insieme a Nevina. Ai tempi dell’URSS indossava una pelliccia rossa, il colore della bandiera del paese. Questo famoso nonno che “vaga per prati e foreste” viene chiamato in modo diverso da paese a paese: Santa Claus, Babbo Natale etc.

È interessante sapere che secondo le stime degli studiosi Nonno Gelo ha più di 2000 anni. Per duemila anni infatti ha ricoperto ruoli simili ma diversi: inizialmente era un dio pagano piuttosto vecchio, di bassa statura, con i capelli bianchi e una lunga barba grigia, vestito di pesanti abiti bianchi e con una mazza di ferro tra le mani. Poi nel IV secolo venne riportato in auge da San Nicola Taumaturgo, che viveva a Patara, città dell’Asia Minore.

In Russia Nonno Gelo ha iniziato a portare i doni nelle case nella notte di Capodanno. Inizialmente faceva regali solo a chi era obbediente e intelligente, e picchiava con il bastone i bambini disobbedienti, ma gli anni lo hanno reso più compassionevole e così ha sostituito il suo bastone con un bastone magico. Apparve per la prima sulle pagine dei libri nel 1840, quando venne pubblicata la raccolta di Vladimir Odoevskij, che rese noto il nome e il patronimico del mago dell’inverno: Moroz Ivanovič.

Nel XXI secolo Nonno Gelo è quasi scomparso, perché dopo la rivoluzione celebrare il Natale era considerato un male per la gente, visto che si trattava di una festa da preti. Ma nel 1935 finalmente Nonno Gelo e la Fanciulla di neve uscirono dal loro stato di disgrazia e riapparvero insieme per la prima volta alla festa dell’abete presso la Casa dei sindacati a Mosca.

I tre bogatyr. Eroi forti, coraggiosi e allegri che sono ormai da tempo diventati un simbolo della Russia grazie alla serie di film sulle avventure di Alëša Popovič, Dobryn Nikitič e Il’i Muromc. Di fatto questi coraggiosi giovani non si sono mai incontrarti in vita, infatti secondo il folklore vivevano persino in secoli diversi.

Curiosità: nel 2015 è uscita sugli schermi la sesta parte della saga incassando 962.961.596 rubli. Quasi 1 miliardo di rubli! Diventando quindi il film d’animazione di maggior incasso per quell’anno. Gli incassi delle parti precedenti erano stati più modesti, la prima parte infatti aveva incassato 48.376.440 rubli.

Ivan lo scemo è un personaggio che incarna una particolare “strategia magica”: l’eroe agisce andando contro al buon senso ma raggiunge sempre il successo, risolve perfettamente gli enigmi, sconfigge le forze del male e salva valorosamente il personaggio principale.

Anche Buratino, Gena il Coccodrillo, Dottor Aibolit, Barmalei, Winnie Pooh, Gatto Leopold e Gatto Matroskin sono alcuni dei personaggi più amati e conosciuti del cinema russo, che hanno guadagnato di diritto le posizioni più alte nella classifica di gradimento dei personaggi delle favole.

I cattivi: custodi di boschi, paludi e palazzi.

I cattivi del folklore russo sono per lo più creature mitologiche. Vodyanoi, Kikimora, Leshy, Rusalki, Baba Jaga sono personaggi magici che apparivano insieme a inspiegabili forze della natura. Per le loro azioni e il loro carattere sono i personaggi più negativi ma allo stesso più carismatici dei film e dei cartoni moderni, tra cui:

Koščej l’Immortale. È un personaggio con una forza soprannaturale. Secondo le leggende è un furbo vecchietto che uccide gli animali domestici. Il mago spesso rapisce la promessa sposa dell’eroe nella speranza di un amore ricambiato.

Curiosità: nel cinema sovietico Koščej fu interpretato in maniera eccellente da Georgij Milljar. Di fatto ha impersonificato ogni sorta di male e ha dovuto sottoporsi a travestimenti complessi, ma per Koščej l’Immortale di fatto non furono necessari trucco e travestimento perché l’attore assomigliava ad uno scheletro vivente, in quanto dopo aver contratto la malaria era arrivato a pesare solo 45 kg.

Gatto Bayun, l’aiutante di Baba Jaga. È il narratore che con i suoi discorsi parla ai viaggiatori, li guarisce o al contrario li spedisce dalla sua padrona verso una morte certa.

Curiosità: la parola bayun significa chiacchierone, narratore, dal verbo russo bajat’, che significa parlare, chiacchierare. Il geniale Puškin ammirava il folkrore popolare russo ed è proprio dalle fiabe russe che Gatto Bayun è migrato fin nel prologo del poema Ruslan e Ljudmila, ed è diventato un gatto – scienziato:

“A Lukomor’e c’è una quercia verde,

una catena dorata sulla quercia:

e giorno e notte il gatto scienziato

gira intorno alla catena,

vai a destra – inizia la canzone

a sinistra – dice la fiaba…”

 Lešij è un potente spirito custode della foresta. Questo vecchietto riserva due trattamenti diversi alle persone: può far girovagare e far perdere l’uomo che non gli piace, ma sovraintende la foresta e salva i girovaghi che gli piacciono.

Curiosità: Lešij era uno dei personaggi più famosi della mitologia popolare slava.

L’origine dei goblin della foresta è diversa in ogni regione della Russia: si dice che siano creature del diavolo create in risposta alla creazione dell’uomo da parte di Dio, per cui Dio si arrabbiò e ordinò che venissero lanciati giù dal cielo e caddero a terra come mele. Vodyanoi è colui che cadde nell’acqua, Lešij sulla terra e Domovoj in una casa.

Zmaj è un drago sputafuoco che personifica il male. È curioso che in Cina invece il drago sia il protettore contro gli spiriti maligni e simbolo del bene e della comprensione.

Gli slavi rappresentano le forze maligne tramite immagini di foreste, case, acque e altri spiriti che a volte hanno un aspetto pacifico. Nelle versioni moderne molti personaggi negativi sono presentati in modo positivo: sono dolci, spericolati, arguti, spesso aiutano il protagonista a raggiungere il suo obiettivo

FONTE: moiarossia.ru , 17/12/2017 – di Andrej R., traduzione di Gaia Fenoglio