7 motivi per guardare Černobyl, la serie televisiva che ha superato nella classifica “Il Trono di spade”

In mezzo al clamore per l’uscita dell’ultima stagione del “Trono di spade”, la serie televisiva “Černobyl'” sarebbe potuta passare inosservata, ma critici e spettatori hanno deciso diversamente. Al momento, nella classifica del sito IMDb, la serie “Černobyl'” risulta essere la migliore con un punteggio di 9,7 su 10. Proviamo a spiegare i motivi di tale popolarità e se davvero vale la pena vederla.

AdMe.ru ha messo in evidenza alcune particolarità grazie alle quali la visione di questa serie non solo lascia un forte segno ma anche un certo retrogusto negli spettatori. 

1. Fedeltà agli eventi reali

@Chernobyl/HBO                                                                            @Wikipedia.org

La mini-serie “Černobyl'” è composta da 5 puntate della durata di un’ora circa l’una. La storia raccontata è quella dell’incidente che si è rivelato una delle maggiori catastrofi ecologiche nella storia dell’uomo. Ancora oggi non si ha un’idea assolutamente precisa su quanto sia accaduto nella Centrale Nucleare di Černobyl’ il 26 aprile 1986. Esiste una cronologia di eventi che può essere ricostruita secondo per secondo, ma nessuno può dire con certezza cosa sia realmente successo quella notte. 

I creatori della serie hanno impiegato molto tempo nello studio dei materiali e dei dati. L’accento principale nella storia è sul destino delle persone per mostrare come la catastrofe abbia colpito diverse fasce della popolazione. Sono stati presi in considerazione tutti i prototipi delle persone rimaste coinvolte nell’incidente. 

Ci sono alcune imprecisioni riguardo a singoli eventi, ma la situazione in generale e l’impatto che ha avuto sulla realtà circostante sono mostrati correttamente. I creatori sono riusciti ad evitare i cliché sulla vita in Unione Sovietica seppur sono presenti, nella cornice della storia, dettagli iperbolici come l’alcol. Questo però non interferisce con la visione perché il livello di immersione in quello che sta accadendo è così profondo che l’attenzione non può essere abbassata da tali sciocchezze.  

2. Il lavoro scrupoloso degli showrunner

© Chernobyl / HBO                                                                         © SIPA / NOVOSTI VOSTOKA / East News

Il regista Johan Renck ha molta esperienza di lavoro nelle serie televisive; ha partecipato alla realizzazione di progetti come “Breaking Bed”, “The Walking Dead” e “Vikings”. In “Černobyl'” quello che più lo preoccupava era l’affidabilità degli eventi mostrati: era importante rendere il senso della realtà di ciò che sta accadendo.

Un enorme lavoro sulla raccolta delle informazioni è stato svolto dallo sceneggiatore Craig Mazin, che ha iniziato a documentarsi sul caso Černobyl’ nel 2014 accedendo ad una vasta gamma di materiali quali cronache documentate, libri di testimoni oculari e rapporti governativi. Mazin ha parlato anche con scienziati nucleari al fine di sapere il funzionamento del reattore nucleare ed ha intervistato persone vissute in Unione Sovietica per comprendere meglio la cultura degli anni ’80. 

I creatori hanno anche letto un gran numero di storie vissute in prima persona che hanno contribuito a portare autenticità e umanità alla serie. Ad esempio grazie al libro di Svetlana Aleksievič “Černobyl’, la mia preghiera. Cronaca del futuro” è venuta fuori la storia tra il comandante dei vigili del fuoco Vaskilij Ignatenko e sua moglie Ljudmila. Nella parte “La voce solitaria dell’uomo” è possibile leggere i ricordi dell’autrice di quel tempo.

3. Il cast 

© Chernobyl / HBO                                                                        © SIPA / East News

Nel corso del casting Mazin non ha perso molto tempo per la ricerca di attori adatti ai ruoli principali perché si è trovato nella fortunata situazione in cui molti sceneggiatori sognano di trovarsi. Tutti gli attori che a suo parere sarebbero dovuti esser coinvolti nella serie hanno immediatamente risposto alla proposta dando la loro disponibilità.  

Jared Harris, che aveva partecipato alle riprese del film “Sharlock Holmes – Gioco di ombre”, nel telefilm ha il ruolo del principale fisico nucleare sovietico Valerij Legasov. Nella squadra è stato uno dei primi a capire l’entità di una catastrofe senza precedenti. 

Nel ruolo del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri dell’URSS, Boris Ščerbina, ha recitato l’attore svedese Stellan Skarsgård apparso in precedenza nei film “Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma” e “Millennium – uomini che odiano le donne”.

Emily Watson, viso conosciuto per i ruoli in “La teoria del tutto” e “”Equilibrium”, ha interpretato il ruolo di Ul’jana Chomjuk. Questo è l’unico personaggio immaginario introdotto dallo sceneggiatore al fine di fare da prototipo femminile di tutte le scienziate e fisiche coinvolte nello studio dell’incidente. 

Il segretario generale del Comitato Centrale del PCUS, Michail Gorbačev è stato interpretato dall’attore David Dancik che ha in precedenza lavorato con Skarsgård in “Millennium – uomini che odiano le donne”. 

4. La colonna sonora

@Chernobyl / HBO

La musica è uno dei motivi per cui chi guarda la serie è in grado di credere a tutto ciò che sta accadendo. Al fine di creare una colonna sonora unica, la compositrice Hildur Guðnadottir si è recata nella Centrale Nucleare di Ignalina (la Centrale si trova in Lituania nella città di Visaginas , a pochi chilometri dalla città di Ignalina, e fu per poco tempo la più potente al mondo prima di essere depotenziata dopo l’incidente di Černobyl’ e nel 2009 definitivamente chiusa, ndt). Lì, insieme ad una squadra, ha registrato una serie di suoni unici che possono essere ascoltati in diversi luoghi della Centrale. 

Una volta tornati in studio hanno ascoltato per ore i suoni estraendone i più adatti e necessari alla realizzazione delle musiche. Guðnadottir ha realizzato la maggior parte della colonna sonora utilizzando i suoni raccolti.

5. Dintorni autentici 

@Chernobyl / HBO
La Foresta rossa dopo il rilascio della polvere radioattiva

Secondo quanto rilasciato da Craig Mazin, la troupe era ossessionata dal dover creare un’atmosfera genuina e mostrare tutto com’era realmente in quei giorni. La maggior parte delle scene sono state girate in Lituania: la Centrale Nucleare di Ignalina, chiusa 10 anni fa, si è rivelata quasi identica a quella di Černobyl’ e non lontano da Vilnius è stata trovata un’area i cui palazzi ricordavano molto quelli di Pripjat

Alcune scene sono state girate in Ucraina. I cineasti hanno lavorato a stretto contatto con esperti locali per aumentare al massimo la credibilità. Nel centro di Kiev, durante le riprese, sono state bloccate le strade: era importante che nessuna macchina moderna o altri dettagli potessero tradire le riprese e rendere implausibile il contesto. 

Era impossibile però non girare a Pripjat. Il monologo finale è trasmesso sullo sfondo della città come appare oggi e l’effetto dà la pelle d’oca. 

6. Attenzione al dettaglio

@Chernobyl / HBO

Lo stupore porta il pubblico ad una piena immersione nella storia sin dalla prima scena. Durante la visione della serie, sicuramente una persona vissuta in Unione Sovietica penserà: “Oh quella ce l’avevamo anche noi!”. Le produzioni di massa che erano in voga in quel tempo erano a disposizione dei creatori della serie che hanno avuto la possibilità di utilizzarle e di farlo con responsabilità. 

Gli attori parlano in inglese con i loro accenti, ovviamente. Tuttavia tutti i discorsi ascoltati dalle radio, le registrazioni delle telefonate di emergenza, le notizie televisive e gli annunci fatti in viva voce sono rimasti invariati in russo. 

@Chernobyl / HBO

Nel canale YouTube di HBO ci sono dei podcast in cui i creatori della serie raccontano come sono state girate le singole puntate, in tutto 5. Gli showrunner raccontano di quanto questa seria li abbia toccati, di come hanno cercato di raggiungere un alto livello di affidabilità, del perché abbiano deciso di iniziare la serie proprio dal momento dell’esplosione e di tanto altro. 

7. L’interesse crescente per la tragedia

@Chernoblyl / HBO

La serie è stata in grado di impressionare sia i critici che gli spettatori comuni. Non si tratta di un film dell’orrore, ma le scene mostrate fanno davvero gelare il sangue nelle vene e ricoprire il corpo dalla pelle d’oca. Ogni puntata rimane con un finale aperto e non fa allontanare dalla narrazione nemmeno per un momento. 

Nell’ultimo mese, la popolarità della ricerca relativa alla parola Černobyl’ nei motori di ricerca web ha registrato un aumento senza precedenti. Le persone leggono articoli, libri, testimonianze oculari, guardano video recensioni, cronache documentarie per capire cosa sia realmente accaduto. 

Come ogni opera d’arte, anche la serie “Černobyl'” ha i suoi presupposti e le sue libertà narrative alle volte anche abbastanza serie. L’essenza però dei fatti è trasmessa accuratamente. Si ha un senso di vicinanza, di stupore e compatimento sin dalle prime scene che cresce come una palla di neve che rotola. C’è la voglia di capire cosa sia successo e come assicurarsi che non possa più ripetersi.

 

Fonte: AdMe.ru; Foto: da Chernobyl/HBO e SIPA/EastNews; Traduttore: Eugenio Alimena 

Eugenio Alimena

Nato a Belvedere Marittimo, in Calabria, è cresciuto a Cosenza dove si è formato fino alla licenza liceale. L'esperienza universitaria romana, presso La Sapienza, gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti culturali e fisici, portandolo oltreoceano e oltre Urali spinto dallo studio, dal lavoro e da pura curiosità. Terminati gli studi di specializzazione in lingua e letteratura russa (dedicati soprattutto alla poesia del '900), attualmente vive e lavora a San Pietroburgo, dove si concentra principalmente sull'insegnamento e sulla diffusione della lingua italiana, mantenendosi contemporaneamente attivo in progetti personali e pubblici. Alla domanda "perché hai scelto il russo?", risponde senza molti giri di parole "perché, in un senso abbastanza stretto, fa parte della mia storia".