Per la prima volta le entrate della Galleria Tret’jakov hanno superato il miliardo di rubli

I russi stanno rendendo i musei più ricchi ma allo stesso tempo meno anche accessibili

Per la prima volta la Galleria Nazionale Tret’jakov ha guadagnato più di un miliardo in un anno: secondo quanto comunicato a Izvestija dall’ufficio stampa del museo tale risultato è stato raggiunto nel 2018. Contemporaneamente i profitti extra bilancio dell’Hermitage sono stati due volte e mezzo maggiori arrivando a 2,5 miliardi di Rubli. Da questi due soli importanti musei è arrivato circa un quarto di tutti i guadagni dei musei federali dell’anno passato. Tali cifre si sono già avvicinate alla somma totale dei sussidi statali. Secondo gli esperti questo risultato deriva in larga parte dagli alti prezzi dei biglietti. Nelle regioni i prezzi sono più bassi ma i musei locali sono riusciti comunque a guadagnare di più. Dal Ministero della cultura hanno dichiarato ad “Izvestija” che in questo caso i guadagni non sono fini a se stessi: i soldi, sia quelli incassati sia quelli ottenuti dallo stato, vengono spesi per lo sviluppo dei musei i quali divengono poi dei motori per la crescita economica dell’intera regione. 

Con le proprie forze

I due maggiori musei del paese, la Galleria Tret’jakov e l’Hermitage, nel 2018 hanno guadagnato in totale più di 3,5 miliardi di Rubli. Sono stati gli uffici stampa dei due istituti a comunicare tali dati ad Izvestija. I guadagni extra bilancio del Tret’jakov hanno quindi superato per la prima volta il miliardo di Rubli con una crescita negli ultimi tre anni del 50%. L’Hermitage lo scorso anno ha invece guadagnato 2,54 miliardi di Rubli ovvero il 12% in più rispetto al 2017. Le due organizzazioni ricevono inoltre dei sussidi statali: per l’Hermitage lo scorso anno tali sussidi sono ammontati a 2,64 miliardi di Rubli ovvero una cifra che combacia con i guadagni stessi del museo.

Galleria Tret'jakov

Secondo Zelfira Tregulovaja, direttrice generale del Tret’jakov, se nel 2014 i sussidi statali costituivano il 68% del bilancio del museo nel 2018 tale cifra si è abbassata fino al 32%. “Il rimanente è costituito dai guadagni diretti del museo e da donazioni di benefattori e mecenati” afferma la direttrice in una conversazione con Izvestija. “Non sto ovviamente dicendo che l’incremento della collezione museale degli ultimi anni sia stato realizzato quasi esclusivamente grazie a donazioni gratuite di opere d’arte o grazie a persone che ci aiutano ad acquistarle”.

La tendenza è legata al fatto che le entrate dei musei sono pari o addirittura superiori ai sussidi statali: si tratta di una caratteristica comune per la maggior parte degli istituti federali. L’anno scorso le entrate fuori bilancio hanno raggiunto la cifra totale di 15,5 miliardi di Rubli (una crescita del 45% rispetto al 2017). Sempre nel 2018 i finanziamenti statali sono ammontati a 17,5 miliardi di Rubli ha raccontato ad Izvestija Vladislav Kononov capo del dipartimento per i musei del Ministero della cultura. I musei più di successo e quelli più visitati riescono a guadagnare autonomamente fino al 70% delle risorse per il mantenimento e lo sviluppo.

L’ottenimento di profitti non ha un obbiettivo di per sé dato che, sottolinea Vladislav Kononov, non è comunque in programma una diminuzione dei finanziamenti statali. Al contrario secondo i dati di Kononov, i finanziamenti di stato sono aumentati di 1,6 volte dal 2011. 

Ad aumentare sono anche i guadagni fuori bilancio di grandi istituti a livello regionale. Ad esempio il Museo moscovita della Cosmonautica ha guadagnato 124 miliardi di Rubli nel 2018: si tratta di una cifra 2,5 volte maggiore rispetto al 2013 secondo Natalja Artjuchina direttrice dell’istituto. Quest’anno la crescita dovrebbe attestarsi al 16%.

“Da Mosca abbiamo una sovvenzione di 154 milioni di Rubli. Il museo è riuscito a guadagnare autonomamente 124 milioni grazie a escursioni, eventi, auditorium e altre attività legate al profilo dell’istituto. Stiamo oggi osservando un boom di interesse verso di noi paragonato a quello provocato dall’apertura del museo nel 1981. L’anno scorso siamo stati visitati da 654 mila persone” ha spiegato la Artiuchina.

Fattore di crescita

I musei diventano spesso dei fattori di crescita per l’economia del territorio nel quale si trovano realizzando intorno a sé delle infrastrutture adeguate. Come esempio di fattore di crescita di uno sviluppo regionale Vladislav Kononov ha portato il caso del museo-riserva di Vladimir-Suzdal’ (soggetto a competenza federale). 

“L’apporto statale si attesta a più di 200 milioni di Rubli in pratica la stessa cifra che il museo guadagna autonomamente” ha evidenziato Vladislav Kononov. “I posti di lavoro, le tasse e il bilancio locale, il mantenimento e la sistemazione del territorio: questa è solo una lista incompleta dei vantaggi per la popolazione locale e per l’economia del territorio. 

Il sindaco di Suzdal’ Serghej Sacharov ha riferito ad Izvestija che il 70% della popolazione della città è impiegato nel settore del turismo o in quello dei servizi.

“Solo l’anno scorso sono venuti da noi circa 1,5 milioni di persone di cui più di 50 mila stranieri. Grazie alla popolarità del nostro museo-riserva negli ultimi anni si osserva anche uno sviluppo delle infrastrutture della città. Abbiamo aperto cinque aziende di ristorazione tra cui due ristoranti, una rosticceria, una pizzeria, un venditore di pel’meni, un museo-buffet e due bar. In città sono sorti otto negozi tra cui due di telefonia” ha affermato Serghej Sacharov. 

Nei piani del Ministero della cultura vi è lo sviluppo di tutta una serie di musei regionali facendoli diventare dei volani di crescita. Nel corso del Forum per l’economia orientale di settembre verrà aperta l’esposizione del primo museo federale aldilà degli Urali: la “Fortezza di Vladivostok” .

Tra gli altri progetti su vasta scala vi è il lancio delle seconde fasi del Museo dell’Oceano Pacifico a Kaliningrad e del Museo della Cosmonautica K. E. Ciolkovski a Kaluga ma anche il rinnovamento del Museo memoriale di Juri Gagarin nell’Oblast’ di Smolensk che diverrà, secondo i progetti, un volano per lo sviluppo economico della regione.

Il prezzo della domanda

I musei devono essere accessibili ad una ampia fetta di popolazione ma soventemente i loro prezzi, soprattutto a Mosca e San Pietroburgo, sono eccezionalmente elevati. Secondo le stime più prudenti la visite di una famiglia al principale complesso museale dell’Hermitage si aggira intorno al costo di 2,1 mila Rubli (700 Rubli a persona) mentre per la Galleria Tret’jakov il costo è di 1,5 mila Rubli (500 Rubli) secondo le informazioni riportate nei siti internet dei musei.

Sergej Zagraievski, membro dell’Accademia russa delle Belle Arti, ritiene che i prezzi dei musei oggigiorno siamo pompati e che i musei dovrebbero essere accessibili a tutte le categorie di cittadini.

  • I soli biglietti speciali per scolari, studenti o pensionati non sono sufficienti.
  • L’idea è quella di avere musei statali accessibili a tutti: senza questa caratteristica i musei perdono il proprio senso che è quello di essere enti di propagazione di cultura. L’accesso ai musei deve essere pertanto gratuito o ad un costo simbolico.

Dall’Hermitage hanno spiegato ad Izvestija come l’anno scorso un terzo dei visitatori (il 31%) è entrato con un biglietto gratuito. In tutto il 2018 a visitare l’Hermitage sono state 4.8 milioni di persone. 

Dmitrij Rodionov, direttore generale del Museo teatrale Bachrušin ha comunicato ad Izvestija che non esiste alcuna normativa riguardo la determinazione dei prezzi per i biglietti.

  • Quello di stabilire i prezzi è un diritto indipendente dei musei. Esiste tuttavia un concetto di prezzo di mercato storicamente prevalente. I biglietti sono sempre stati socialmente accessibili e il loro prezzo in molti musei regionali era simbolico. L’aumento dei prezzi è iniziato solo negli ultimi tempi. Non sta però succedendo così velocemente come per i prezzi del teatro dato che ai musei continua ad andare una parte della popolazione non altrettanto benestante. Ad esempio, afferma Rodionov, il prezzo del biglietto di ingresso di molti musei regionali ancora oggi può essere di 30-50 Rubli.

A Mosca i prezzi sono naturalmente più alti ma, sempre secondo Dmitrij Rodionov, 600 Rubli per un biglietto in una megalopoli sono assolutamente accettabili.

All’estero i prezzi dei biglietti per i musei più importanti sono ancora più alti. Ad esempio una visita al Museo Nazionale del Prado di Madrid si aggira verso i €15 (1.100 Rubli) a persona mentre per il Metropolitan di New York ci vogliono $25 (1.600 Rubli).

Secondo i dati del Ministero della Cultura attualmente in Russia vi sono aperti in modo stabile circa 3 mila musei statali e più di 700 musei privati. Sempre secondo il Ministero il numero di visitatori dei musei federali nel 2018 è stato di 154 milioni di persone ovvero 1,8 volte di più rispetto al 2011.

Fonte: Iz.ru 15/08/19 Autori Dmitrij Litovkin Zoja Igumnova, Traduzione di Antonino Santoro

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com