Paolo Nori – I Russi sono matti

A chi di noi non è mai capitato di sospendere per prendere fiato la lettura di un Tolstoj, di un Dostoevskij o di un Dovlatov, socchiudendo leggermente il romanzo che fino a prima avevamo teso sotto i nostri occhi, per chiederci ma che matti sono i russi? Per non parlare di quelli che hanno poi deciso di avvilupparsi nello studio della lingua dei deliri di Raskol’nikov, delle lettere di Anna a Vronskij, della lingua dell’umorismo geniale di Dovlatov, avvincente, affascinante, sì, ma anche un tantino ingarbugliata, quelli, quante volte si saranno chiesti ma che matti sono i russi?  Bene, l’ultima fatica di Paolo Nori , “I “RUSSI SONO MATTI” edito da UTET non lascia spazio a ulteriori dubbi.  

I russi sono matti

Paolo Nori, ospite presso il Circolo dei Lettori assieme a Mattia De Bernardis, per UTET Editore, presenta il suo nuovo libro “I RUSSI SONO MATTI – Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991”, un libro che da Puskin a Erofeev ci racconta il genio dei grandi della letteratura russa dell’Otto-Novecento, un manuale alla Nori, breve, molto personale, per nulla accademico e acronologico, suddiviso per nuclei tematici. Dopo il successo de “La Grande Russia Portatile”, edito da Salani Editore, Paolo Nori torna al Circolo con un nuovo viaggio, in cui prova a raccontare quell’entità stupefacente che è la letteratura russa, un itinerario tematico, un corso sintetico che pone l’accento, sui grandi temi dal secolo d’oro agli sgoccioli di Unione Sovietica, sui personaggi, sulle loro storie e sui loro nomi, letteralmente. Mattia De Bernardis, da luglio alla guida editoriale del marchio UTET,  racconta dell’incontro avuto con Paolo, l’anno prima al Salone del Libro 2018, momento in cui nasce l’idea di mettere insieme un manuale sulla letteratura russa, nello stile, nelle intenzioni e nei toni dell’autore emiliano, un manuale alla Nori. Il corso sintetico infatti non si articola nel susseguirsi cronologico di autori e relative opere, ma bensì muove per nuclei tematici, come spiega Mattia De Bernardis, in ordine: il potere, l’amore e il byt (быт, intraducibile, vita quotidiana). 

I russi sono matti – Paolo Nori

Una letteratura da paura

La selva della letteratura russa, raccontata nelle storie dei grandi autori, nelle riflessioni, nei temi di due secoli di storia russa.  Sì, una selva, spiega Paolo Nori, perché lo scrivere russo lascia il segno, un po’ come quel bosco incantato della Gerusalemme Liberata dal Tasso, spiega, citando l’Onegin di Puškin a proposito delle belle donne: all’inizio fa paura, respinge, con i suoi nomi impronunciabili, con i patronimici, per non parlare degli accenti, ma infine, una volta giunti alla radura al centro della selva, è lì che si incontra l’inabbracciabile. La potenza, la vastità dei temi, la portata delle riflessioni che la letteratura russa pone dinanzi al lettore, ne fanno uno scrivere per coraggiosi, per cui esser pronti.

Cioè quei romanzi così grossi, con tutti quei personaggi che hanno almeno tre nomi e un cognome e un paio di soprannomi e dei gradi che li collocano in una gerarchia incomprensibile e che sono legati da intricatissimi vincoli di parentela, se fai come Bichsel, se porti pazienza, se arrivi, per dire, a pagina 39, dopo alla fine ti danno delle gran soddisfazioni, e se sei proprio fortunati magari ti fanno anche molto male.

I timori del potere

Una Letteratura quella russa a cui i governanti, sia imperiali che sovietici,  pare non furono mai pronti: di fatti, spiega Paolo Nori, gli scrittori in Russia nell’Ottocento è come fossero radioattivi, condannati agli arresti, all’esilio o addirittura alla morte, solamente per aver divulgato, anche solo verbalmente, ciò che per il potere era proibito. Tale accanimento della guida del Paese nei confronti delle parole degli scrittori rappresenta il segnale del diverso peso specifico che la letteratura assume in Russia e del diverso rapporto tra il lettore russo e la letteratura dei suoi connazionali. Citando Dovlatov, Paolo Nori spiega che le ragioni del cosi alto valore degli scrittori in Russia sono da ricercarsi entro il rapporto tra Stato e Chiesa. La Chiesa ortodossa non aveva mai avuto l’importanza e l’influenza che aveva in Occidente quella cattolica, sempre sottomessa allo Stato, e quindi i russi, persa la fiducia nei governanti, soprattutto ai tempi dell’URSS, chiedevano agli scrittori una parola di verità: una verità clandestina, da leggere in una notte, di libri proibiti battuti a macchina e carta carbone, gli unici che valeva la pena leggere.

Il finale alla russa

Come ogni assiduo frequentatore di letteratura russa saprà, di certezze dinanzi a un romanzo russo, oltre al fatto che farà male e che molto probabilmente si ritroverà a riflettere su entità che nemmeno alla terza lettura riuscirà totalmente ad abbracciare , ce ne sono davvero di poche. Tuttavia, un’altra cosa è certa, non aspettiamoci happy endings, perchè non ne avremo. Paolo Nori, introducendo il secondo nucleo tematico di I RUSSI SONO MATTI, ossia l’amore, spiega quanto a differenza dei romanzi di letteratura inglese del Sette-Ottocento il matrimonio, il finale dei finali, quello di Cime tempestose e Orgoglio e pregiudizio, nei romanzi della letteratura russa sia davvero difficile incontrarlo, anche quando le cose sembrano finire poi non così male, non così male come in Anna Karenina, per intenderci.  

Ecco, se penso ai romanzi russi, non me ne viene in mente uno che finisce con il matrimonio. Un po’ è perchè i romanzi russi, di solito, finiscono male (ho scoperto recentemente che tra gli appassionati di cinema delle origini il contrario del lieto fine è il “finale alla russa”, e mi piace il fatto che in Russia si dica che un ottimista è un pessimista male informato): nella letteratura russa non vivono felici e contenti […]. 

Segnaliamo un breve video dell’incontro, prodotto dall’Associazione Italo-Russa “È ORA!?”.

Paolo Nori "I russi sono matti" – Presentazione al Circolo dei lettori (Torino)

Cari soci e amici!Martedì 17 Settembre al Circolo dei lettori abbiamo partecipato all’incontro con Paolo Nori che ci ha presentato il suo ultimo libro, "I russi sono matti".In esso vengono trattati i maggiori scrittori russi di due secoli, ‘800 e ‘900: da Puškin a Dostoevskij, e poi Turgenev, Gogol'… non manca praticamente nessuno! E c'è anche qualche scena scherzosa presa dalle opere di Charms: in una Tolstoj e Dostoevskij scommettono su chi tra loro avrebbe scritto il romanzo più bello. E il giudice è Turgenev!E dunque perché gli scrittori russi sono matti? Perché hanno scritto riguardo a temi quali la vita e la morte, come nessuno ha mai fatto, ci ha detto Nori.E quindi, non fatevi spaventare dal titolo del libro, perché questo permette di conoscere meglio i grandissimi autori russi da un punto di vista molto particolare!***Всем привет!Во вторник 17 сентября в Circolo dei Lettori мы приняли участие во встрече с Паоло Нори, который представил свою последнюю книгу "Русские – сумасшедшие".Это произведение знакомит нас с выдающимися русскими писателями XIX и XX веков: от Пушкина до Достоевского, а также Тургенев, Гоголь…словом, никто не забыт! Нашлось место и нескольким шутливым эпизодам, взятым из произведений Д.Хармса: в одном из них Толстой и Достоевский поспорили, кто из них напишет лучший роман. А судьёй выступил Тургенев!И почему же русские писатели – сумасшедшие? А потому, как выразился Нори, что они так пишут на тему жизни и смерти, как никто раньше не писал.Итак, не стоит бояться названия книги, ведь она позволит нам лучше узнать больше о русской литературе и о жизни великих писателей с очень оригинальной точки зрения!#torino #culturarussa #irussisonomatti #paolonori #letteraturarussa #librirussi #italiarussia #utetlibriPresentazione del libro "I russi sono matti" al Circolo dei Lettori di Torino – martedì 17 settembre 2019

Geplaatst door Associazione Culturale italo-russa E' ORA – Torino op Vrijdag 20 september 2019

 


È possibile acquistare il libro a questo LINK

Federico Lattante

Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all'Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l'ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.