Recensione di “Proletkult”, di Wu Ming

Tra lo storico e il fantascientifico, Proletkult narra la storia dello strano incontro di Aleksandr Bogdanov con una ragazza extraterrestre, ambientandola all’epoca del grande entusiasmo sovietico per la corsa allo spazio.

Il romanzo Prolelkult del collettivo nostrano Wu Ming è una interessante miscela letteraria che ci catapulta nella Russia della post-rivoluzione, a stretto contatto con uno dei personaggi più noti dell’epoca ma non altrettanto noti al nostro tempo.

Copertina del libro "Proletkult"
Proletkult, ed. Einaudi, 2018

Parliamo infatti di Aleksandr Bogdanov, che fu politico, scienziato, medico, teorico marxista e anche uno dei protagonisti della rivoluzione. Fu proprio lui l’ideatore del proletkult, che da il titolo al romanzo. Esso si poneva come un’associazione culturale per la classe operaia, volta a far sì che nascesse una vera e propria cultura del proletariato.

Tra i mille talenti di Bogdanov c’era anche quello di scrittore: aveva pubblicato infatti Stella rossa, romanzo che narrava della creazione della perfetta società socialista sul pianeta Marte. Ed è proprio da un pianeta socialista, Nacun, che arriva una delle protagoniste di Proletkult: si tratta di Denni, una giovane aliena di madre nacuniana e padre terreste, venuta sulla Terra dal pianeta socialista in cerca di suo padre e di una possibile connessione tra il suo pianeta e il nostro.

All’arrivo di Denni, Bogdanov conduce una vita apparentemente normale: è a capo di un centro trasfusionale, è tra i primi a credere nell’efficienza delle trasfusioni e nell’idea che il sangue vada, come ogni cosa nella società comunista, condiviso. Non sa come comportarsi di fronte alla pallidissima ragazzina che si ritrova davanti: si tratta davvero di un’aliena spuntata fuori come per magia dal suo stesso romanzo o è solo una svitata? Inoltre, Denni si scopre malata di una rara patologia che Bogdanov non sa identificare, ma si propone di provare a curarla proprio con le trasfusioni di sangue.

Wu Ming ci immerge nella nebbia del metaletterario, dove Bogdanov e Denni – autore e personaggio – intraprendono un viaggio nei ricordi personali e storici sulle tracce del padre di Denni, un ex compagno di Bogdanov, portandoci a conoscere con incredibile nitidezza i personaggi di spicco dell’epoca (Lenin, Lunačarksij, Gor’kij, Nadežda Krupskaja, Aleksandra Kollontaj) e le sensazioni contrastanti di chi ha vissuto un’epoca insieme di speranza e delusione.

Il romanzo non si limita a raccontare la Storia attraverso i ricordi di Bogdanov, ma racconta il presente di Denni, un personaggio dalla voce flebile ma decisa, che con estrema lucidità paragona il suo mondo – la società perfetta socialista – alla Terra, pianeta che i nacuniani vogliono invadere. La missione di Denni è far sì che ciò non accada, dimostrare che i due popoli possono convivere.

Poster sovietico che recita “Anche il pianeta più distante, amici, non è più così lontano!”

La narrazione non manca di colpi di scena e di momenti di tensione, fino a giungere ad un finale inaspettato e surreale che lascia con un sorriso di soddisfazione.

L’abilità di Wu Ming si rivela tutta in questo riuscitissimo romanzo, che riesce a narrare di personaggi ed eventi storici senza essere un romanzo storico. La capacità del collettivo si dispiega nel saper ricreare l’ambientazione e il sapore di un romanzo del passato riuscendo a restare ancorato al presente, costruendo un intreccio che riesce a far riflettere sui grandi temi del socialismo russo, che si ergevano vestiti da grandi sogni nelle menti dell’epoca.

L’incontro tra Bogdanov e Denni, che prende le pieghe di un rapporto genitoriale, sembra essere il risultato della riflessione sul loro passato e il nostro presente. Introducendo un personaggio fantasioso come la giovane aliena all’interno della cornice storica, il romanzo riesce ad uscire dagli schemi e donarci il punto di vista di qualcuno che in fondo non ha né tempo né spazio.

Il racconto vi coinvolgerà in un turbine di curiosità, conducendovi per mano alla scoperta del mondo di Bogdanov e della Russia del tempo, sovrapponendo realtà e fantasia. Un romanzo che non si lascerà dimenticare facilmente.

 

«Denni… viene da un pianeta lontano, cioè dalle pagine di una trilogia letteraria»

Recensione a cura di Simona Carosella


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Giulia Cori

Nella mia migliore tradizione, ci è voluta una laurea in letteratura inglese per farmi apprezzare quella russa. Considero la letteratura russa e il suo modo di vedere il mondo semplicemente incantevoli.