10 protagonisti della Russia degli anni Novanta

Farfalle notturne, racket, nuovi russi, navette, agenti immobiliari e altri personaggi dell’era post-sovietica.
1 – Gli azionisti

Negli anni Sessanta in Europa Occidentale l’azionismo era l’ultima frontiera nelle avanguardie. I suoi artisti, che volevano spostare l’attenzione dal risultato artistico finale dell’opera al processo artistico in sé, erano sempre alla ricerca di nuovi metodi di creazione artistica.

L’esibizione sovietica più famosa ebbe luogo nel 1991: gli artisti del gruppo “E.T.I”,  Espropriazione del Territorio dell’Arte, si sdraiarono sulla superficie della Piazza Rossa a Mosca in modo che i loro corpi formassero la sigla di tre lettere. Questo evento, tenutosi al momento giusto nel posto giusto, diede il via ad una lunga serie di performance più o meno radicali che si sono svolte per tutti gli anni Novanta.

Sfortunatamente queste “proteste” non sortirono alcun effetto, erano buffonate anarchiche prive di sostanza, che segnalavano l’esistenza di un movimento disorganizzato, per lo meno in Russia.

2 – I nuovi russiImmagine correlata

“Nuovo russo” è un termine stereotipato nato negli anni Novanta che serve per indicare tutte quelle persone che si erano arricchite non grazie a lavori politico-statali o ad attività intellettuale, e quindi etichettate come ignoranti.

Nelle battute che li riguardavano i nuovi russi non conoscevano il background storico – culturale sul quale si fondava il sistema sociale del loro Paese, e perciò ne negavano i valori socio – culturali. Non leggevano libri, non conoscevano citazioni, indossavano gioielli pacchiani come Rolex e catene d’oro, si vestivano  in colori sgargianti e facevano di tutto per dare nell’occhio: il loro comportamento era completamente antitetico rispetto alla tradizione precedente.

Per il loro stile di vita venivano presi in giro in battute come: “Dove hai comprato la cravatta?” – “Dietro l’angolo, a 5.000 dollari.” – “Ma sei matto?! Là la vendono a 20.000!”. Oppure li si scherniva raccontando che quando entravano nelle gioiellerie chiedevano la collana d’oro più grande possibile con la croce più grande disponibile a patto che dalla croce venisse tolto il ginnasta.

3 – Gli oligarchi

Gli oligarchi erano i membri di una ristretta cerchia di grandi imprenditori politicamente influenti. Nei primi anni 90, prima che prendesse piede questo nuovo termine, per indicarli in Russia si utilizzava il termine “nuvoriš”, dal francese “nouveau riche”, ossia nuovo ricco, che originariamente indicava un uomo di classe sociale bassa che si era arricchito molto velocemente.

Di questa cerchia facevano parte i capi dei grandi gruppi finanziari e industriali del Paese che i mass media hanno successivamente etichettato con il nome di “sette banchieri”.

In sociologia è conosciuta la così detta legge di ferro dell’oligarchia, per cui in un regime oligarchico la struttura socio – economica non cambia anche in presenza di profonde riforme costituzionali che tentano di istituire la democrazia.

La Russia ne è un perfetto esempio: 15 anni fa sono state introdotte nel sistema politico del Paese delle riforme radicali che hanno rafforzato e consolidato il potere dello Stato, e che hanno tolto agli oligarchi il potere di prendere decisioni politiche. Ma di fatto il popolo non è ancora in grado di decidere per sé stesso, e la Federazione Russa è rimasta uno Stato paternalistico in cui la vecchia oligarchia non è del tutto scomparsa, ma è stata sostituita da una nuova, composta da rappresentanti di corporazioni e burocrati.

4 – I racketer

I racketer, dall’italiano “ricatto”, sono i componenti di gruppi appartenenti alla criminalità organizzata che mettono in atto forme di estorsione di denaro che spesso coinvolgono l’uso di minacce e violenza.

Sono apparsi in Russia negli anni 90 con l’avvento delle imprese private, e costringevano gli imprenditori a dare loro una percentuale sui loro guadagni in cambio di protezione.

5 – I čelnoki61

Il termine čelnoki nella Russia degli anni Novanta indicava tutti quei piccoli importatori privati che facevano la spola tra la patria e l’estero per acquistare e rivendere beni di varia natura.

Letteralmente il termine indica una navetta che fa avanti-indietro da un posto a un altro, ed era quindi quindi perfetto per indicare questo genere di lavoratori. Negli anni 90 in Russia questa era una professione che coinvolgeva tutti gli strati sociali, infatti vi si “convertivano” gli operai le cui fabbriche avevano chiuso ma anche gli scienziati.

6 e 7 –  Gli sfigati e i loser

La parola lox, sfigato, era una delle più diffuse negli anni Novanta. Presa in prestito dal gergo della criminalità, in cui indicava un aspirante ladrone,  veniva utilizzata per indicare una persona tonta, sfigata a livello sociale.

Un’altra parola dal significato simile è la parola loser, dall’inglese perdente, utilizzata per indicare un numeroso gruppo di persone che avevano fallito negli anni 90.

8, 9 e 10 – Gli agenti immobiliari, gli stilisti e le lucciole
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Sono tutti termini che andarono a sostituire i precedenti broker, parrucchiere e prostituita, non perché la sostanza del loro lavoro fosse cambiata, ma per elevare la loro professione da un punto di vista sociale. Persino il lavoro più antico del mondo in questo modo diventava una professione rispettabile, resa quasi romantica dalla canzone di Gazmanov “Puttana”.

Fonte PostNauka, 26/05/2017 – Traduzione di Gaia Fenoglio