Fotografie rare dai tempi dell’URSS: come vivevano i sovietici tra gli anni ’70 e ’80

Il decennio tra gli anni ’70 e ’80 in URSS fu il periodo della stagnazione Brežneviana e dei cambiamenti radicali di Gorbačev. Oggi, ciascuno ha la facoltà di giudicare secondo la propria opinione, ma, in ogni caso, si tratta di un grande momento di passaggio nella storia di un grande paese, per il quale questo preciso periodo si è poi rivelato l’inizio della fine.

1. Un lungo viaggio
URSS, 1970. Foto di: Michail Blonštejn.

Al Congresso di ottobre del Comitato Centrale del 1964, Brežnev fu eletto Segretario Generale. Il presidente del Consiglio dei ministri Kosygin propose misure per una trasformazione dell’economia, basate su nuovi metodi di pianificazione e nuovi principi di incentivazione economica.

2. Dal parrucchiere
Giovani dal parrucchiere. Foto di: Michail Blonštejn.

La riforma economica fu pianificata da un gruppo di economisti guidati da Liberman. A dare l’impulso per il nuovo sviluppo dell’industria doveva essere l’intensificazione e l’introduzione di iniziative di autofinanziamento all’interno delle imprese. Venne arginata la pressione dall’alto sulle aziende, che mantennero una quota di profitto, furono stabiliti fondi destinati agli incentivi ed emessi prestiti per finanziare l’edilizia industriale, e non si autorizzarono modifiche ai piani senza previo accordo con le imprese.

3. Il kvas sovietico
Il kvas, venduto dappertutto all’interno di botti.

Nella prima fase vennero raggiunti risultati significativi. L’ottavo piano quinquennale fu quello di maggior successo negli anni del dopoguerra. Il volume di produzione crebbe del 150%, vennero fondate 1900 grandi imprese. Nel 1972, i principali mezzi dell’industria leggera iniziarono a essere diretti sullo sviluppo del complesso della difesa. Si fecero tentativi per introdurre nuovi metodi di lavoro e vennero acquistate attrezzature dall’estero.

4. Duello con i sacchi su un tronco
Battaglie con sacchi a cavallo di un tronco. URSS, 1980.

Per proseguire il processo di riforme con successo, erano tuttavia necessari nuovi approcci. Allo stesso tempo, però, la maggior parte dei leader economici non aveva intenzione di abbandonare i soliti metodi di gestione, il che portò ad un ridimensionamento delle riforme. Il sistema respinse tutte le iniziative proposte per rilanciare l’economia. Molti dirigenti aziendali non si preoccupavano minimamente di incrementare la ricchezza nazionale, si interessavano solo di investire un massimo di capitale in manodopera e materiali per la fabbricazione di un prodotto, per poi rivenderlo allo stato con un prezzo più elevato.

5. Infanzia sovietica
L’infanzia in URSS. URSS, Minsk, 1980.

Il meccanismo amministrativo vigente ostacolò l’integrazione dei progressi della scienza e della tecnologia nel settore industriale. Il processo di sviluppo del nuovo meccanismo di produzione durò decenni, mentre crescevano il deficit del bilancio statale e gli interessi finanziari esteri. Tale incongruenza incise sull’esecuzione delle riforme.

6. Il reparto del latte
Il banco del latte di un supermercato. URSS, Novokuzneck, 1983

Negli anni ’70, l’afflusso di petroldollari mascherò i fallimenti dello sviluppo economico. Questo fece sì che il sistema amministrativo restasse invariato. Successivamente, il calo della domanda di combustibile naturale portò ad un abbassamento dei prezzi di gas e petrolio, un duro colpo per l’economia sovietica. Il tasso di crescita crollò del 300%, all’inizio degli anni ’80 l’economia del paese versava in condizioni critiche.

7. Lezione all’università
L’amore nel cuore, la primavera nell’anima e in strada… Foto di: Anatolij Garanin, 1980.

Il governo prese provvedimenti atti a stabilizzare la situazione nel settore agricolo. Il reddito nazionale fu redistribuito a favore dello sviluppo rurale, i debiti furono azzerati, i prezzi di acquisto innalzati, vennero intrapresi processi di meccanizzazione integrale, industrializzazione chimica e opere di bonifica dei terreni.

8. Ragazzi
Addetti al pozzo. Foto di: Igor’ Utkin, 1978.

Negli anni ’70 si puntò sull’integrazione agroindustriale, una cooperazione di kolchoz e sovchoz in associazioni agroindustriali con garanzia di supporto da parte delle rispettive industrie (“kolchoz” è un’abbreviazione di kollektivnoe chozjajstvo, ovvero una cooperativa agricola in cui i contadini lavoravano collettivamente la terra, condividendo anche attrezzi e macchinari, e ricevevano una quota dei proventi calcolata in relazione alle ore di lavoro; “sovchoz“, invece, sta per sovetskoe chozjajstvo, che definisce un’azienda agricola statale i cui proventi appartenevano al governo, mentre i contadini ricevevano uno stipendio regolare, NdT). A tale scopo, nel 1985 venne fondato il Gosagroprom (“Comitato statale per l’industria agraria”). Nonostante tutti gli sforzi però, l’agricoltura rimase il ramo più debole dell’economia. Le perdite nella produzione giunsero al 40%, e la crisi economica rurale venne aggravata da uno scambio sleale tra città e campagna, con il rigido regolamento burocratico che soffocava l’iniziativa dei contadini.

9. Tiro con l’arco
Tiro con l’arco sportivo. Foto di: David Lejkin, 1974.

In questo periodo, il processo di cambiamento del tenore di vita delle persone manifestò lati positivi e negativi. Da un lato, si ottenne un notevole successo nell’azione di risoluzione del problema abitativo: all’inizio degli anni ’80, l’80% delle famiglie aveva appartamenti privati; dall’altro però, gli investimenti di capitale destinati alla sfera sociale furono tagliati drasticamente. Le spese per l’assistenza sanitaria vennero significativamente ridotte. Fu emessa un’enorme quantità di valuta, non giustificata tuttavia dalla disponibilità di beni di qualità. Il risultato fu una carenza di prodotti.

10. I tempi della scuola
Gli anni di scuola. Foto di: Sidorskij, 1976.

Fonte kulturologia.ru, 25/05/2019 – di yriczp2011, Traduzione di Michael Bianchi

Michael Bianchi

Nato a Roma con sangue italiano e belga, 3 mesi a San Pietroburgo durante il centenario della Rivoluzione hanno reso il mio cuore un po' russo. Traduco per RIT per raccontare questo mondo affascinante, a tratti fiabesco, figlio di una storia e una cultura che risuonano di un’eco mitica e millenaria.