Cremlino rosso o Cremlino bianco?

Tutti abbiamo sentito dire che il Cremlino una volta era bianco. Su questo argomento sono già stati scritti numerosi articoli, ma ciononostante ci si ostina ancora a discuterne. Ma quando si è iniziato ad imbiancare il Cremlino e quando si è smesso? Affermazioni in risposta a questa domanda si moltiplicano come i pensieri nella mente degli uomini. Alcuni scrivono che si iniziò a verniciare di bianco nel XVIII secolo, altri nel XVII, mentre altri ancora tentano di dimostrare che le mura del Cremlino non siano mai state imbiancate. Si è ormai diffusa ovunque l’idea che il Cremlino fosse bianco fino al 1947 e poi, improvvisamente, Stalin ordinò di verniciarlo di rosso. È andata veramente così? Mettiamo una volta per tutte i puntini sulle i avvalendoci di dipinti e fotografie.

Facciamo chiarezza sui colori del Cremlino: rosso, bianco, quando e perché

Dunque, il Cremlino odierno fu costruito dagli italiani alla fine del XV secolo e, chiaramente, non furono loro ad imbiancarlo. La fortezza conservò infatti il colore originale dei suoi mattoni: in Italia c’è qualche edificio simile e il più affine è il Castello Sforzesco di Milano. Inoltre, all’epoca, imbiancare le fortificazioni era pericoloso: quando una palla di cannone colpiva una parete, quest’ultima veniva infatti danneggiata, la vernice si sgretolava e diventava ben evidente il punto debole a cui bisognava continuare a mirare per far crollare il muro nel minor tempo possibile.

Una delle prime raffigurazioni del Cremlino in cui si vede bene il suo colore è l’icona “Lode di Nostra Signora di Vladimir. Albero genealogico della Russia” di Simon Ušakov, dipinta nel 1668. In essa il Cremlino risulta rosso.

L’imbiancatura del Cremlino è menzionata per la prima volta nelle fonti scritte del 1680. Nel libro “Il Cremlino di Mosca in passato e attualmente” lo storico Bartenev scrive: «nella nota ufficiale, promulgata il 7 luglio 1680 in nome dello zar, si dice che le fortificazioni del Cremlino “non furono imbiancate”, mentre la porta Spasskaja “fu verniciata di bianco e di rosso carminio”. Nell’annuncio ci si chiede: le mura del Cremlino sono da imbiancare, da lasciare così come sono o da verniciare come la Spasskaja? Lo zar ordinò di imbiancare il Cremlino con la calce…»

Perciò, più o meno dal 1680 si iniziò ad imbiancare la nostra principale fortezza.

1766. Dipinto di P. Balabin ispirato all’incisione di M. Machaev. Qui il Cremlino è chiaramente bianco.
1797, Gérard de la Barthe.
1819, pittore Maksim Vorob’ev.

Nel 1826 arrivò a Mosca lo scrittore e drammaturgo francese François Ancelot, che così descrisse nel suo diario il bianco Cremlino: “Lasciamo il Cremlino in questo stato, mio caro Xavier; ma, gettando ancora un’occhiata a questa antica cittadella, avremo pietà degli operai che per rimediare ai danni causati dallo scoppio tolsero dalle mura quella patina secolare che gli conferiva tanta grandezza. Il colore bianco, che nasconde le crepe, dà al Cremlino una parvenza di gioventù che non corrisponde alla sua forma e che cancella il suo passato”.

Anni 1830, pittore Rauch.
1842, dagherrotipo di Lerebours, prima raffigurazione documentata del Cremlino.
1852, una delle primissime fotografie di Mosca: Cattedrale di Cristo Salvatore in costruzione e mura del Cremlino imbiancate.
1856, preparativi per l’incoronazione di Alessandro II. In questa occasione gli edifici furono imbiancati a nuovo e venne aggiunta l’intelaiatura per l’illuminazione sopra alla torre Vodovzvodnaja.
 
Ancora il 1856, vista dalla riva opposta, in primo piano la torre Tajnickaja e il barbacane che si affaccia sulla riva.
Fotografia del 1866
1880, dipinto della scuola inglese. Il Cremlino era ancora bianco. Da tutte queste immagini, si deduce che le mura del Cremlino dalla parte del fiume furono imbiancate nel XVIII secolo e così rimasero fino agli anni 1880.
Anni 1880, la torre Konstantino-Eleninskaja vista dall’interno del Cremlino. La verniciatura a poco a poco si è sgretolata e affiora il muro in mattoni rossi.
1884, le mura lungo i giardini di Alessandro. L’imbiancatura si è affievolita molto, solo i merli sono stati ristrutturati.
1897, pittore Nesterov. Le mura sono ormai più rosse che bianche.
Sempre nel 1909, la verniciatura della torre Vodovzvodnaja resiste ancora bene. Probabilmente era stata imbiancata più tardi rispetto al resto. Da alcune delle precedenti fotografie è evidente che le mura e la maggior parte delle torri siano state imbiancate per l’ultima volta negli anni 1880.
1911, pittore Juon. Dal vivo le mura erano ovviamente di una sfumatura più grigiastra, le macchie di bianco più evidenti rispetto a quelle nel dipinto, ma in generale la gamma di colori tendeva già al rosso.
L’imbiancatura della torre Vodovzvodnaja era ancora ben fissata a metà degli anni ’30.
Fine degli anni ’40, il Cremlino dopo il restauro in occasione degli 800 anni di Mosca. Qui la torre è già chiaramente rossa con qualche dettaglio bianco.
E ancora altre due fotografie a colori degli anni ’50. Alcuni tratti furono tinteggiati di rosso, altri lasciati bianchi e scrostati. Non ci fu una vera e propria ritinteggiatura rossa.

Torre Spasskaja

Tuttavia, non è così semplice come sembra. Alcune torri infatti si sottrassero alle imbiancature generali.

1778, la Piazza Rossa nel dipinto di Friedrich Hilferding. La Torre Spasskaja era rossa con dei dettagli bianchi, nonostante le mura del Cremlino fossero state verniciate di bianco.
1801, acquarello di Fedor Alekseev. Nonostante tutte le sfumature della gamma di colori, è evidente che la Torre Spasskaja venne imbiancata alla fine del XVIII secolo.
Dopo l’incendio del 1812, fu ripristinato il colore rosso. Dipinto della scuola inglese, 1823. Le mura sono bianche.
1855, pittore Šuchvostov. Se si osserva con attenzione, si nota che il colore delle mura è diverso da quello della torre che è più scura e più rossa.
Vista dallo Zamoskvoreč’e sul Cremlino, dipinto di artista sconosciuto, metà del XIX secolo. Qui la Torre Spasskaja è stata imbiancata di nuovo, molto probabilmente in occasione dell’incoronazione di Alessandro II nel 1856.
Fotografia dell’inizio degli anni 1860. Torre bianca.

 

Ancora una fotografia dell’inizio-metà degli anni 1860. L’imbiancatura della torre inizia ad affievolirsi qua e là.
Fine degli anni 1860. La torre fu improvvisamente riverniciata di rosso
Anni 1870. Torre rossa.
Anni 1880. Il colore rosso si scrosta, qua e là si vedono di nuovo parti riverniciate e ritocchi. Dopo il 1856 la Torre Spasskaja non fu mai più imbiancata.
Torre Nikol’skaja
Anni 1780, Friedrich Hilferding. La Torre Nikol’skaja ancora priva della guglia gotica e affrescata con decorazioni preclassiche è rossa con dettagli bianchi. Tra il 1806 e il 1807 la torre fu ricostruita, nel 1812 fatta esplodere dai francesi, distrutta quasi per metà e ricostruita già alla fine degli anni 1810.
1823, la nuova Torre Nikol’skaja dopo il restauro, rossa.
1883, torre bianca. Forse era stata imbiancata insieme alla Spasskaja per l’incoronazione di Alessandro II. Successivamente l’imbiancatura venne ritoccata per l’incoronazione di Alessandro III nel 1883.
1912. La torre restò bianca fino alla Rivoluzione.
1925. La torre all’epoca era rossa con dettagli bianchi. Fu verniciata di rosso già con il restauro del 1918 a seguito dei danni riportati durante la Rivoluzione.
Torre Troickaja
Anni 1860. Torre bianca.
Nell’acquarello della scuola inglese del 1880 la torre è grigia, come se il bianco si stesse rovinando.
Nel 1883 la torre era già rossa. Verniciata o ripulita dal bianco, molto probabilmente in occasione dell’incoronazione di Alessandro III.

Tiriamo ora le somme. Secondo le fonti, il Cremlino, eccetto le torri Spasskaja, Nikol’skaja e Troickaja, fu imbiancato per la prima volta nel 1680 e rimase bianco nei secoli XVIII e XIX. Le mura furono imbiancate per l’ultima volta nei primi anni del 1880, all’inizio del XX secolo il bianco fu rinnovato solo sulla torre Nikol’skaja e forse sulla Vodovzvodnaja. Da allora l’imbiancatura si è a poco a poco sbiadita e staccata e intorno al 1947 riacquistò il suo originario rosso ideologicamente deciso che fu in alcuni tratti ritoccato durante il restauro.

Le mura del Cremlino oggi
Oggi in alcuni punti il Cremlino conserva il colore dei mattoni originale, con forse solo qualche leggera sfumatura. Si tratta di mattoni del XIX secolo, risultato di una serie di restauri.
Le mura dal lato del fiume. Qui è ben evidente che i mattoni sono stati verniciati di rosso. Fotografia del blog di Il’ja Varlamov.

Tutte le fotografie, se non indicato, provengono del sito Pastvu.com

Alla pubblicazione ha collaborato Aleksandr Ivanov. 

FONTE: Moscowwalks.ru , 24/2/2016 – Traduzione d Francesca Fraternali

Francesca Fraternali

Tutto ebbe inizio nel 2014 con quel lungo viaggio in Russia. Da allora quel mondo è diventato una delle mie più grandi passioni e una scoperta continua. Ho studiato lingua e letteratura russa tra Venezia, Parigi e San Pietroburgo. Traduco per lavoro e per piacere.