Putin ha firmato una legge sugli agenti stranieri

Il Presidente della Federazione Russa ha firmato una legge circa la regolamentazione dei mezzi di comunicazione che potrebbero essere riconosciuti come agenti stranieri.  

Secondo le disposizioni di legge “qualsiasi persona fisica o giuridica russa che prende parte alla creazione o alla diffusione di contenuti per mass media stranieri ricopre il ruolo di agente straniero, o qualsiasi persona giuridica russa fondata e finanziata da un agente mediatico straniero o che prende parte alla creazione e diffusioni di contenuti mediatici può essere considerato come agente straniero”. 

Le legge trova applicazione nei casi in cui un individuo riceva denaro o altri beni materiali da uno Stato straniero, dai suoi organi, da organizzazioni straniere e internazionali, da cittadini esteri, da apolidi, da mass media esteri, o da entità giuridiche russe finanziate da fonti estere o fondate da società mediatiche estere. 

La legge prevede che qualsiasi agente straniero debba creare un’entità giuridica russa entro un mese dalla data in cui gli viene riconosciuto tale status. Coloro già iscritti nel registro degli agenti stranieri devono adeguarsi alla normativa entro il 1 febbraio 2020. 

I contenuti da loro pubblicati devono sempre riportare il loro status di agenti stranieri come previsto dalla legge. 

Secondo la legislazione corrente vengono riconosciuti come agenti stranieri tutte quelle personalità giuridiche con sede estera o tutte quelle strutture prive di personalità giuridica che si occupano della distribuzione di qualsiasi tipo di contenuto stampato o multimediale diffuso ad un pubblico illimitato.  

Un’azione mirata 

Leonid Levin, capo del comitato della Duma di Stato per l’informazione, la nuova legge non avrà un effetto diretto su tutti coloro che lavorano per un canale mediatico che potrebbe essere riconosciuto come agente straniero: “non è una norma ad effetto diretto, ossia non significa che se lavori o ricevi una compensazione da un mass media estero automaticamente diventi un agente straniero, ma che potresti essere riconosciuto come tale”. 

Alla replica che tutti coloro che lavorano per media esteri considerati agenti stranieri dalla Federazione Russa ricevono una compensazione, ha risposto “non significa che diventino automaticamente agenti stranieri. […] se una persona scrive di politica, allora, naturalmente, ci sono rischi che questo accade. Ma se scrive di musica, di sport o di cultura è improbabile.”Ha aggiunto inoltre “se c’è una entità straniera che da direttive sotto compensazione ad un blogger o un giornalista a produrre del materiale allora c’è la possibilità che quest’ultimo venga riconosciuto come agente straniero, ma di fatto non è obbligatorio riconoscerlo come tale”.  

Levin ha ripetuto più volte che la legge non riguarda i blogger o i pubblicisti russi. Inoltre ripostare, ricondividere o ripubblicare contenuti prodotti da agenti stranieri non comporta automaticamente l’essere tali, perché è necessaria una compensazione per tale azione.  

La legge sarà quindi mirata a casi specifici.

La situazione attuale

Oggi secondo il Ministero della Giustizia i mass media considerati agenti stranieri sono 10Voice of America, Idel.Realities, Kavkaz.Realities, Crimea.Realities, Tatar-Bashkir Radio Liberty Service (Azatliq Radiosi), Radio Free Europe / Radio Liberty (PCE / PC), Sibir.Realiy, Factograph, Sever.Realiy e il progetto congiunto di RS e Voice of America – attuale canale televisivo. 

Radio Svoboda intende ottemperare a tutti i requisiti della nuova legislazione ma vuole ricevere dei chiarimenti circa alcuni punti dubbi: “diventerà più difficile lavorare per noi con questa legge. Abbiamo una politica editoriale indipendente in cui le interferenze americane sono vietate.” 

L’opinione pubblica è divisa. 

Mihail Fedotovex presidente del Ministero sui diritti umani e co-autore della legge sui mass mediaha dichiarato la legge come un’assurdità dal punto di vista giuridico, un errore da secondo anno di giurisprudenza. 

Ekaterina Tjagaj, socio dello studio legale Pen&Paper, ha dichiarato che questa legge riguarda diversi utenti internet molto attivi nell’esprimere la loro opinione online. Nikolaj Svandize, membro del consiglio presidenziale per i diritti umani, ritiene che la legge debba essere completamente abrogata perché riconosce formalmente come agente straniero chiunque sia finanziato da fonti estere anche se non tratta di politica.  

Invece il presidente della Camera civica della Federazione Russa per lo sviluppo della comunità dell’informazione, dei mass media e della comunicazione di massa Aleksandr Mal’kevic reputa utile questa legge perché fa capire ai cittadini russi che di fatto esistono canali media stranieri con interessi discrepanti e contrastanti con quelli della Russia. 

“La legge non impedisce nessuna attività editoriale, ma rende al obbligatorio segnalare per quali interessi si lavora”. 

Fonte Interfax 02/12/2019 – Traduzione di Gaia Fenoglio

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