Stabilito il prezzo dell’energia verde

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Il Ministero dell’Economia ha valutato gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabile fino al 2030

Secondo i dati di Kommersant’, il Ministero dell’Economia stima il volume totale degli investimenti sostenibili nello sviluppo della generazione verde in Russia nel 2025-2030 a 659,29 miliardi di rubli (circa 9,5 miliardi di euro). L’ammontare di fondi indicato supera la soglia degli investimenti, precedentemente discussa dal Governo, di 400 miliardi di rubli e consente, secondo gli analisti, di costruire impianti da 24 GW invece di 7,5 GW. Nel frattempo, il Ministero vede opportunità e aumenti dell’importo se il tasso di inflazione e il consumo di energia supereranno le previsioni.

Secondo il Ministero dell’Economia, le risorse complessive degli investimenti che il governo potrà stanziare per lo sviluppo dell’energia verde in Russia fino al 2030 potrebbero ammontare a 659,26 miliardi di rubli. Le stime del Ministero (esaminate da Kommersant’) sono state inviate al Ministero dell’Energia il 26 luglio. La cifra finale risulta superiore al tetto massimo degli investimenti fissato il 15 luglio in una riunione con il viceministro Dmitrij Kosaka. In particolare, il verbale della riunione presupponeva che la quantità dei fondi per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile sarebbe ammontata a 400 miliardi di rubli (ai prezzi del 2021) entro il 2050, ma il documento finale era stato rilasciato senza importi specifici con l’ordine di riesame entro il 6 agosto. Alle riunioni del Ministero dell’Energia della scorsa settimana è stato comunque deciso un importo di 400 miliardi di rubli come base, affermano gli interlocutori di Kommersant’, che conoscono bene la situazione.

Il Ministero dell’Economia non è intervenuto ulteriormente in merito alla sua valutazione, mentre il Ministero dell’Energia e il “Market Council” (il gestore dei mercati energetici) si sono astenuti dal commentare. Per ordine del presidente, gli investimenti nei nuovi progetti energetici dopo il 2022 e per i successivi dieci anni dovranno essere pianificati tenendo conto dei limiti all’aumento delle tariffe energetiche posti dal tasso d’inflazione. Per questo il governo ha bisogno di distribuire le risorse complessive di circa 3,5 trilioni di rubli fino al 2035 tra la modernizzazione del vecchio piombo tetraetile (1,9 trilioni di rubli fino al 2031), la costruzione di nuovi gruppi elettrogeni, inceneritori del piombo tetraetile, lo sviluppo dell’energia nelle zone energetiche isolate e il supporto alla generazione verde tra il 2025 e il 2035. Gli attuali calcoli del Ministero dell’Economia si riferiscono solo alla metà del periodo di validità del nuovo programma, la volta scorsa (vedi Kommersant’ del 12 luglio) il Ministero aveva stimato un aumento di 10 GW dell’energia rinnovabile per 0,9 trilioni di rubli fino al 2050.

Ma il Ministero nei suoi calcoli pone una riserva su un eventuale aumento dell’inflazione o dell’uso di energia nella Federazione Russa, che superi le previsioni.

Se l’inflazione sarà di un punto percentuale più alta della previsione di sviluppo socio-economico, ci sarà un aumento del 37% delle risorse complessive da investire: da 63,95 miliardi di rubli nel 2025 a 1,058 trilioni di rubli nel 2030 (ai prezzi del 2025) con un importo totale in crescita. L’aumento dell’1% dei volumi di fornitura reale di energia elettrica porterà a un incremento delle risorse da investire del 40%: da 64,5 miliardi di rubli nel 2025 a 1,104 trilioni di rubli nel 2030 (ai prezzi del 2025). 

Stando alla previsione di sviluppo socio-economico del Ministero dell’Economia, nel 2020 e 2021 l’aumento del prezzo nel mercato dell’energia all’ingrosso aumenterà rispettivamente del 3% e 3,9%, e poi non più del 3% ogni anno.

Secondo lo schema e il programma di sviluppo del sistema energetico unico, negli anni 2019-2025 l’incremento medio annuo del consumo dovrebbe essere pari a 1,14%. Nel 2018 il consumo è cresciuto annualmente dell’1,51%, fino a 1,055 triliardi di kW all’ora.

La “Comunità dei consumatori di energia” riferisce che “i calcoli sono distinti dalla domanda effettiva”, poiché “il prezzo dell’energia dalla rete elettrica ha già superato il costo dell’approvvigionamento energetico nazionale nella maggior parte delle regioni del paese e continua a crescere, superando di gran lunga l’inflazione”.

Nelle varianti alternative del Ministero dell’Economia (durante l’aumento dell’inflazione e del consumo energetico) i fondi bastano a costruire entro il 2030 24 GW di generazione verde, cioè circa 4 GW ogni anno, stima Aleksej Žicharev di  Vygon Consulting.

Il pagamento totale, secondo il contratto sulla capacità di fornitura di fonti di energia rinnovabile entro il 2050, ammonterà a 3,2 triliardi di rubli.

“Tuttavia, l’importo base deciso dal governo di 400 miliardi di rubli è considerevolmente più contenuto ed è limitato dal volume della costruzione di 7.5 GW entro il 2035”, osserva l’analista. Vladimir Skljar di VTB Capital ritiene che la crescita della domanda oltre le previsioni sia improbabile, perché ostacolata dall’attuale inefficenza energetica economica e dall’incremento del numero di progetti della generazione distribuita.

Articolo tradotto dalle studentesse del Master ELEO Gioia Ghezzo, Chiara Fabrizi e Lodovica De Favari.

Fonte: Kommersant’

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Il Master di primo livello in Economia e Lingue dell’Europa Orientale / ELEO è un progetto di formazione manageriale dell’Università Ca' Foscari Venezia – Ca’ Foscari Challenge School, rivolto esclusivamente  a laureati con conoscenza certificata della lingua russa. L'obiettivo è formare esperti in relazioni economiche con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. Il Master ELEO intende rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale e istituzionale con un programma didattico in grado di integrare qualificate competenze linguistiche e culturali con conoscenze economiche, commerciali e di marketing internazionale.

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