I trend principali di sviluppo dell’integrazione euroasiatica

Lo sviluppo dell’Unione economica euroasiatica (UEE) nel 2019 è stato caratterizzato dal mantenimento di ritmi piuttosto alti di intensificazione dei processi di integrazione e di incremento delle relazioni economico-commerciali nel mondo. Oltre a questo, si è potuta notare una tendenza di crescita della qualità nell’avvicinamento tra i vari paesi e la formazione di un’immagine di partner pragmatico e responsabile in qualità di soggetto indipendente nelle relazioni internazionali.

Nell’Unione economica euroasiatica si stanno perfezionando gli istituti e i meccanismi di regolazione della collaborazione economico-commerciale, viene ridotto il numero di barriere per garantire una piena libertà di movimento delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali in un unico spazio doganale dei paesi membri.

Nel 2019 sono stati sviluppati e introdotti alcuni cambiamenti per migliorare gli strumenti di regolazione:

– introdotte le dichiarazioni doganali elettroniche che sono coordinate con le singole piattaforme informative di tutti i paesi dell’Unione;

– modificato il regolamento per il calcolo dei dazi doganali grazie all’utilizzo di un sistema per i pagamenti anticipati che permette di accelerare considerevolmente il flusso di documenti e ridurre i tempi di sdoganamento delle merci;

– unificate le norme di conteggio e riscossione dei dazi compensativi e antidumping;

– concretizzati i termini e le responsabilità degli organi statali, aumentata la sfera di influenza e di effetto regolatore della Commissione economica euroasiatica per quanto riguarda il controllo e la realizzazione delle norme antimonopolio dell’UEE nei mercati transfrontalieri e in generale nell’area dell’Unione;

– introdotte modifiche nei contratti internazionali riguardanti la redistribuzione delle somme incassate come pagamenti doganali tra i vari paesi membri (previste le seguenti proporzioni: Armenia – 1,22%, Bielorussia – 4,86%, Kazakhistan – 6,955%, Kirghizistan – 1,9%, Russia – 85,065%).

Accento sulla “cifra”

Nell’Unione economica euroasiatica nel 2019 ci si è occupati della creazione e del perfezionamento dell’agenda digitale nei vari segmenti del mercato comune. Sono stati elaborati e approvati progetti per la realizzazione del programma di digitalizzazione nella quale è prevista la procedura per la realizzazione di un progetto di attività digitale da parte delle forze consolidate di tutti i membri dell’UEE.

In particolare, per semplificare il flusso documentale, accelerare le procedure doganali e facilitare l’attività imprenditoriale nell’Unione economica euroasiatica, è stato deciso di unificare le norme e il formato di funzionamento dello “sportello unico”. Questo può diventare una piattaforma di scambio elettronico di informazioni, una collaborazione con un sistema di licenze e di regolamentazione per tutti i partecipanti del mercato dell’UEE, indipendentemente dal paese di provenienza.

È stata anche approvata la Convenzione sulla collaborazione informativa transfrontaliera che forma una base legale per lo scambio di informazioni dei soggetti presenti nel mercato dell’UEE e può essere utilizzata in futuro come piattaforma di sviluppo del mercato dei servizi di informazione.

Il programma dell’agenda digitale si sta diffondendo anche nel settore reale dell’economia come previsto dalla realizzazione del progetto di cooperazione industriale, subcontratto e trasferimento di tecnologie. Si suppone di sviluppare un sistema di contratti elettronici tra imprese industriali. Il Consiglio di politica industriale in qualità di organo consultivo deve favorire la realizzazione di questo progetto.

Mercati settoriali comuni

Nel 2019 è stata approvata la Dottrina per la formazione di un unico mercato finanziario dell’Unione economica euroasiatica che prevede l’accesso libero reciproco delle strutture bancarie e assicurative ai mercati nazionali (regolamentazione dei processi di unificazione e armonizzazione delle norme e del meccanismo di rilascio delle licenze e loro reciproco riconoscimento). Questo permetterà di rafforzare la concorrenza sul mercato dei servizi bancari e assicurativi, accrescere la gamma di servizi finanziari disponibili e stimolerà il trasferimento di capitali e investimenti.

La complessità e le dimensioni dei cambiamenti necessari per la creazione di un mercato bancario unico, di settori del mercato assicurativo e dei valori comportano un lungo periodo di preparazione per il coordinamento, l’unificazione e l’armonizzazione dei criteri macroeconomici, la standardizzazione degli indicatori per garantire la stabilità del settore finanziario e assicurativo e della base normativa entro il 2025, e successivamente sarà avviato il modello transitorio per il funzionamento del mercato finanziario comune.

Energia per tutti

È iniziato il lavoro transitorio del modello di mercato comune dell’elettricità nell’Unione economica euroasiatica. Un importante passaggio nella formazione dell’integrazione dei mercati delle sorgenti energetiche consiste nel rifiuto della creazione di un mercato unico per tutti i tipi di risorse energetiche (nel corso delle trattative per il coordinamento delle posizioni dell’Accordo sull’Unione) e il rafforzamento del formato del mercato comune come punto di riferimento dell’integrazione per il settore delle risorse energetiche.

Il Mercato Energetico Comune dell’UEE prevede la formazione libera dei prezzi dell’energia elettrica e dei servizi per la sua trasmissione con l’utilizzo dei seguenti strumenti: prezzi concordati con contratti a lungo termine tra società indipendenti tra loro, fissati considerando un prezzo equilibrato nel mercato comune e approvati nei contratti, nonché la libera formazione dei prezzi nelle borse azionarie.

Il commercio è organizzato con l’utilizzo di sistemi elettronici con contratti swap, contratti a termine fermo e futures e il sistema informativo unico, disponibile per tutti i partecipanti grossisti del mercato. Tuttavia, solo le organizzazioni autorizzate hanno il diritto di chiudere trattative a lungo termine e definire i volumi delle eccedenze di energia elettrica da mettere in vendita.

Prima dell’inizio del funzionamento del mercato del gas è prevista la regolamentazione dei limiti di prezzo minimi e massimi sulle eccedenze di energia elettrica prodotta e le tariffe dei servizi entro i prezzi interni. Ciò significa che la “libertà” nella formazione dei prezzi dell’energia elettrica e dei servizi inizialmente si formerà in base alle condizioni ed entro i limiti del potenziale produttivo, di risorse, tecnico e tecnologico dei monopoli nazionali naturali, mentre nel mercato comune verrà solamente corretta a seconda della richiesta esistente e dell’offerta in un periodo concreto.

Questo è il formato transitorio di funzionamento del Mercato Energetico Comune dell’UEE che si inserisce nel modello di integrazione e collaborazione commerciale transfrontaliera, il quale prevede il raggiungimento degli obiettivi prefissati del mercato comune attraverso la crescita dei volumi commerciali e la garanzia di accesso paritario ai servizi e all’infrastruttura dei monopolisti nazionali.

In questo modo, lo sviluppo dell’integrazione euroasiatica nell’UEE nel 2019 ha permesso di conservare la crescita dell’influenza positiva dei processi di integrazione sulla stabilità macroeconomica dei paesi membri e sul grado di convergenza macroeconomica. A seguito dell’adozione di una tariffa doganale unica del Codice doganale dell’Unione economica euroasiatica e dell’allargamento della lista dei regolamenti tecnici implementati da tutti i paesi, è in corso un avvicinamento accelerato delle condizioni di funzionamento dei mercati di beni e la creazione di condizioni paritarie di concorrenza per tutti i membri del mercato comune UEE. Tutto ciò permette di contenere il rallentamento dei tempi di crescita pronosticato ad inizio anno nei mercati mondiali per il 2019.

L’unificazione delle norme per il commercio di beni e servizi nel mercato comune dell’Unione economica euroasiatica nel corso del 2019 ha permesso di mantenere più bassa la flessione dell’interscambio, prendendo come riferimento il valore all’interno dell’Unione e confrontandolo con i tempi di rallentamento del commercio con paesi terzi. La riduzione dei volumi di interscambio nel periodo gennaio-settembre 2019 in confronto con lo stesso periodo del 2018 è stata pari al 1,3% contro il 2,5% della riduzione dei volumi di interscambio con paesi terzi.

Tempi di crescita positivi nell’interscambio sono stati fatti registrare da Armenia (6,4%) e Bielorussia (3,5%), mentre negli altri paesi si è verificata una riduzione dello scambio commerciale del 3% in media. Come anche per gli anni precedenti, ai vertici dell’interscambio sono stati i prodotti minerali (26% dell’interscambio nell’Unione), macchine, macchinari e mezzi di trasporto (20% con Russia e Bielorussia come fornitori principali), materie prime del settore agricolo (15%), metalli e manufatti (13%) e produzione industriale chimica (12%).

Stando ai dati della Commissione economica euroasiatica, la dinamica dell’interscambio in prezzi comparabili dimostra un mantenimento dei volumi di commercio sui livelli del 2018 e una riduzione dei prezzi dell’1,5% che ha influenzato, flettendolo, l’indicatore di valore dell’interscambio. Di conseguenza, il fattore di influenza dell’integrazione euroasiatica mantiene i suoi effetti positivi e può essere rafforzato attraverso l’intensificazione dei processi di integrazione.

L’allargamento del gruppo di partner per una collaborazione economica a regime preferenziale sostiene il potenziale di crescita della cooperazione commerciale. Nel 2019 nell’Unione economica euroasiatica è continuato il lavoro di sviluppo della collaborazione internazionale: è entrato in vigore l’Accordo di collaborazione economico-commerciale con la Cina. Sono stati firmati gli accordi di collaborazione con Serbia e Singapore e i memorandum con l’Indonesia, è stata firmata una dichiarazione di partenariato con l’Alleanza pacifica; è iniziata la preparazione per il coordinamento delle condizioni dei contratti di collaborazione come da memorandum già firmati con l’Unione africana, il Bangladesh, l’Argentina, con la Commissione economica e sociale dell’ONU per l’Asia e il Pacifico, con l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale e con l’Agenzia di nomenclatura globale dei prodotti medicinali.

L’attivismo dell’Unione economica euroasiatica testimonia del suo grande potenziale di sviluppo e del suo riconoscimento come soggetto indipendente nelle relazioni internazionali.

 

Fonte: Russian International Affairs Council, Dicembre 2019. Articolo di Aza Migranyan. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Alessandro Lazzari

Originario della provincia di Treviso, nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Nel giugno del 2018 ho discusso la mia tesi magistrale sulle strategie di investimento delle multinazionali italiane in Russia presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

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