Il mistero del villaggio di Kalači: perché i suoi abitanti cadono in un sonno letargico

Nel distretto di Esilsky, nella regione di Alqmola, si trova il piccolo villaggio di Kalači. Non si tratterebbe di nulla di speciale se non fosse per la misteriosa malattia di massa che ha colpito i suoi abitanti nel marzo del 2013. Da allora, gli scienziati cercano di capire il motivo per cui persone di età diverse, in questo villaggio, si addormentano all’improvviso per periodi di tempo che vanno dai due giorni alle due settimane. Gli autori di diverse ricerche hanno proposto le più svariate spiegazioni per la misteriosa malattia del sonno.

Il villaggio di Kalači

Il villaggio di Kalači e il villaggio urbano di Kransnogorsk, situato nelle vicinanze, sono oggi abbandonati per diverse ragioni. Ma negli anni Sessanta del XX secolo brulicavano di vita. Migliaia di membri del Komsomol giunsero nelle steppe kazake per ordine del partito e del governo dell’URSS. La compagnia era formata da minatori: l’estrazione di uranio iniziò in una miniera nelle vicinanze. Poi arrivò la Perestrojka e il paese si divise. Molte imprese risultarono improduttive e i lavoratori andarono ognuno per la propria strada. Aleksandr Medinkov, giornalista dell’agenzia di stampa Lenta.ru scrisse nel suo articolo “Between dust and radon” datato gennaio 2015: “Dagli anni ’60 agli anni ’90 del secolo scorso nei pressi di Krasnogorsk si estraeva l’uranio, ma dopo il crollo dell’URSS le miniere furono chiuse e sigillate. Oggi a Krasnogorsk vivono in 130, mentre a Kalači risiedono circa 550 persone.”

Da allora, la quantità di persone che vivono in quei villaggi è solo diminuita. Dopo la scoperta di una strana malattia del sonno che colpiva locali, le autorità avviarono un programma di trasferimento di massa delle persone. A tal fine, il governo stanziò circa trenta milioni di rubli. Ma non tutti accettarono di buon grado di abbandonare la propria casa per trasferirsi in altre città o villaggi nella regione. Proprio di questo ha parlato, nell’articolo “Kalači addormentato”, il giornalista Yurij Snegirev di Rossijskaya Gazeta, il quale ha visitato il Kazakistan nel maggio del 2015: “I funzionari non hanno considerato che a Kalači vivono persone che sin dall’infanzia hanno lavorato quelle terre. È praticamente impossibile strapparli dalle terre dove hanno passato la loro giovinezza” ha osservato il giornalista. Nel villaggio non c’è lavoro, le persone sopravvivono grazie alle pensioni e alle rendite dei terreni.

La strana malattia

Secondo Yurij Snegirev, il primo a cadere in un lungo e inspiegabile sonno fu un bambino di dieci anni, Vova, e questo accadde nel 2010. Dopo due giorni, il bambino si svegliò, e nessuno diede peso all’accaduto. E quando una cosa simile accadde a zia Vera, che viveva dall’altro lato del villaggio, i medici decisero che si trattava di un ictus, ma la diagnosi non fu confermata.
L’allarme scattò solo nel marzo del 2013, quando la malattia divenne di massa. Commesse dei negozi, anziani contadini, scolaretti si addormentavano all’improvviso. Si risvegliavano solitamente dopo 6 o 7 giorni, lamentandosi di non sentirsi bene. Alcuni parlavano di debolezza, di parziale perdita della memoria e di testa ovattata, mentre altri addirittura avevano allucinazioni visive. Ai medici toccò persino legare al letto dei malati, affinché le persone deliranti non fossero un pericolo per loro stesse.

L’ultima epidemia della strana malattia è stata registrata nel gennaio del 2016. In quella occasione, le persone colpite dal sonno misterioso sono state oltre 130. Alcuni addirittura si sono addormentati per diversi giorni più di una volta.

Encefalopatia di eziologia incerta

All’inizio, i medici dell’ospedale distrettuale di Esilsky, perplessi, considerarono la possibilità di un’intossicazione di massa da alcool o droghe degli abitanti del villaggio, ma questa versione non fu confermata. Quindi, vennero fatti esami per diagnosticare eventuali virus o infezioni – ancora nulla. Gli addormentati non risultavano aver subito traumi o avere processi infiammatori in atto. Tutti gli abitanti che furono colpiti dalla malattia a Kalači e Krasnogorsk (anche lì furono registrati alcuni casi) ricevettero la diagnosi preliminare di encefalopatia di eziologia sconosciuta. Come è noto nella letteratura medica, si tratta di una lesione organica della corteccia cerebrale, che può avere le più svariate cause: dall’ereditarietà all’insorgenza, a causa di una mancanza di vitamina B o di un’intossicazione.

Alle persone che si addormentavano venivano somministrate con il contagocce sostanze che stimolassero il funzionamento dei vasi cerebrali e i pazienti si svegliavano. I medici condussero esami completi su tutti gli ammalati. Il direttore del Centro medico del Kazakistan, il professor Abaj Bajgenzin, commentando il caso, disse che aveva diagnosticato agli abitanti del villaggio una serie di malattie. Il dottore suggerì che il lungo sonno potesse essere causato da un insieme di anemia, diabete, arteriosclerosi e altre malattie. Allo stesso tempo, a provocare tale condizione poteva essere “un qualche fattore infettivo” ancora da determinare.

Radon e miniere di uranio

In primo luogo, naturalmente, gli scienziati sospettarono che la ragione della misteriosa malattia del sonno fosse legata alle miniere di uranio allagate e alla fuoriuscita di gas radon. Nel villaggio arrivarono impiegati del Centro nucleare nazionale di Kazakistan e membri dell’Istituto Kurčatov, che scavarono nei pozzi e prelevarono campioni di acqua e terreno. Il giornalista di Lenta.ru, Aleksandr Mednikov, scrisse: “Durante le indagini, gli esperti hanno condotto duecento misurazioni dei raggi gamma nell’area e cento nelle abitazioni. Il valore dei raggi gamma era due volte inferiore al livello massimo consentito. Le misurazioni negli edifici residenziali hanno mostrato un contenuto di radon compreso tra 226 e 567 Bq / m3 a una velocità di 200 Bq / m3”.

Nonostante non si fosse rilevato un aumento di radiazioni a Kalači, molti esperti ritennero che il radon fosse la causa della misteriosa malattia del sonno. Tra di loro vi era il professore del Politecnico di Tomsk, Leonid Richvanov, che suggerì che la concentrazione del gas, usato per riempire le miniere di uranio, nelle case degli abitanti del villaggio variasse a seconda della stagione: “Il gas sale in superficie quando muta il livello delle acque sotterranee: in primavera sale, mentre in autunno scende. Non a caso, in autunno la malattia è più diffusa tra gli abitanti del villaggio” spiegò il professore alla giornalista di Komsomol’skaya pravda Sofia Sevost’yanova. Il suo articolo “Lo scienziato di Tomsk ha proposto un metodo per combattere la malattia del sonno nel villaggio di Kalači” fu pubblicato nel gennaio 2015.

Tuttavia, ci fu anche chi non concordava sul radon. Alcuni sostennero che un eccesso così minimo di concentrazione di questo gas nelle case degli abitanti del villaggio non avrebbe potuto in alcun modo portare a tali conseguenze. Secondo gli scienziati, il radon non poteva influire sul sistema nervoso centrale di una persona sebbene avrebbe potuto causare tumori in caso di contatto prolungato. Inoltre, le miniere di uranio chiuse erano sparse in tutto il Kazakistan e non furono registrati da nessun’altra parte casi di strane malattie del sonno.

Monossido di carbonio

Una volta scagionato il radon, gli scienziati iniziarono a pensare che il colpevole fosse il monossido di carbonio. Il corrispondente di RIA Novosti Dmitrij Vinogradov, nel suo articolo “Il villaggio dormiente: gli scienziati del Kazakistan sono vicini alla risoluzione del mistero del secolo” pubblicato nel maggio 2015 riportò l’opinione del vicedirettore generale per la radioecologia del Centro nucleare nazionale del Kazakistan: “Nei campioni prelevati a Kalači abbiamo riscontrato un aumento di monossido di carbonio e di idrocarburi. Credo che la causa della malattia del sonno sia l’inflazione periodica di gas con una minore concentrazione di ossigeno e una maggiore concentrazione di monossido di carbonio e di idrocarburi. Ognuno di questi tre componenti, preso singolarmente, è quasi entro il limite normale, ma la combinazione dei tre crea un classico effetto di sinergia” sostenne lo scienziato.

Tuttavia, anche in questo caso non tutti gli esperti concordarono. Essi sostennero che nelle grandi città il contenuto di monossido di carbonio nell’atmosfera fosse molto più elevato rispetto a quella nelle case degli abitanti del villaggio di Kalači, dove la CO2 veniva prodotta perché le persone si riscaldavano usando il carbone. Inoltre, anche in altri villaggi usavano questo combustibile per riscaldare le case e non furono identificati altri casi di malattie del sonno. Conoscendo la versione degli scienziati del Centro nucleare nazionale, gli operatori sanitari organizzarono uno studio spettrofotometrico sul sangue dei residenti di Kalači, ma non trovarono tracce degli effetti tossici del monossido di carbonio sulla loro salute.

Avvelenamento da polveri

Quando le persone non capiscono la ragione di un qualsiasi fenomeno, iniziano a fare varie ipotesi. Le più fantasiose versioni sulla malattia del sonno sono state pensate da cosiddetti “esperti”. Qualcuno ha affermato che Kalači è una zona particolare dove gli extraterrestri conducono esperimenti sulle persone. Qualcuno sospettava che gli scienziati sovietici facessero esperimenti segreti nelle miniere di uranio. Forse le conseguenze di questi ultimi hanno colpito gli abitanti del luogo solo dopo qualche decina d’anni.
La versione più probabile rimane quella dell’avvelenamento di massa causato dagli insetticidi utilizzati dai contadini del posto. In particolare, si può parlare di polvere, che è ancora ampiamente utilizzata per combattere vari parassiti del raccolto. In un’intervista con il giornalista di RG Yuri Snegirev, Natal’ya Boyarinos, residente nel villaggio di Kalači, ha affermato che suo figlio Rudik si è addormentato due volte e russava pesantemente. “Ringrazio tanto i dottori. È stato spaventoso! Immagina se non si fosse svegliato. E presentava anche tutti i segni di avvelenamento. Ha vomitato della schiuma marrone ”, riporta la madre allarmata.
La questione della causa della malattia del sonno è ancora aperta.

 

Fonte: russkayasemerka, di Orynganym Tantarova, tradotto da Chiara Faini

Chiara Faini

Classe 1995, nata a Milano e attualmente studentessa magistrale di Management internazionale. Ho vissuto un semestre a Mosca, dove ho lasciato un pezzo di cuore. In attesa di tornare a riprendermelo, mi dedico alle attività che più amo: leggere, viaggiare, tradurre.

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