5 decreti di Pietro I, che hanno cambiato l’aspetto della Russia

Decreto N° 1

Il 20 ottobre 1714 fu emanato un decreto da Pietro I, che vietava la costruzione di edifici in pietra in tutto il paese, ad eccezione di San Pietroburgo. Abbiamo ricordato ciò che il grande zar-riformatore aveva già vietato e di come ciò influenzò l’aspetto del paese. 

Il divieto di costruire edifici in pietra fu valido fino al 1741. Ciò non fu una stranezza, ma un desiderio ardente di rendere San Pietroburgo una vera città europea. Purtroppo, i muratori esperti non bastavano, per questo generò un piano geniale per vietare a questi maestri di lavorare ovunque, tranne che a San Pietroburgo. 

Ma oltre ai maestri era necessaria anche la pietra e le fabbriche di mattoni scarseggiavano in tutto il paese. Perciò gli astuti costruttori hanno intuito di costruire le case in legno, per poi applicare un sottile strato di argilla alle pareti, intonacarle e dipingerci i mattoni. Passando velocemente, era quasi impossibile distinguere un falso, di conseguenza lo zar era soddisfatto del ritmo della costruzione.

Decreto N° 2

Il decreto sul “Divieto di fare bare di quercia” prescriveva in maniera rigorosa: “nessuno può essere sepolto in bare di quercia da nessuna parte”. A quel tempo le bare di ceppo erano incavate in una quercia intera.  Pietro I impose un’ingente tassa sulle bare incavate e poi proibì completamente la loro produzione. 

Ecco cosa ha scritto il famoso storico pre-rivoluzionario N. I. Kostomarov.

“In tutto lo stato è stato ordinato di registrare le bare di quercia, prenderle dai becchini, portarle nei monasteri e agli anziani del pope e venderle quattro volte il prezzo di acquisto”.

Non solo era vietato tagliare le querce, ma anche i pini dal fusto alto e diritto. Ciò ha contribuito allo sviluppo di segherie e alla costruzione di una delle più potenti flotte del mondo. 

Decreto N° 3

Pietro I “cancellò” 5508 anni, cambiando la tradizione del sistema cronologico e delcalendario: al posto di contare  gli anni “dalla creazione di Adamo”, in Russia gli anni iniziarono ad essere contati “dalla nascita di Cristo”. 

Il paese diventò sempre più vicino all’Europa: si iniziò ad adottare il calendario giuliano e a festeggiare Capodanno il primo gennaio. Per accelerare in aggiunta la svolta verso l’Europa, Pietro vietò inoltre l’uso delle vecchie cifre – lettere dell’alfabeto slavo con tilde superiore – e introdusse al posto di esse cifre arabe contemporanee. La scrittura delle lettere venne semplificata, i libri secolari ora si basavano sul carattere letterale civile, che ha contribuito allo sviluppo della tipografia e alla crescita della popolarità della lettura. 

Decreto N° 4 

Aumentò la libertà dei giovani ragazzi, desiderosi di contrarre matrimonio. Ben tre decreti hanno vietato il matrimonio forzato di una ragazza. Tuttavia, è diventato obbligatorio dividere nel tempo il fidanzamento e lo sposalizio, affinché lo sposo e la sposa potessero riconoscersi l’un l’altro. E sebbene i proprietari per molto tempo avessero aggiustato l’arbitrio sul feudatario sposandoli a loro discrezione, questo era particolarmente illegale. Inoltre, se tali casi avessero raggiunto “l’occhio che tutto vede” delle autorità, avrebbe potuto seguire una punizione.  

“Se la sposa non vuole sposare lo sposo, questa è libera”

Pietro I fu uno dei primi, se così si può dire, femministi nella storia della Russia e un paladino ardito dei diritti delle donne. Non solo puramente pubblico, ma anche politico, perché il XVIII secolo non è solo l’epoca di Pietro, ma anche l’età delle imperatrici. Ma nessuna delle trasformazioni nella cultura, nella sfera sociale, che fu data a Pietro fu così difficile come la lotta per i diritti delle donne. 

L’atteggiamento nei confronti del sesso più debole nell’antica Russia e nel regno di Mosca è stato aggravato dall’influenza mongolo-tatara e dal respiro dell’Islam con il Medio Oriente e con l’Asia centrale, con i quali fino a Pietro la Russia ha avuto contatti più stretti rispetto ai paesi europei.

Tuttavia, dopo il regno di Pietro, la donna lasciò il palazzo per sempre e iniziò a partecipare a feste e celebrazioni, alle quali prima erano autorizzati solo gli uomini.

Nei villaggi, una serie di decreti di Pietro proibiva l’antica pratica dei “matrimoni ciechi”, quando gli sposi si vedevano per la prima volta direttamente davanti all’altare. Sorprendentemente Pietro il peccatore, che non nascondeva la sua debolezza, era a favore di un matrimonio celebrato per amore e non per interesse.

DECRETO N°5

I fan dell’antichità russa definiscono uno degli atti più terribili di Pietro il decreto che vieta la coltivazione dell’amaranto e il consumo di pane all’amaranto, che era il cibo principale del popolo russo.

Giudicando l’etimologia, l’amrita è il nettare dell’immortalità, gli Incas e gli Aztechi consideravano sacro l’amaranto, quindi la “pianta del diavolo” è stata attivamente distrutta dai conquistatori spagnoli in Sud America, così come fece anche Pietro in Russia. Secondo la leggenda, gli anziani vivevano a lungo in Russia, viene nominata anche la cifra di 300 anni. Coloro che credono a questa leggenda, accusano Pietro di aver distrutto la longevità dei russi con il suo divieto.

Fonte: Moiarussia.ru

Tradotto dalle studentesse del Master ELEO Alice Libralesso, Chiara Carrer e Elena Spigolon.

Master ELEO

Il Master di primo livello in Economia e Lingue dell’Europa Orientale / ELEO è un progetto di formazione manageriale dell’Università Ca' Foscari Venezia – Ca’ Foscari Challenge School, rivolto esclusivamente  a laureati con conoscenza certificata della lingua russa. L'obiettivo è formare esperti in relazioni economiche con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. Il Master ELEO intende rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale e istituzionale con un programma didattico in grado di integrare qualificate competenze linguistiche e culturali con conoscenze economiche, commerciali e di marketing internazionale.

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