Il Consiglio di Sicurezza si è opposto alla liberalizzazione delle frequenze 5G utilizzate dal Ministero della Difesa e dal Servizio Federale di Protezione

Senza tale risorsa la Russia rischia di rimanere indietro nello sviluppo della nuova tecnologia

Il Consiglio di Sicurezza non ha appoggiato la conversione alle radiofrequenze utilizzate dalle forze di sicurezza e richieste dagli operatori telefonici per l’attivazione del 5G. Senza tali frequenze la Russia rimarrà indietro nello sviluppo della rete rispetto persino all’Africa tropicale, avvertono dal Ministero delle Comunicazioni.

Il Consiglio di Sicurezza della Russia ha inviato una lettera al governo, nella quale, in risposta all’incarico di esaminare la domanda di liberalizzazione delle frequenze nella banda 3,4 – 3,8 GHz, ha disposto che suddetta risorsa è utilizzata dai servizi statali e il suo trasferimento ai mezzi di comunicazione civili è inopportuno per motivi di sicurezza e difesa del paese. Due funzionari federali ne hanno parlato a RBC. Stando alle parole di uno di loro, il Consiglio di Sicurezza non ha discusso questa posizione nelle riunioni, la quale non considera l’opinione nel Ministero della Difesa a riguardo.

Il rappresentante di un apparato del Consiglio di Sicurezza ha dichiarato a RBC di non possedere tale informazione e di non confermarla.

Il rappresentante del Ministero dello sviluppo digitale, delle comunicazioni e dei mass media si è rifiutato di commentare tale informazione a RBC. Allo stesso tempo egli ha evidenziato che la banda 3,4 – 3,8 GHz è fondamentale per lo sviluppo del 5G in tutto il mondo.

“Senza il suo utilizzo, la nostra arretratezza sul 5G è inevitabile, ma purtroppo la Russia ancora non ha apparecchiature proprie per operatori e abbonati. I produttori assicurano che tra tre/cinque anni queste compariranno, ma sarà troppo tardi. Per allora la connessione 5G sarà stata implementata persino nei paesi meno sviluppati dell’Africa tropicale”, ha sottolineato il rappresentante del Ministero delle comunicazioni.

 Come gli operatori hanno richiesto le frequenze

I maggiori operatori telefonici hanno più volte dichiarato che per un ottimale funzionamento della connessione 5G avranno bisogno delle frequenze dalla banda 3,4 – 3,8 GHz. Tuttavia, la Commissione di Stato sulle radiofrequenze (responsabile della distribuzione di tale risorsa nel paese) a fine dicembre ha liberato le frequenze 4,8 – 4,99 GHz e 27,1 – 27,5 GHz per lo sviluppo della prossima generazione di connessione mobile. La liberazione delle frequenze 3,4 – 3,8 GHz è stata invece bloccata dai membri della commissione, che rappresentano i ministeri delle forze dell’ordine: in particolare questa risorsa viene utilizzata dal Servizio Federale di Protezione e dal Ministero della Difesa. 

A metà aprile il vice primo ministro Maxim Akimov, che sovrintende le comunicazioni al governo, si è rivolto al presidente russo Vladimir Putin, chiedendogli di assegnare gli incarichi che permetterebbero di effettuare la conversione dello spettro di frequenza (trasferire le risorse che lavorano in esso in altre parti della banda).

Egli ha segnalato che le compagnie di telecomunicazioni “hanno ricordato all’unanimità la partecipazione del presidente alla creazione di reti di comunicazione di quarta generazione”.

Akimov ha affermato che proprio grazie alla posizione di Putin sono riusciti a cancellare lo spettro delle frequenze.

Mikhail Oseevsky, capo di Rostelecom (compagnia che intende partecipare allo sviluppo del 5G), aveva già esortato a cercare una soluzione, nonostante la posizione delle forze dell’ordine. “Per dirlo più semplicemente: lì è sempre tutto occupato, noi lì lavoriamo, perciò non si può fare nulla. Non è così –ha riferito– non possiamo fuggire dalla risoluzione di questo problema. Mi sembra che questo sia un tentativo di spostarsi verso destra. Più a lungo proveremo a spostarci, meno tempo avremo in futuro”.

Secondo uno degli interlocutori di RBC, le consultazioni sulla questione della conversione delle frequenze continueranno. Vi parteciperà anche il vice primo ministro Yuri Borisov, che sovrintende il complesso militare-industriale.

La necessità di lavorare insieme al Ministero della Difesa e all’industria per la liberazione della risorsa nella banda 3,4 – 3,8 GHz è menzionata anche nel concetto di “Sviluppo di soluzioni industriali per la creazione di reti 5G in Russia” preparato da Rostec.

A fine maggio, il governo ha proposto di affidare la stesura di una “tabella di marcia” sulle tecnologie wireless e 5G a Rostec e Rostelecom. Si presume che un accordo sulle intenzioni per la realizzazione di questo lavoro sia stipulato a giugno. Il rappresentante di Maxim Akimov ha dichiarato a RBC che l’incarico del presidente “non è stato rimosso dal controllo e il problema non è stato sostanzialmente risolto”. Il rappresentante di Yuri Borisov al momento della pubblicazione non ha risposto all’istanza. 

Cosa condiziona la posizione del Consiglio

Un rappresentante di “MegaFon” ha dichiarato di non essere a conoscenza di tali decisioni. Secondo Anna Ajbaševa, portavoce di “VimpelCom” (marchio “Beeline”), la banda 3,4–3,8 GHz è la più promettente per lo sviluppo delle reti 5G e l’azienda è “pronta a condurre test su questa banda per dimostrarne le potenzialità ed eliminare tutti i rischi”. Ha altresì evidenziato che oltre 2000 clienti dell’azienda VimpelCom utilizzano attualmente sistemi di accesso wireless in questa banda. I rappresentanti di MTS (Mobile TeleSystems) e di Rostelecom si sono rifiutati di commentare.

“La questione della conversione dello spettro per lo sviluppo della banda 5G è di cruciale importanza e risolverla sarà più difficile della questione sulla liberazione delle frequenze 3G e 4G. A quanto pare, il pool di apparecchiature militari che opera nella banda 3,4–3,8 GHz è molto ampio ed è difficile convertirlo in altre frequenze. Ma la posizione del Consiglio di Sicurezza, che considera inopportuna la concessione di questa banda ad uso civile, non pone fine ad ulteriori discussioni”, afferma l’analista di iKS-Consulting Maksim Savvatin. Egli ha sottolineato che, dato che il dialogo prosegue ad alto livello, è probabile che le autorità trovino una soluzione che possa andare bene sia per i militari che per gli operatori telefonici. “L’importante è che la questione non si protragga troppo a lungo. Gli operatori possono utilizzare altre bande per il 5G, ma così il nostro paese rischia di rallentare lo sviluppo di nuove tecnologie”, avverte Maksim Savvatin. Inoltre, il mancato stanziamento di una sufficiente banda di frequenza per lo sviluppo del 5G ai grandi operatori telefonici porterà ad un aumento delle tariffe di comunicazione, come previsto in precedenza da Aleksandr Popovskij, vicepresidente esecutivo per la strategia di VimpelCom. Egli ha spiegato che la costruzione del 5G per gli operatori è principalmente un modo per alleggerire le reti 3G e 4G, che presto non riusciranno a far fronte al crescente traffico. In questo caso, l’aumento dei prezzi dei servizi sarà un tentativo di frenare la crescita del traffico.

Tradotto dalle studentesse del Master ELEO Gioia Ghezzo, Chiara Fabrizi e Lodovica De Favari

Master ELEO

Il Master di primo livello in Economia e Lingue dell’Europa Orientale / ELEO è un progetto di formazione manageriale dell’Università Ca' Foscari Venezia – Ca’ Foscari Challenge School, rivolto esclusivamente  a laureati con conoscenza certificata della lingua russa. L'obiettivo è formare esperti in relazioni economiche con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. Il Master ELEO intende rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale e istituzionale con un programma didattico in grado di integrare qualificate competenze linguistiche e culturali con conoscenze economiche, commerciali e di marketing internazionale.

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